Acrotomofilia & Apotemnofilia

Tra le parafilie che destano maggiori dubbi a livello etico, c’è da sempre l’acrotomofilia, vale a dire l’attrazione sessuale per persone che hanno subito un’amputazione. In realtà, pare che questi grossi dubbi a livello etico non ce li abbiano gli amputati, ma essenzialmente i “normali”, quelle persone insomma che hanno ancora tutti e quattro gli arti. Qualche anno fa, infatti, dodici donne amputate hanno posato per un calendario sexy, scatenando le ire dei benpensanti – gli stessi che ovviamente non battono ciglio di fronte alle modelle seminude che affollano le pagine dei rotocalchi. (Viene da chiedersi se davvero ragioniamo così: finché il portatore di handicap resta afflitto dal suo stato, buono buono, ci consente di “esercitare” su di lui la nostra ipocrita pietà – ma se alza la testa e pretende di essere una persona come tutti, addirittura desiderabile, allora è uno scandalo sociale… perché egli nega di essere sfortunato o inadeguato, e in questo modo nega anche la nostra “superiorità”).

Pensate a questa delicata situazione: una donna ha avuto un incidente, e si ritrova senza una gamba. Dentro di sé nutre la certezza di non poter più essere ammirata da nessun uomo, di non poter essere desiderata. Si prepara ad una vita di solitudine sentimentale. Dall’altra parte, un uomo è attratto fisicamente da donne senza una gamba. Questo succede da quando era bambino, da quando ha visto una bambina in costume con una protesi che partiva da sotto il ginocchio. Da allora, ad attirarlo sono esclusivamente le donne amputate sotto il ginocchio. Eppure anche quest’uomo è solo, perché si vergogna ed ha paura a farsi avanti. Cosa potrebbe pensare la donna, se le spiegasse la sua passione? Che è un pervertito, malato? Si chiede, perché non sono nato come tutti con una fissazione più comune, magari per le tette grosse o piccole oppure per le bionde o le more?

L’acrotomofilia ha enormemente beneficiato dell’avvento di Internet, permettendo ad amputati (in gergo, amputee) e ammiratori (devotee) per prima cosa di capire che la loro non è una condizione unica, come potevano credere, ma che una soluzione è a portata di mano; in seguito, di conoscersi su forum e siti di incontri come ad esempio ASCOT-world o Ampulove; e infine di poter creare una vera e propria vita assieme, come narrano molti resoconti di coppie felicemente sposate formatesi grazie alla rete.

Una affezione molto più estrema e più marcatamente patologica è invece la cosiddetta apotemnofilia, ossia il desiderio di divenire amputati, che può sfociare nella vera e propria BIID (Body Integrity Identity Disorder), chiamata anche dismorfia corporale. Di cosa si tratta?

L’apotemnofilia include forme più “soft” del desiderio di amputazione: ci sono persone, cioè, che amano simulare un’amputazione legandosi gli arti con delle bende – ma questo è comune a tutte le parafilie legate agli handicap. Alcuni amano stare in una sedia a rotelle, e immaginarsi paraplegici… e attenzione, quando per strada incontrate un uomo con un braccio ingessato, potrebbe benissimo essersi fatto la fasciatura da solo per provare il brivido di essere guardato (ci sono siti internet che ospitano istruzioni dettagliate al riguardo).

Ma con la BIID non si scherza. Qui non si parla più di desiderio sessuale. È una vera e propria sindrome, e chi ne è affetto vive in un inferno tutto particolare: il malato percepisce uno o più dei suoi arti come non facenti parte del suo corpo. Questa sensazione diviene talmente insopportabile da far tentare al malato delle auto-amputazioni artigianali. Qualsiasi cosa, pur di levarsi di dosso quell’orribile appendice.  Le persone affette da BIID pregano sempre più insistentemente al proprio medico di procedere con un’asportazione chirurgica dell’arto (anche qui, come in tutto quello che riguarda quest’ambito, le richieste sono estremamente precise: sopra il ginocchio, sotto il gomito, ecc. Vedi tabella più sotto). Ovviamente questo tipo di operazione chirurgica non è possibile, in quanto la salute del paziente non solo non è in pericolo, ma verrebbe anzi compromessa definitivamente dall’operazione stessa. Il dilemma medico è paradossale: si tratterebbe di guarire la mente infliggendo un “handicap” al corpo.

