Il canto delle dune

Deserto

Già Marco Polo nel descrivere il Deserto di Lop (situato in Cina) scriveva che “è un fatto assodato e riconosciuto che questo deserto ospiti molte presenze maligne, che spingono i viaggiatori alla distruzione con le illusioni più straordinarie”. Questi spiriti, o djinn, “a volte riempiono l’aria con i suoni di ogni tipo di strumento musicale, e anche di tamburi e  il fragore delle armi”.

Il deserto, in effetti, non è il luogo silenzioso e immobile che ci figuriamo, dove si può udire soltanto il flebile suono del vento. Nel deserto, la sabbia canta. Esiste anche un nome arabo per questo fenomeno: za’eeq al raml, la sabbia urlante.

A Liwa, negli Emirati Arabi, gli scienziati hanno cominciato a registrare e studiare gli strani suoni che le dune ospitano. Si tratta, asseriscono, dello scivolare di uno strato di sabbia sull’altro, delle vibrazioni di particelle di sabbia all’unisono sulle dune. Questo tipo di “canto” può essere creato camminando proprio sulla cresta di una di queste montagne di sabbia, e cresce di intensità ad ogni passo.

Il suono emesso è simile a quello basso e costante di un didgeridoo, o di un aeroplano che vola a bassa quota, ma può talvolta essere violento come un colpo di cannone. È la voce di quell’entità, al tempo stesso terribile e materna, che è il deserto.

Potete ascoltare le registrazioni della sabbia urlante all’interno di questo articolo.

4 commenti a Il canto delle dune

  1. Clatovarata ha detto:

    Stupendo e romantico, grazie epr questo articolo, io adoro il deserto da quando ero bambino, purtroppo non sono in condizioni finanziarie per approntare un viaggio
    ma resta un mio sogno, un giorno viaggiare per i maggiori deserti del pianeta.

    • bizzarrobazar ha detto:

      Spero che tu coroni il tuo sogno presto! Io, per ora, ho visitato soltanto un deserto, e molto marginalmente. Ma ti consiglio di dare un’occhiata a “Fata Morgana” di Werner Herzog, un allucinato documentario sperimentale in cui il celebre regista tedesco parte per un viaggio “dell’anima” all’interno del deserto per cercare di filmare nientepopodimeno che i miraggi!

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