Octopus Fetish

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Tra i feticismi sessuali più anomali, argomento che tratteremo periodicamente su Bizzarro Bazar, uno dei meno conosciuti è il cosiddetto octopus fetish, vale a dire il feticismo relativo alle piovre. Come si sa, ogni forma di feticismo è a suo modo altamente estetizzante, e questa particolare declinazione parafiliaca non fa eccezione.

Proveniente dal Giappone, la patria per antonomasia di ogni feticismo estremo, il feticismo dei polpi ha origini illustri e artisticamente rilevanti: basti pensare che alcuni lo farebbero risalire addirittura al maestro Katsushika Hokusai, il “vecchio pazzo per la pittura” autore della celeberrima Grande Onda e delle 36 vedute del monte Fuji. Il famoso pittore di ukiyo-e (un tipo di stampa artistica su blocchi di legno) attorno al 1820 dipinse un quadro erotico intitolato Il sogno della moglie del pescatore, che ritrae una donna nuda sensualmente avviluppata dai tentacoli di due polpi giganteschi.

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A dire il vero, la rappresentazione di unioni sessuali fra donne e pesci era piuttosto diffusa fin dal XVII secolo, ma questa celebrata opera di shunga (arte erotica giapponese) è spesso citata come uno dei primissimi esempi di erotismo tentacolare, un genere oggi comunemente diffuso in tutto il Giappone – tanto da essere divenuto un tema classico di molti hentai (film di animazione erotici).

Ma se nei cartoni animati pornografici ad aggredire le belle protagoniste – più o meno consenzienti – sono solitamente dei mostri dagli innumerevoli tentacoli, l’idea originale del semplice polpo ha continuato a sopravvivere negli scatti di alcuni fotografi ed assume i contorni più netti di uno specifico feticismo.

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