Gopher Hole Museum

(Articolo a cura della nostra guestblogger Marialuisa)

Nel caso a qualcuno venisse voglia di farsi un tour del Canada e passasse per caso da Tourrington, ad Alberta, non si dimentichi di visitare il motivo per cui la piccola cittadina ha iniziato a godere di fama internazionale, il Gopher Hole Museum.

Aperto nel 1995 nel tentativo di aumentare il turismo locale, il Gopher Hole Museum è un’esposizione stabile di ben 47 diorama rappresentanti scene di umana quotidianità… interpretate però da graziosi scoiattoli impagliati. Come per tutto ciò che riguarda la tassidermia, sta a chi guarda decidere se tutto questo è affascinante, divertente o raccapricciante.

Gli scoiattoli sono agghindati e vestiti di tutto punto, a tema con il loro “buco” (gopher hole si riferisce infatti alle tane scavate nel terreno da questi particolari roditori), arredato con minuzia di particolari, dove ci vengono mostrati perfino i loro pensieri e dialoghi attraverso dei fumetti attaccati agli scoiattoli stessi o disegnati sullo sfondo.


Il museo, alla sua apertura, era passato del tutto inosservato; paradossalmente, infatti, la gloria internazionale è arrivata dall’involontaria pubblicità gratuita generata dall’entrata in gioco del PETA, movimento per il trattamento etico degli animali.
L’apertura del museo, con i suoi allegri animaletti impagliati, ha generato malcontento e suscitato forti critiche dal movimento. La contestazione principale è quella che si sarebbe potuto creare lo stesso museo utilizzando riproduzioni piuttosto che veri scoiattoli. Si può discutere su come l’utilizzo di riproduzioni piuttosto che animali veri avrebbe modificato l’effetto visivo dei diorami; tuttavia è interessante conoscere la risposta di una dei curatori del museo.

La risposta di Angie Falk alle critiche animaliste è che questi scoiattoli di terra, con le gallerie che scavano, sono un grosso problema per gli agricoltori di Tourrington; essendo in sovrannumero vengono comunque soppressi e abbattuti, a prescindere dal Museo. Quindi perché non riutilizzarli per motivi artistici ed economici?

Di arte si può in effetti parlare, osservando come le scene raffigurate nel Museo siano in realtà uno specchio della vita ad Alberta: piccole attività artigiane, allevatori, negozi e persino scene religiose, tutti rappresentanti un piccolo spaccato di società; l’aspetto artistico popolare dell’operazione è evidente. La capacità e il talento necessari per dare vita e naturalezza a questi quadretti di vita quotidiana non sono affatto scontati, e per questo tutte le installazioni sono curate dalla migliore artista tassidermica locale, di nome Shelley Haase.

Certo, la bellezza è sempre soggettiva; ma senz’altro il Gopher Hole Museum è un modo quantomeno originale di “riciclare”.

A questo link potete trovare una raccolta di immagini dei diorami.

11 commenti a Gopher Hole Museum

  1. Reg ha detto:

    Meraviglioso!
    La mia mente ovviamente vola subito a quel grande artista di diorami tassidermici che fu Walter Potter…

    • bizzarrobazar ha detto:

      Infatti questa sembra una versione più popolare, forse meno raffinata ma altrettanto eccentrica, delle creazioni di Potter.

  2. Mauri ha detto:

    o-o Non so se essere stupito o spaventato… Ahahah Bel”articolo 😉

  3. ZIO BARBOCCHIA ha detto:

    Alla fine la cosa più raccapricciante è la statua dello scoiattolo.

  4. Gigi ha detto:

    Consiglio “Dinner for Schmucks”, con un Steve Carell stellare. 😀

  5. Domenica Uncut ha detto:

    Non sono proprio degli scoiattoli, sono dei citelli, chiamati anche cani della prateria.

  6. Paola ha detto:

    Niente, mi spiace dirtelo ma temo che gli animalisti inferociti non frequentino più questo blog! Ho aspettato a lungo per vedere commenti cattivi, ma nulla! O magari si sono solo messi a leggere le parole tra le figure! Bell’articolo, complimenti a Marialuisa!
    Ti seguo sempre!!
    Paola

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