Il Lago Natron

Nel giro di due giorni ci sono arrivate una dozzina di segnalazioni riguardo alcune bellissime foto che, evidentemente, sono diventate virali proprio in queste settimane: quelle degli animali “pietrificati” del Lago Natron. Sembra esserci anche un po’ di confusione sull’argomento, e per questo ci siamo decisi a trattarlo qui.

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Primo chiarimento: gli animali ritratti nelle foto non sono pietrificati, ma ovviamente mummificati. Il Lago Natron, in Tanzania, è un lago salino di bassa profondità, la cui concentrazione di sodio è tale da rendere l’acqua viscosa al tocco: non solo, attira colonie di cianobatteri responsabili per la caratteristica colorazione rossa-arancione delle sue acque.

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Il lago prende il suo nome dal natron, il carbonato idrato di sodio, un sale minerale che nell’antico Egitto veniva utilizzato proprio per imbalsamare le mummie. Gli egiziani lo raccoglievano dal letto dei laghi alcalini ormai secchi, e lo utilizzavano per le sue proprietà prosciuganti ed antibatteriche: se immergete un corpo nel natron, esso ne risucchierà tutti i liquidi e, contemporaneamente, i microorganismi responsabili della decomposizione saranno mantenuti a distanza.

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Secondo chiarimento: gli uccelli ritratti nelle foto non sono morti così, sono stati messi in posa. Dovrebbe essere superfluo specificare una cosa tanto ovvia, ma molti sembrano aver frainteso il lavoro del fotografo Nick Brandt e hanno immaginato che il Lago Natron sia un qualche tipo di trappola mortale per qualsiasi animale vi si avvicini. In realtà gli animali, morti per cause naturali, sono caduti nelle acque del lago e sono stati preservati per diversi mesi dai sali che esse contengono. Brandt li ha “ripescati”, e posizionati per ottenere esattamente l’effetto voluto.

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La cosa forse più interessante della nicchia ambientale del Lago Natron è che, nonostante esso sia piuttosto inospitale per la maggior parte delle forme di vita, non è affatto disabitato: sulle rive, infatti, dove sorgenti minerali calde moderano la salinità dell’acqua, proliferano alcuni tipi di alghe; queste alghe sono un cibo particolarmente ricercato da una specie di tilapia – un pesce tropicale – che vive nei pressi delle sorgenti, e dai fenicotteri.

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Infatti, a dispetto di quello che suggeriscono le fotografie, il Lago Natron è uno dei luoghi di nidificazione principali per i fenicotteri. Questi ultimi non soltanto riescono a filtrare, con il becco, le alghe dall’acqua salata, ma addirittura sfruttano a loro vantaggio l’ambiente poco confortevole: costruiscono i loro nidi fangosi vicini alla riva, in modo che la poca acqua che li circonda (viscosa, imbevibile, dall’odore nauseabondo) costituisca un efficace deterrente per i predatori.

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Il lago, con i suoi microorganismi, batteri, alghe, piccoli pesci e fenicotteri è dunque piuttosto vivo – eppure anche i suoi giorni sono contati. Alle alte temperature africane, il bacino ha una grandezza che varia in continuazione, a seconda del carico di acqua piovana che vi si riversa, ma il suo destino inevitabile è quello di prosciugarsi del tutto. Come altri laghi alcalini prima di lui, una volta secco si trasformerà in una bella distesa di erba e piante che spuntano dal suolo ricchissimo di sali minerali.

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(Grazie a tutti coloro che ci hanno scritto!)

18 commenti a Il Lago Natron

  1. Agostino Palmisano ha detto:

    Vi faccio davvero i complimenti per la chiarezza. Dote rara.

  2. Antonino Iacona ha detto:

    Bellissimo, Grazie!

  3. Andrea ha detto:

    si vede lontano un miglio che sono stati messi così… in particolare la “cornice” del pipistrello è troppo “pulita”… comunque articolo interessante, pensavo fosse solo il Mar Morto ad avere quelle caratteristiche di salinità…

  4. PetiteBubu ha detto:

    Articolo stupendo, complimenti per la spiegazione! 🙂
    Le foto sono mozzafiato!

  5. Kate ha detto:

    non conoscevo questo posto…come sempre mi rendete felice di essermi inscritta 😉

  6. marco ha detto:

    La domanda successiva è:
    Prosciugato il lago, che per alcune specie è un paradiso, morirà un altro abitat.
    I fenicotteri forse troveranno un altro posto per nidificare ma le specie acquatiche?
    Comunque Grazie per le belle foto.
    A me un ulteriore dubbio lo ha fatto venire il pipistrello che nella foto ha le zampe in traino e non appoggio come suggerisce l’immagine (a quanto ne so dormono a testa in giù)

    • bizzarrobazar ha detto:

      Le specie acquatiche presenti (tilapia) sono in realtà diffuse in tutta la zona tropicale, sia in acque salate che dolci, quindi non sono a rischio. Per i fenicotteri la cosa sarebbe un po’ più pericolosa, perché gli altri laghi della zona sono inquinati e il Natron è divenuto uno dei pochissimi siti di riproduzione di questi uccelli.

      • Emanuele ha detto:

        Le specie del Natron sono endemiche e uniche, come sempre succede quando una specie segrega per milioni di anni.
        Il genere Oreochromis se mai non è a rischio, ma Marco ha detto bene, quando il lago sarà prosciugato perderemo un ecosistema unico.

  7. Nevestella ha detto:

    Un posto inquietantemente stupendo, letale come un lago alieno!
    Apro un articolo anche sul mio forum!

  8. Stefano ha detto:

    Articolo molto interessante, inquietante e per questo affascinante. Bel blog, ti seguirò con interesse!

  9. Luca.Sempre ha detto:

    Eh giá, le immagini del lago letale sono finite qualche giorno fa anche su Fotografia[Z] – http://goo.gl/nr6E4j – Mi auguravo che Bizzarro ne parlasse! Grande 😉

  10. Zaghetto Ellen ha detto:

    poveri gli animali

  11. Terry ha detto:

    bell’articolo, grazie per la chiarezza. è davvero diventata una qualità rara, online.

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