Winchester Mystery House

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A San Jose, in California, potete visitare una delle case più singolari al mondo: la Winchester Mystery House. Si tratta di una faraonica villa di ben 18.000 metri quadri di superficie (un terzo della reggia di Versailles!), composta da circa 160 stanze – quattro piani, quaranta camere da letto, due sale da ballo, quarantasette focolari, due cantine, e via dicendo. Un tempo i piani erano sette, e la proprietà che circondava la casa era di 660.000 metri quadri. Avrebbe potuto abitarci una vera e propria corte reale.

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Ma la cosa più straordinaria non è la dimensione del complesso abitativo, quanto piuttosto lo strano e surreale modo in cui è stata costruita. Aggirandosi per le stanze della Winchester House, infatti, ci si sente talvolta come in un’incisione di Escher: si possono ammirare scalinate che portano dritte contro un soffitto, senza apparente possibilità di utilizzo; un’altra scala scende per 7 scalini, per poi salire improvvisamente di 11; e, ancora, finestre sul pavimento, o che si aprono su altre stanze, finte porte, corridoi impossibili e irregolari… si sarebbe tentati di pensare che si tratti soltanto di un’attrazione di un parco a tema, eppure questo costoso e immenso scherzo architettonico venne costruito a cavallo fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, ed è ancora oggi al centro di uno dei misteri americani più famosi e duraturi.

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L’ideazione di questa casa è opera dell’enigmatica figura di Sarah Winchester.
Nata Sarah Lockwood Pardee nel 1837, a New Haven nel Connecticut, nel 1862 si unì ad una delle famiglie più ricche del posto, sposando William Wirt Winchester. Costui era l’unico figlio di Oliver Winchester, il fondatore e proprietario di una delle fabbriche di fucili a ripetizione di maggior successo.

Sarah Winchester

Sarah Winchester

William Winchester

William Wirt Winchester

Il 12 luglio del 1866 Sarah diede alla luce una bambina, Annie; la piccola però morì cinque settimane più tardi di marasma infantile, una grave forma di consunzione fisica normalmente dovuta a malnutrizione o svezzamento precoce. Questa perdita segnò indelebilmente la giovane madre, che precipitò in una depressione grave: non volle più avere figli.
Nel 1880 Oliver Winchester, il settantenne proprietario del celebre marchio di fucili, morì lasciando a William le redini dell’azienda; ma la presidenza del rampollo durò poco, perché l’anno successivo la tubercolosi si portò via anche lui. Sarah si trovò di colpo da sola – vedova, ed ereditiera di un’ingente fortuna. È stato calcolato che, essendo proprietaria del 50% della compagnia, Sarah guadagnasse l’astronomica cifra di 1.000 dollari al giorno: quasi 20.000 dei nostri attuali euro.

Da questo momento in poi la storia comincia già ad essere offuscata dalla leggenda, ed è difficile risalire a dati certi. Quello che si sa è che, secondo i registri della Contea, nel 1886 (e non nel 1884, come spesso riportato) Sarah si trasferì sull’altra sponda degli Stati Uniti, in California, assieme alle sorelle e le rispettive famiglie. Comprò una piccola fattoria a San Jose e, poco a poco, acquistò anche i terreni circostanti. Nessuno conosce con precisione il motivo di questo spostamento; tutto quello che gli abitanti del luogo vennero a sapere era che questa ricca signora si era insediata lì e aveva bisogno di manovalanza per la costruzione della sua nuova casa.
I lavori, però, non terminarono una volta che la Winchester House era completata: Sarah voleva che si proseguisse a costruire.

