The Dangerous Kitchen – I

Un paio d’anni fa avevamo parlato di tabù alimentari; ora ritorniamo sull’argomento, inaugurando la nostra prima rubrica culinaria, The Dangerous Kitchen!

In ogni nuovo articolo suggeriremo ai lettori di Bizzarro Bazar un piatto appartentente alla schiera dei cosiddetti gusti acquisiti. Da Wiki: “il gusto acquisito si ha nei confronti di un alimento o di una bevanda che, per essere veramente apprezzato/a, deve sottostare ad un’esposizione e consuetudine prolungata, parziale o completa, agli aromi e agli ingredienti che esso/a contiene, prima di essere considerato/a familiare dal consumatore. Gli alimenti e le bevande di gusto acquisito possono essere considerati ripugnanti da chi non vi è abituato, sia per la loro materia prima, sia per la forma, il tipo di preparazione, l’odore o l’aspetto”.

Eppure, poche righe più in sotto, una frase salta all’occhio: “tuttavia è possibile acquisire gusti alimentari tardivamente, per esposizione volontaria o abitudine” (corsivo nostro). Perché quindi non cercare di travalicare i confini del gusto assodato, e ampliare i vostri orizzonti? Perché non ricercare questa “esposizione volontaria”, e comprendere perché ciò che a noi fa ribrezzo è considerato sublime da un’altra cultura? Cosa può essere una piccola violenza auto-inflitta, di fronte allo spalancarsi di nuove delizie per il palato?

Preparatevi per un viaggio alla scoperta dei cibi più sorprendenti. Lasciate da parte il buon gusto, fate spazio per un gusto nuovo!

La prima leccornia che vogliamo presentarvi, per dare il giusto tono, è il famigerato piatto svedese chiamato Surströmming.

Il surströmming è composto essenzialmente da aringhe fermentate. I pesci vengono puliti e messi in grandi botti, a fermentare per un paio di mesi. Poi vengono inscatolati in una salamoia abbastanza leggera da permettere alla fermentazione di continuare.

I gas che provengono dalla fermentazione cominciano, dopo un anno dall’inscatolamento, a deformare la latta della confezione: così, per scegliere il vostro surströmming al supermercato, vi consigliamo di cercare i barattoli più “gonfi”, quelli che hanno perso cioè la loro originale forma cilindrica: delle vere e proprie bombe a gas, che è perfino proibito imbarcare sulle principali linee aeree.

Per questo motivo, però, quando aprite la scatola vi converrà prestare un minimo di attenzione. Consiglio numero uno: se gli svedesi non aprono MAI un barattolo di surströmming al chiuso, ci sarà un perché. Consiglio numero due: anche all’esterno, non restate sottovento. Questo cibo, a detta di chi l’ha provato, emana uno degli odori più potenti, appestanti e nauseabondi al mondo. Anche soltanto aprire una scatolina può provocare violenti attacchi di vomito ai neofiti non preparati.

Come servire il surströmming? Potete mangiarlo alla moda del Nord, dove questo cibo è stato inventato, preparando un semplice e spartano panino con due fette di tunnbröd (o, in alternativa, di pane simile), patate a fette o fatte in puré, e il diabolico filetto di aringa. Se invece volete qualcosa di più raffinato, potete servirlo come si fa nella Svezia più meridionale, su un letto di lattuga, accompagnandolo con cipolle, patate, panna acida, pomodori o altri condimenti. Assieme ad esso tradizionalmente si trangugiano dei bei bicchierini di acquavite (per dimenticare in fretta cosa si è mangiato, diranno i maligni): se non reggete i superalcolici, potete ripiegare su un buon bicchiere di birra, o del latte freddo.

Molti fra i giovani turisti che si recano in Svezia acquistano una scatola di surströmming esclusivamente come prova di coraggio, usano tecniche assortite per cercare di mangiarlo resistendo ai conati… e, non c’è nemmeno da dirlo, inevitabilmente pubblicano poi l’impresa su YouTube. Ma al di là dell’aspetto folkloristico, sembra che il vero problema di questo piatto non sia il gusto: è l’odore il vero scoglio, e se si riesce a superare l’iniziale ribrezzo olfattivo, si scopre un sapore piuttosto piacevole e perfino delicato. C’è addirittura chi riesce ad apprezzarlo al primo assaggio, e in Svezia si sono sviluppate vere e proprie feste attorno a questo piatto prelibato ma certamente “difficile”.

15 commenti a The Dangerous Kitchen – I

  1. weirdposse ha detto:

    sarebbe interessante capire come nascono piatti del genere…cioè, chi ha pensato per primo di mangiare qualcosa che tutti i tuoi sensi, dalla vista all’olfatto, ti urlano di lanciare (al massimo) ai gabbiani? 😀

    • bizzarrobazar ha detto:

      Immagino che la storia delle ricette sia sempre complessa… ma vedrai (nelle prossime puntate!) che ci sono punti in comune con altre tradizioni, vicine e lontane. Così, non dev’essere poi tanto disgustoso. 😉

  2. Emilio Torreggiani ha detto:

    ricorda molto il “garum” preparato dagli antichi romani.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Garum

  3. Emilio Torreggiani ha detto:

    http://www.discipulus.it/blog/garum-che-cosera-davvero.html
    perdonami ma questo articolo, a differenza di wikipedia, racconta del garum in una maniera molto più simile a come lo faceva il mio insegnante di lettere antiche al liceo.

  4. Liram ha detto:

    Grazie per tutte le curiosità inedite e bellissime che continui a regalarci! 😉

  5. bonniebond ha detto:

    Bellissima idea 🙂

  6. chezsbarde ha detto:

    ciao a tutti. Ho già commentato i vostri bellissimi articoli (il mio primo comm. è stato al post sul transit. Allora mi firmavo come Stefano, adesso ho un account wordpress). Devo dire la verità. Leggo sempre con molto interesse i post di Bizzarro Bazar. Però stavolta avete colpito il mio punto debole: il cibo!

    Conoscevo già il Surströmming. E ovviamente seguo sempre quel simpatico paffutello di Zimmern e il suo Bizarre Foods. Personalmente la cosa più atroce che abbia mai mangiato in vita mia è stato il nattou giapponese (avete mica intenzione di parlarne?). Ma anche il cetriolo di mare stufato mangiato a Shanghai mi ha impestato le papille gustative mica poco.

    @ Emilio Treggiani: il garum l’ho conosciuto a 8 anni vedendo ‘I sette Re di Roma’ al Sistina. In un passaggio l’immenso Proietti, nei panni di Tullo Ostilio, da una sua definizione del garum. Impareggiabile!!!!

    http://www.youtube.com/watch?v=7t0M692drqk

  7. chezsbarde ha detto:

    @Bizzarrobazar. E’ possibile parlare via PM? Ti volevo chiedere una cosa (è da poco che sto su WordPress e certi meccanismo ancora mi sfuggono).

  8. *Pavona ha detto:

    oddio.. io sono un’ amante della cucina e del cibo, e mi ritengo molto aperta a nuove esperienze culinarie.. ma questo cibo mi terrorizza abbastanza XDD
    sono proprio curiosa di vedere cosa ci proporrai alla prossima!!

  9. bentehaarstad ha detto:

    Hi! I love surströmming..! 😉

  10. LilFred ha detto:

    è.é EH NO, CASPITA!
    Per quanto si possa essere tolleranti, certe cose gridano vendetta al cospetto del cielo… Passi il pesce fermentato, MA CON IL LATTE NO! Eccheschifo! >__<

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