Un chirurgo inglese ha causato furiose polemiche quando ha cominciato ad accettare di operare, soltanto dopo attenta analisi psicologica e fisica, pazienti da tutto il mondo; la cosa ha fatto tanto scalpore che per la prima volta anche la BBC si è occupata del caso, approfondendo il fenomeno poco conosciuto dei cosiddetti wanna-be amputees. Qui trovate la prima parte del documentario BBC dedicato alla dismorfia corporale (ho notato che il documentario intero non si trova più in rete: se a qualcuno dovesse interessare, in futuro posterò la versione integrale).

Per approfondire le implicazioni psicologiche della BIID consiglio questo articolo e questo (entrambi in inglese).

Infine, eccovi una completa lista di tutte le possibili amputazioni, e dei loro acronimi gergali usati da amputees e devotees.

LAK left above knee
RAK right above knee
DAK double above knee
LBK left below knee
RBK right below knee
DBK double below knee
LHD left hip disarticulation
RHD right hip disarticulation
DHD double hip disarticulation
TK true knee (knee disarticulation)
HD hip disarticulation
LAE left above elbow
RAE righ above elbow
DAE double above elbow
LBE left below elbow
RBE right below elbow
DBE double below elbow
ED elbow disarticulation
HD hip disarticulation
1 OF EACH 1 of each
TRIPLE 3 limbs
QUAD 4 limbs
CONGENTIAL born with amputation(s)
AKBK above knee and below knee
S(AK) single (above knee) lak or rak
S(BK) single (below knee) lbk or rbk
S(AE) single (above elbow) lae or rae
S(BE) single (below elbow) lbe or rbe
Lisfranc amputation front of the foot
Chopart amputation disarticulation of back of the feet
Symes amputation anckle joint amputation

4 commenti a Acrotomofilia & Apotemnofilia

  1. sefira ha detto:

    Per quanto riguarda l’amare una persona amputata , vorrei credere che il’attrazione che il normodotato prova non sia causata solo da una parafilia, insomma che lui non ami qualcuno solo perchè difettoso, ma sia la parte di un tutto in cui sappia apprezzare il corpo del partner, e sappia vederne la bellezza secondo canoni non convenzionali, e poi che ci sia anche 1 attrazione emotiva, verso la personalità intera del disablile e non solo un feticismo. cosi sarebbe 1 cosa di grande aiuto x l’amputato, nè ricevere pietà, nè essere scelto solo per la menomazione, ma essere visto come persona, il cui corpo non viene giudicato con canoni omologati.
    invece per quanto riguarda volere 1 amputazione la cosa è diversa. Bisognerebbe approfondire le ragioni x cui qualcuno vuole liberarsi di una parte di sè, fare profonde indagini mediche e scientifiche. Siamo sicuri che nei casi di dismorfofobia la parte odiata non sia malata? che non sia presente un’ anomalia anatomica che crea problemi di cui il soggetto non è del tutto coscio? I legami del corpo con la psciche sono più profondi di quel che si crede e ogni organo possiede delle cell nervose. Forse il problema non si manifesta con un dolore manifesto. Bisogna resistere alla tentazione di ricorrere sempre alla psichiatria, che ha molti limiti.
    un uomo, qualche anno fà, si è estratto i bulbi oculari in chiesa. Forse centra qualcosa il verso della Bibbia che di recita ” se il tuo occhio ti porta al peccato, strappalo” o + forse no. il testo sacro non và inteso in senso letterale, era una metafora. piuttosto che ricorrere alla psicologia, ai testi sacri, provare prima scientificamente

    • RigorMortis ha detto:

      Io ho sempre avuto una particolare attrazione fisica per delle tipologie di bellezza che nella media verrebbero definite malate, strane, bizzarre o orrende. In questo ultimo anno poi ho sviluppato una specie di fissazione per l’immagine di donna senza una mano. Ai miei occhi completa una visione di bellezza che ho un po’ idealizzato nel tempo, e con un po’ di vergogna devo ammettere che è un particolare ( non indifferente) che sessualmente mi intriga moltissimo, sia a livello visivo che tattile. Inoltre, una persona che perde una mano deve sicuramente aver subito uno shock e probabilmente, questa esperienza e il vivere con una menomazione del genere rende più fragili, emotivi e riflessivi, quindi anche dal punto di vista interiore questa è una caratteristica che mi attrae. Generalmente le persone che soffrono o hanno sofferto per qualcosa di molto brutto sviluppano un animo più profondo . Ovviamente non è che una qualsiasi donna mi farebbe innamorare solo perché ha questa caratteristica, però sarebbe sicuramente uno dei tratti che più mi attrarrebbe. Il problema, è che non si trovano ragazze che hanno perso una mano ad ogni angolo di strada, quindi per me resta praticamente una fantasia irrealizzabile e questo lo trovo un po’ triste…

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