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Per ben trentotto anni – ininterrottamente – Sarah Winchester condusse una vita da reclusa, continuando imperterrita a lavorare alla sua dimora, con operai impiegati sei giorni su sette, perfezionando maniacalmente questo castello surreale e spiazzante. Gli operai potevano lavorare per un mese a una stanza, solo per ricevere in seguito l’ordine di distruggerla e ricominciare da capo; ma poiché la paga era buona, nessuno osava contraddire l’eccentrica milionaria. I lavori si fermarono soltanto alla sua morte, avvenuta il 5 settembre 1923 per infarto nel sonno, all’età di 83 anni. Ma perché questa anziana donna avrebbe dovuto investire la sua fortuna in una casa completamente assurda, in cui per orientarsi la servitù aveva bisogno di una mappa, e perserverare nella costruzione incontrollata fino alla fine dei suoi giorni?

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Secondo la leggenda, quando Sarah viveva ancora nel Connecticut un medium di Boston (a fine ‘800 siamo in piena esplosione dello spiritismo) l’avrebbe convinta di essere vittima di una maledizione. Le troppe morti – la sua bambina, il suocero, il marito – che l’avevano fatta soffrire potevano essere spiegate in un solo modo: gli spiriti di tutte le persone uccise da un fucile Winchester le stavano dando la caccia. Spostarsi ad Ovest, trovare una casa e continuare a costruire attorno a sé un labirinto di scale, finte aperture, botole e altre illusioni ottiche avrebbe impedito alle anime vendicative di trovarla. Le continue sedute spiritiche le davano indicazioni su come proseguire la sua opera. Questa, a grandi linee, sarebbe stata la motivazione dietro la genesi della Winchester House. Una donna squilibrata, quindi, in preda alle visioni e al terrore, che seguitava a ordinare nuove costruzioni per scampare alla vendetta degli spiriti – 365 giorni all’anno, per 38 anni.

Questo almeno è quanto raccontano le guide, ben addestrate dalla Winchester Investments LLC, la società privata che oggi gestisce la casa e l’ha trasformata in un’attrazione turistica. Eppure, per quanto possa essere affascinante, questa versione dei fatti non è corroborata dai dati storici. Negli archivi comunali, che contengono molte lettere redatte da Sarah Winchester di proprio pugno, non vi è riferimento ad alcun medium da Boston, né peraltro allo spiritismo in generale. Il carattere stesso della vedova non lasciava infatti supporre che fosse particolarmente irrazionale: “la Signora Winchester – dichiarò nel 1925 il figlio dell’avvocato di famiglia – era una donna sana e di chiare idee come poche altre che io abbia conosciuto, e aveva un fiuto per gli affari e per le questioni finanziarie migliore di quello di molti uomini. L’idea che soffrisse di allucinazioni è una fandonia“.
Anche sui lavori continuativi la leggenda è esagerata: la biografa di Sarah Winchester (ritorneremo su di lei) ha scoperto che venivano in realtà concessi dei lunghi periodi di pausa agli operai.
È giusto sottolineare che queste dicerie non sono nate a posteriori, appositamente per incrementare il turismo, ma circolavano già quando Sarah Winchester era ancora viva. La donna conduceva infatti una vita da reclusa, senza contatti con i vicini e senza ricevere visite. Afflitta da una grave forma di artrite reumatoide che le aveva deformato mani e piedi, aveva anche perso tutti i denti; per questo le rare volte in cui si decideva ad uscire in città, la gente poteva vedere soltanto una figura nerovestita e guantata, il volto nascosto da un velo. Naturale che attorno a questa misteriosa vedova milionaria che continuava ad espandere la sua magione sorgessero le storie più fantasiose.

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Ma la domanda principale rimane: perché costruire quella casa in maniera tanto strampalata?

