L’enigmatica Offerta

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Al di là della bellezza sublime dell’ascolto, la musica di Johann Sebastian Bach non cessa di stupire ed intrigare gli studiosi di ogni tipo: oltre ai teorici della musica, essa ha affascinato fisici, matematici e logici. La complessità dei contrappunti di Bach è strettamente legata a formule e modelli di tipo matematico, e nasconde molti altri enigmi.

La sua opera più misteriosa rimane l’Offerta Musicale. La genesi di questo lavoro è leggendaria: il 7 maggio 1747 Bach fece visita a Federico il Grande, re di Prussia, alla cui corte lavorava suo figlio. Il re, che era un musicista, voleva mostrare a Bach uno strumento di nuova invenzione di cui possedeva alcuni esemplari sperimentali, il pianoforte. Eppure, forse, aveva in mente qualcos’altro. Durante il loro incontro, il re consegnò a Bach, che era famoso per le sue abilità di improvvisazione, un tema musicale scritto di suo pugno, e gli chiese di improvvisare su quella base una fuga a tre voci. Bach lo fece, e il re rincarò la dose, sfidandolo a improvvisarne un’altra, stavolta a sei voci. Com’era evidente a tutti i presenti, si trattava di un capriccio per umiliare il compositore, che però non batté ciglio e rispose che avrebbe lavorato al tema per poi spedirlo al re in breve tempo.

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Il risultato è l’Offerta Musicale, una variazione sullo stesso tema talmente difficile che il re, che secondo alcune fonti era un flautista non particolarmente virtuoso, forse non sarebbe mai stato in grado di suonare.
Costituita da due ricercare, dieci canoni e una sonata, l’Offerta Musicale è un capolavoro assoluto, ma è anche una sorta di enorme rebus, un continuo indovinello musicale che rimanda di volta in volta alla matematica, alla conoscenza del latino e delle sacre scritture. Bach infatti era un appassionato di enigmi logici, ossessionato dalle forme simmetriche.

L’Offerta, sul frontespizio, reca un’iscrizione: Regis Iussu Cantio Et Reliqua Canonica Arte Resoluta (“il tema del re, con aggiunte, risolto nel modo canonico”). Eppure, le iniziali di questa frase compongono la parola RICERCAR, che se da una parte rimanda a una forma musicale in voga al tempo, dall’altra è un invito a cercare fra le note le piccole “magie matematiche” che Bach vi ha nascosto. Ad esempio, vi si trova uno straordinario canone ascendente per toni: si tratta di un motivo musicale che si muove di modulazione in modulazione, fino a terminare un intero tono più in alto della partenza. L’effetto è quello di una melodia che continua a salire, per poi magicamente tornare al punto di partenza, senza quasi che l’ascoltatore se ne renda conto, ripartendo nuovamente dall’inizio, teoricamente all’infinito. Il canone è accompagnato dal commento Ascendenteque Modulationis ascendat Gloria Regis, un modo per dire al re che, come questa modulazione, anche la sua gloria sarebbe ascesa all’infinito.

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Un altro canone porta l’iscrizione Notulis crescentibus crescat Fortuna Regis, “possa la fortuna del Re crescere come queste note”: si tratta, infatti, di un canone per augmentationem, vale a dire che le note si fanno progressivamente più lunghe.

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Molti dei canoni presenti nell’Offerta Musicale sono poi degli enigmi veri e propri: Bach li ha lasciati inconclusi, con una criptica frase latina sopra al pentagramma, in modo che l’esecutore stesso dovesse comprendere, sulla base delle precedenti note (che hanno un valore matematico e una loro progressione), come completarla. Alcune di queste composizioni-rebus possono avere più di una soluzione, ma per praticità gli studiosi si sono accordati per condividere una sola “risposta” all’indovinello – in modo da poter stampare e ristampare il canone completo, senza che i musicisti di oggi si debbano scervellare ogni volta che devono suonarlo.

Infine, uno dei canoni dell’Offerta è chiamato “cancrizzante” (da cancer, “granchio, gambero”). È un virtuosismo contrappuntistico ma soprattutto matematico: il video qui sotto spiega in maniera intuitiva e illuminante la teoria che sta alla base di questo incredibile pezzo.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=xUHQ2ybTejU]

La difficoltà e complessità della musica di Bach ne limitarono il successo: quando era in vita, egli venne reputato principalmente come esecutore e per le sue qualità di improvvisazione. Riscoperto nell’800, oggi gli è finalmente riconosciuto il posto che gli spetta – quello di uno dei più grandi geni che la musica occidentale abbia mai avuto.

10 commenti a L’enigmatica Offerta

  1. Rryl ha detto:

    Grazie, per aver dedicato un post ad uno dei miei pezzi di musica classica preferiti!

  2. Flavio ha detto:

    Il più grande musicista di tutti i tempi.
    E non penso di esagerare

  3. Adriana Meis ha detto:

    con questo articolo ho finalmente trovato una spiegazione al fascino che ha da sempre suscitato in me l’ascolto e soprattutto l’esecuzione di bach! all’inizio è ostico e vorresti gettare la spugna, ma una volta compresa la logica del pezzo, tutto torna in modo puntuale, proprio come accade nella matematica 😀
    comunque la struttura del crab canon, almeno secondo la mia esperienza, è tutt’altro che un caso isolato, anzi ricorre molto spesso e direi che è una peculiarità di bach!
    stupendo *v*

  4. LilFred ha detto:

    Grazie per l’articolo! Purtroppo non ho nessun talento per la musica, ma queste cose mi affascinano tantissimo! Vado ad ascoltarmelo per intero! >w<

  5. Flavio ha detto:

    Premetto che non me ne intendo di musica. Ammetto, non senza un certo imbarazzo, di non avere capito cosa c’entra la matematica. Vedo che nel video appare un nastro di Moebius, ma non capisco che legame ha con le note. Dev’essere qualcosa di evidente a tutti, ma non ci arrivo proprio. Qualcuno mi illumina?

    • bizzarrobazar ha detto:

      La melodia principale è pensata in modo che, quando viene suonata al contrario, crea un bel contrappunto (rispetto a se stessa, s’intende). Così se la medesima stringa di note viene contemporaneamente suonata da capo a coda e in senso inverso, si crea una sorta di canone perpetuo: la linea melodica che va da A a B sembrerà ritornare sui suoi passi, “trasformandosi” nella linea che va da B ad A, e così farà contemporaneamente anche quest’ultima. Per questo è stato usato il nastro di Moebius per visualizzare questo tipo di canone. Spero di essermi fatto capire… 🙂

      • Flavio ha detto:

        Bah… ho capito il tuo discorso ma, senza offesa, e da perfetto imbecille musicale qual sono, non ci trovo poi granchè. Grazie comunque del tempo speso per spiegarmi.

  6. rablotobloto ha detto:

    il tema dell’offerta musicale apre il magnifico saggio di Douglas Hofstadter ” Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante “

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