Tari Nakagawa

Le macabre e malinconiche necro-ninfe dell’artista giapponese Tari Nakagawa sono davvero il lato oscuro delle Barbie, tristi e scheletriche bambole anatomiche ormai perdute.

Fragili, eteree, malate e spesso in decomposizione: queste bambole create dallo scultore giapponese hanno qualcosa di indicibilmente triste e al tempo stesso poetico.

Nonostante i loro sguardi persi e drammatici, ormai irrimediabilmente segnati da una fine imminente, le bambole sembrano sospese in una dimensione di dolore e di nostalgia, come se si aggrappassero agli ultimi brandelli di vita che rimangono nei loro corpi sofferenti.

Le sensazioni e le emozioni che suscitano sono molteplici. Il loro stesso status di bambole rimanda all’infanzia, ai giochi spensierati e innocenti, eppure queste sculture conoscono il tempo, il disfacimento, la morte, e non ne fanno segreto. Sono bambole “adulte”, che sembrano avere davvero un’anima.

Il blog di Tari Nakagawa (in giapponese, diverse immagini).

5 commenti a Tari Nakagawa

  1. almacattleya ha detto:

    Le trovo molto belle e mi richiamano molto le bambole di Marina Bychkova

  2. Alessio ha detto:

    Veramente belle!

  3. lucy ha detto:

    la più macabre che abbia mai visto finora: BELLISSIME !!

  4. Ro ha detto:

    Meravigliose!!

  5. Livio ha detto:

    Davvero splendide, hanno un terribile senso del sacro!

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