Pur escludendo la pista dello spiritismo, alcune delle ipotesi avanzate sono degne del miglior (o peggior) Dan Brown: l’autore americano Richard Allan Wagner, sul sito dedicato a Sarah Winchester, si spertica in arzigogolate analisi delle presunte simbologie massoniche e rosacrociane disseminate per la casa, che dimostrerebbero come il luogo in realtà sia stato accuratamente progettato da Sarah a guisa di labirinto iniziatico e sapienziale. Ci sono infatti alcuni dettagli che si ripetono nelle decorazioni, come ad esempio le margherite (i fiori preferiti di Sarah) e delle fantasie a forma di ragnatela.
Peccato che, a voler proprio vedere l’antico simbolo della triquetra nei ghirigori degli stucchi, o a leggere la sequenza di Fibonacci nei petali dei fiorellini della carta da parati, finisce che praticamente tutte le case vittoriane diventano dei templi esoterici.
Peccato anche che l’autore di queste teorie sia lo stesso che sostiene da anni che William Shakespeare fosse, in realtà, Francis Bacon.

In tutto questo, l’unico dettaglio che sembra plausibile è che Sarah fosse ossessionata dal numero 13, tanto da ripeterlo più volte all’interno della casa, e da redigere il suo testamento in tredici sezioni firmate tredici volte. Ma questo vezzo scaramantico non getta particolare luce sulle sue motivazioni.

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Secondo Mary Jo Ignoffo, autrice della più accurata biografia su Sarah Winchester pubblicata finora, vi sono diversi fattori che potrebbero aver contribuito al continuo rimaneggiamento della casa. Da una parte, la Ignoffo suggerisce che offrire un impiego alla moltitudine di operai alla residenza di San Jose fosse un modo per la signora Winchester di ripagare idealmente suo padre, falegname che durante l’infanzia di Sarah aveva passato dei drammatici periodi di disoccupazione. Dall’altra, diverse lettere fanno sospettare che i continui lavori fossero anche una buona scusa per mantenere la volontaria reclusione, evitando le visite indesiderate dei parenti: dopo dieci anni di costruzioni, Sarah scriveva a sua cognata che la casa non era “ancora pronta” per ricevere degli ospiti.

La Ignoffo, infine, assesta un’ultima stoccata a gran parte dei “misteri” della casa, dimostrando come molte delle stranezze architettoniche furono in realtà il risultato del terremoto del 1906, che fece crollare diverse sezioni dei piani superiori: invece di ricostruirli, Sarah decise di far semplicemente richiudere le pareti danneggiate. Ecco dunque spiegate le scale che finiscono su un soffitto, o le porte che danno sul nulla.

La Winchester House prima del terremoto del 1906.

La Winchester House prima del terremoto del 1906.

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Non sapremo mai veramente cosa spinse Sarah Winchester a intraprendere quest’opera titanica e assurda“, amano ripetere le guide turistiche. Forse è così, ma il sospetto che rimane è che, al di là delle affascinanti leggende, vi fosse una realtà molto più prosaica. Quella di una donna eccentrica e sola, il cui unico entusiasmo era progettare e dirigere gli operai in complicate operazioni di costruzione: una dilettante architetta con tanto tempo, e troppi soldi, a disposizione.

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Ecco il sito ufficiale della Winchester Mystery House.

(Grazie Silvia, grazie Gennaro!)

21 commenti a Winchester Mystery House

  1. Dario ha detto:

    Salve, trovo incredibilmente interessante questo forum e ogni volta leggo con tanto interesse, volevo fare i complimenti all’amministratore e volevo chiedere inoltre se qualche volta potrei pubblicare l’articolo su un forum di cui sono moderatore, citando naturalmente la fonte, grazie.

  2. Gianluca Galati ha detto:

    Ho scoperto da qualche mese il vostro blog e lo trovo davvero interessante, ben fatto e originale. Complimentissimi 🙂 ps: ma avete una rivista del blog?

  3. Connie81 ha detto:

    Davvero intrigante questo articolo..stupendo regalo di compleanno 😉
    Mi ha fatto uno strano effetto vedere la scalinata “finire” nel soffitto..come una sorta di sottile inquietudine.
    Chissà che prima o poi non mi salti il pallino di visitare questa casa..!
    Complimenti vivissimi; ogni volta divoro un nuovo articolo !

