La metro pneumatica di NYC

Nel 1912 gli operai della Degnon Contracting Company, mentre scavavano il nuovo tunnel della metropolitana sotto Broadway, a New York, videro crollare la parete che stavano forando, e di fronte a loro si aprì una vasta oscurità. Una volta entrati attraverso il grande buco, le loro torce illuminarono un’enorme sala decorata sfarzosamente: lampadari a gas, divanetti e poltrone, dipinti alle pareti e pannelli affrescati erano ormai ingrigiti da uno spesso strato di polvere. Poco più in là, uno strano vagone cilindrico era poggiato sui binari che sparivano in un buio tunnel. Era la stazione della metropolitana pneumatica di Beach, ancora intatta dopo più di 40 anni.

Oggi Beach è una figura quasi dimenticata dalla storia ufficiale, destino tipico di chi è troppo avanti rispetto ai suoi tempi. Nella seconda metà dell’800 il traffico a New York era divenuto congestionato ed invivibile; la città era in mano al corrotto sindaco William “Boss” Tweed, che essendo ammanicato con tutte le maggiori compagnie ferroviarie del tempo non aveva alcun interesse a cambiare lo stato delle cose. Più il traffico aumentava e diventava caotico, più gente avrebbe preso il treno per spostarsi.

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È qui che entra in gioco Alfred Ely Beach. Figlio di un editore importante, seguì le orme di suo padre e, da sempre affascinato dalla tecnologia, assieme a un amico rilevò la testata Scientific American, sull’orlo del fallimento. La trovata geniale di Beach, per risollevare le sorti della rivista, fu quella di aprire un ufficio brevetti nello stesso palazzo: in questo modo egli aveva accesso alle più recenti invenzioni e innovazioni prima di chiunque altro, e pubblicava così sullo Scientific American dei resoconti in anteprima sugli ultimi ritrovati tecnologici.

Era egli stesso un inventore, e brevettò una macchina da scrivere per ciechi. Ma quello che lo affascinava di più era l’ambito dei trasporti. I sistemi pneumatici, in particolare, l’avevano colpito alle varie fiere internazionali (come ad esempio all’American Institute Fair del 1867). Secondo lui si sarebbero potuti applicare a un mezzo di trasporto metropolitano sotterraneo. Ma la sua voglia di sperimentare questo nuovo e rivoluzionario metodo si scontrò fin da subito con gli interessi del sindaco “Boss” Tweed, che fece pressioni affinché ogni nuova proposta di Beach venisse rifiutata nelle assemblee legislative della città di New York.

Infine, avendo avuto l’autorizzazione a creare un piccolo servizio di posta pneumatica nei dintorni del municipio, ma sapendo che gli scagnozzi di “Boss Tweed” gli sarebbero stati sul collo, aspettando di coglierlo in fallo non appena si fosse rotta una tubatura, Beach decise di aggirare il problema, e agire per conto suo, di nascosto, realizzando un’opera incredibile. I suoi operai erano tenuti al silenzio. Sotto un piccolo e anonimo negozio di vestiti, sacchi pieni di terriccio venivano portati fuori a notte fonda, senza che nessuno se ne accorgesse.

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Era infatti stata assemblata nella cantina del negozio una grande ruota escavatrice, di progettazione dello stesso Beach, che estraeva il terriccio durante la perforazione. Senza che nessuno a New York se ne rendesse conto, due stazioni metropolitane erano state costruite, collegate fra loro da una linea di metropolitana pneumatica: il tunnel rotondo si adattava perfettamente al vagone, anch’esso cilindrico. Una gigantesca ventola proiettava il vagone in avanti verso la seconda stazione, e se fatta girare al contrario, lo risucchiava indietro. Quello che davvero rendeva quest’opera temeraria era il fatto che il tunnel correva sotto al municipio, direttamente sotto alle terga di “Boss” Tweed, senza che lui se ne fosse reso conto, per dimostrare in maniera eclatante che una simile soluzione non solo era possibile, ma era già realtà.

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Il 26 febbraio 1870 venne tenuta una misteriosa inaugurazione, di fronte a decine di giornalisti ignari di cosa stessero per vedere. Possiamo soltanto immaginare la loro sorpresa quando, fatti entrare nel retro del negozio di vestiti e dopo aver sceso la botola del seminterrato, si trovarono di fronte a una lussuosa sala d’attesa. E ancora più impensabile dev’essere stata la loro sorpresa nello scoprire il vagone e provare l’ebbrezza di essere trasportati in pochi minuti da un getto d’aria per centinaia di metri nel sottosuolo, lungo un singolo tratto di binari fino ad un’altra, identica e ugualmente sfarzosa stazione metro. Stiamo parlando del 1870: e quello di Beach era un treno senza guidatore, senza locomotiva, sotterraneo, in un’epoca in cui la gente ogni giorno si muoveva ancora a cavallo o in carrozza.

