La Chiesa dei Morti

La Chiesa dei Morti ad Urbania, nelle Marche, ospita 18 corpi mummificati, di cui 15 sono mummie naturali. I loro corpi, cioè, si sono conservati grazie ad alcune particolarità ambientali, e non a causa di procedimenti artificiali di preservazione.

Sembra che la ragione di questa perfetta mummificazione sia da imputare a una particolare muffa (Hipha bombicina pers): i corpi essiccati, grazie anche alle proprietà geologiche del suolo, si sarebbero ricoperti interamente di questa muffa che avrebbe impedito l’accesso dell’aria ai tessuti, e di conseguenza la putrefazione. I cadaveri, oltre alla struttura scheletrica, conservano la pelle, gli organi interni e in alcuni casi anche i capelli e gli organi genitali.

Dalla pagina del sito ufficiale del Comune dedicata alle mummie (che contiene anche informazioni e orari):

“Ciascuno dei 18 personaggi nasconde vicende e storie sorprendenti.
Al centro del gruppo il priore della Confraternita Vincenzo Piccini, la moglie Maddalena e il figlio (che furono mummificati in seguito, con procedimenti chimici e non naturali). Quindi altri corpi, sormontati da cartigli con frasi bibliche che invitano a meditare sulla caducità della vita.
Tra le mummie più antiche quelle del fornaio detto “Lunano” e della donna morta di parto.
Tra i 18 corpi c’è anche quello del giovane accoltellato in una veglia danzante, con lo squarcio della lama; di questo personaggio viene mostrato il cuore essiccato e trafitto dal pugnale; quindi è esposta la mummia dell’impiccato.
Fra tutte, la storia più drammatica, è certamente quella dell’uomo che, si racconta, fu sepolto vivo in stato di morte apparente e si risvegliò nella tomba.”

(Grazie, Giuseppe!)

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