Yobai

Fino a poco tempo fa, nel Giappone rurale, la tecnica dello yobai era pratica comune. Molti giovani venivano iniziati al sesso in questo modo.

Lo yobai, o “intrusione notturna”, consisteva in questo. Mentre una giovane donna dormiva, un uomo silenziosamente si introduceva nella sua stanza da letto, si infilava fra le lenzuola e la svegliava con esplicite avances sessuali. Se la ragazza acconsentiva, si consumava il rapporto nel più completo silenzio. Prima dell’alba, il “visitatore” notturno doveva scivolare discretamente fuori dalla casa senza essere sentito o visto da nessuno.

Il giovane uomo poteva essere o non essere noto alla famiglia o alla ragazza. Nell’agricoltura stagionale, il padrone di casa poteva avere alle sue dipendenze diversi manovali che dormivano sotto il suo tetto; era ovvio per lui immaginare che sua figlia potesse essere l’obiettivo di diversi yobai. Così molti operai camminavano nella notte anche per molte miglia per arrivare in villaggi vicini, dove l’essere scoperti durante un’intrusione era meno imbarazzante.

In alcuni casi, però, i genitori erano a conoscenza di cosa succedeva nella cameretta della figlia. Era usanza chiudere un occhio per le prime notti di yobai, per poi “beccare” il malcapitato fidanzatino in flagrante. Con questo primo “smascheramento” dei sentimenti fra i due innamorati cominciava quindi il periodo del corteggiamento pubblico, preludio del matrimonio.

Le tattiche dello yobai includevano alcune piccole astuzie: visto che il tempo stringe sempre, era meglio denudarsi ancora prima di entrare nella casa di soppiatto. Questo portò all’approvazione di una legge a Fukuoka che proibiva di attaccare fisicamente un intruso nudo, perché molto probabilmente era intento in uno yobai, e non era un ladro. Un’altra tecnica prevedeva di urinare lungo il fondo delle porte, in modo da evitare scricchiolii al momento di farle scorrere per aprirle. Inoltre era buona norma coprirsi il volto con un panno, in modo da evitare imbarazzi se la giovane donna avesse rifiutato le avances: chi avrebbe potuto guardarla in faccia, l’indomani?

Oggi lo yobai è praticato (forse) soltanto in alcune remote aree del Giappone. Ma, per un nostalgico revival, alcuni bordelli offrono prostitute che fingono di dormire, in modo da permettere ai clienti di provare ancora una volta il brivido dell’avventura.

Scoperto via Japan For The Uninvited.

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Come riconoscere chi sta annegando

Arriva l’estate, spiaggia, ombrelloni, bagno in piscina e in mare. Brutta notizia: con tutti i film che abbiamo visto, rischiamo di non saper riconoscere una persona in difficoltà e in pericolo di annegamento. Sui giornali si trovano schemi di riconoscimento come questo:

Peccato che siano imprecisi. In realtà, chi sta annegando non sembra che stia annegando.

“Agitazione e richieste di soccorso” non sono possibili, mentre si annega. Nessuno in quelle condizioni può gridare aiuto o agitare le braccia. Le ragioni per cui è fisiologicamente impossibile gridare sono ovvie: il sistema respiratorio ha come funzione basilare quella di respirare, la parola è una funzione secondaria. Prima di poter gridare, bisogna riuscire a respirare.

In secondo luogo, è impossibile per un individuo che stia annegando agitare le braccia per richiamare l’attenzione. Le braccia infatti reagiscono involontariamente, e si pongono allargate sotto la superficie dell’acqua, “premendo” verso il basso in moto verticale. Questo permette alla persona di rispuntare fuori dal filo dell’acqua per qualche secondo, per cercare ossigeno, prima di riscomparire. Quello che si vede, essenzialmente, è questo: la persona che sta annegando sta completamente rigida, immobile a parte le braccia allargate che spingono verso l’alto. La testa è reclinata per permettere alla bocca di arrivare il più in alto possibile. La bocca appare e scompare ripetutamente sulla superficie dell’acqua, cercando di inalare e espirare velocemente. Qualsiasi movimento volontario, come aggrapparsi a un salvagente o agitare un braccio, è impossibile. Questa fase può durare da 20 a 60 secondi, prima che la persona affondi.

In caso di persona svenuta occorre praticare immediatamente il massaggio cardiaco 30:2 (30 massaggi alternati a 2 respirazioni). Il 118 va avvisato subito.

Riconoscere l’annegamento è cruciale: la metà dei bambini che annegano ogni anno sono in prossimità dei genitori, e circa nel 10% dei casi l’adulto li sta effettivamente guardando, senza avere la minima idea di ciò che sta accadendo.

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