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Alcuni di loro compresero benissimo quello che Beach era riuscito a realizzare proprio sotto il naso di “Boss” Tweed.
L’inventore aveva osato sfidare il sindaco più corrotto che New York avesse mai conosciuto, il cui nome ancora oggi è sinonimo di clientelismo e assenza di scrupoli, costruendo una linea non autorizzata che passava proprio sotto al municipio: nonostante l’entusiasmo della stampa e dei cittadini, chiaramente Beach aveva le ore contate. E infatti poco dopo Tweed riuscì a convincere un esperto, che ovviamente era sul suo libro paga, a stilare un resoconto dai toni apocalittici, che prevedeva catastrofi e disagi enormi nell’eventualità della costruzione di una metropolitana pneumatica nella città. Anche la fortuna di “Boss” Tweed sarebbe tramontata presto, ma nel frattempo la legge che avrebbe consentito a Bleach di scavare la sua metropolitana venne bloccata da un magistrato assoldato da Tweed, e gli innovativi progetti di Bleach si arenarono.

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Quando, quarant’anni dopo, gli operai riesumarono le due vecchie stazioni, tutto giaceva come era stato lasciato: il vagone, i lampadari, la tappezzeria. La scavatrice di Bleach, un’enorme ruota di legno e metallo, era ancora al suo posto, e si disintegrò appena venne toccata. Se oggi si scoprisse un luogo del genere, verrebbe certamente preservato come un museo; ma all’epoca la sensibilità non era la stessa, e la stazione venne demolita per lasciare il passo alla nuova, moderna metro elettrica.

13 commenti a La metro pneumatica di NYC

  1. Angela G. ha detto:

    Interessantissimo come sempre. Grazie.
    Buonanotte 🙂

  2. Mauro ha detto:

    È stato un delitto averla distrutta. Peccato.

  3. Non so perchè, ma quest’articolo mi ha un pò commosso…Leggere di sognatori che credono talmente nelle proprie idee al punto di concretizzarle pur essendo certi che prima o poi subiranno una battuta di arresto, mi colpisce nel profondo..E poi, da collezionista ed estimatrice (innanzitutto!) e commerciante (molto poi) di modernariato, sapere di tutto quel ben di Dio demolito…che gran dolore!!! Abbiamo bisogno di più uomini come lui: coraggiosi, geniali e ostinati!

    • bizzarrobazar ha detto:

      Grazie infinte, Daniela. Sono felice che ci sia chi ha compreso la poesia di questa storia, che è narrata splendidamente e con abbondanza di dettagli (molti più di quanti possa permettermi io in un articolino su un blog) nel libro “La follia di Banvard”, di cui ho già parlato qui. 😉

  4. Norma Gombok ha detto:

    bellissima storia. La conoscevo già, ma continua ad emozionarmi. Complimenti, continua così.

  5. -P ha detto:

    Sogni clandestini e cantieri clandestini contro amministrazioni corrotte e paralizzanti! Grande! GRAZIE!

  6. Elisa C ha detto:

    Come sempre una bellissima storia!

  7. Monica P ha detto:

    Stamattina mi sono imbattuta in questo articolo su Repubblica:
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/07/18/foto/il_treno_del_futuro_da_new_york_a_los_angeles_in_45_minuti-63246512/1/?rss#5

    Un treno pneumatico super-veloce che, pare, collegherà NY e Los Angeles. E non ho potuto fare a meno di sorridere e pensare a quanto tutto sia un po’ una ripetizione del passato, e che forse nel 2050 il mondo assomiglierà davvero a qualche visione futuristica formulata tempo fa e su cui oggi dimostriamo condiscendente scetticismo.

  8. Hugo À Go-gò ha detto:

    Mi ricorda la sfortunata sorte dell’ Aero-Train, in Francia.

  9. Angelo ha detto:

    conosciuta dal film “Ghostbusters 2” questo tipo di mezzo sotterraneo mi ha sempre stupito di più, e cosa più curiosa è il fatto che non credevo fosse così conosciuta!! complimenti ottimo articolo!!!

  10. Laura ha detto:

    La scavatrice,antenata delle moderne “talpe”,é un’ invenzione geniale,ma la metro pnematica in sè non mi sembra il mezzo di trasporto più
    sicuro al mondo,anzi!

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