  4. Ramad Lupo Nomade ha detto:

    Vi faccio sapere che in una stanza della Stamperia Braille, collegata all’Istituto Italiano Ciechi, a Firenze, c’è una stanza con una scala che termina appunto nel soffitto, senza apparenti botole o cose simili – l’ho vista molti anni fa’ (in quel peruiodo frequentavo una persona che vo lavorava) e non ho immagini fotografiche da proporre, ma vi lascio la traccia, e comunque cercherò di documentarmi.

  5. Ramad Lupo Nomade ha detto:

    …e scusate per gli errori di battitura – mani che tremano… 😉

  6. Ico-Neko ha detto:

    Complimenti per l’articolo, avevo scoperto l’esistenza di questa bizzarra casa diversi anni fa, ma conoscevo solo la spiegazione più folcloristica delle ragioni della sua costruzione (quella legata allo spiritismo, che comunque, visto il personaggio e il periodo storico, poteva pure starci)… Insomma, sono venuto a sapere anche stavolta qualcosa di nuovo! Grazie Bizzarro Bazar!

    • bizzarrobazar ha detto:

      Sì, la casa è un’attrazione piuttosto famosa e la motivazione folcloristica è il suo punto di forza. Vi organizzano anche delle feste di Halloween di grande successo.

  7. Ma questa è la casa dei miei sogni!
    Nel senso che sogno spesso di aggirarmi in ambienti simili… al risveglio son sempre un bijoux!

    Sempre super Bizzarrobazar, ti ricoprirei di bijoux, uno per ogni carattere che digiti!! <3

    • bizzarrobazar ha detto:

      Wow, avrei svoltato! 😀
      Comunque sarebbe anche la mia casa dei sogni, ma nel senso che non mi dispiacerebbe viverci…

  8. SisKa ha detto:

    Salve Bizzarro, che bella storia e che casa magnifica….
    Povera donna comunque (ovviamente non economicamente!); chissà che il suo non fosse ormai il solo modo per mantenere dei contatti sociali. In fondo anche la più schiva e riservata delle persone sopravvive in un ambiente, almeno un minimo, sociale (a meno che non sei una sorta di anacoreta illuminato dalla luce del “nirvana”!); oppure, chissà, magari si era innamorata di uno degli operai ma, per via della sua “pochezza” estetica, non avrebbe mai trovato il coraggio di dichiararsi, cosicché l’unica maniera per avere vicino il suo amato sarebbe stata quella d’inventarsi e re-inventarsi nuove architetture di restauro per quell’enorme casa, troppo grande per lei sola (in vena di romanticherie oggi). Ma, chissà… Ringrazio questa ricca signora, ad ogni modo, per aver contribuito anche lei, tra tanti, a lasciare un alone di mistero e una incredibile “attrazione turistica” per noi futuri viaggiatori e sognatori! E grazie a “Bizzarro Bazar”…ovviamente.
    Con simpatia, Siska

  9. SisKa ha detto:

    Buahahahahahhahahahahah! Grande…..

    Esattamente! Ciao ciao!

  10. Bruno Craighero ha detto:

    Vorrei segnalare anche una storia breve a fumetti dedicata alla casa Winchester scrita da Hirohiko Araki (già notissimo per Le bizzarre avventure di Jojo), pubblicato dalla Star Comics nel volume di storie brevi Vite bizzarre di gente eccentrica. Sono sicuro che desterà il tuo interesse! 😉

  11. Giulia ha detto:

    Io l’ho visitata anni fa quando il mio inglese ancora non era granché ma da quanto ho capito le guide raccontano che la medium fosse una donna. Lei le disse di iniziare i lavori per quella casa e che una volta terminata la costruzione la signora Winchester sarebbe morta, per questo motivo si inventava di tutto per allungare i tempi, anche scale verso i soffitti o porte e mobili inutili. Ci sono persino ceramiche italiane (allungavano l’attesa)!

  12. Valentino ha detto:

    Sarei curioso di sapere, quale storia il medium si sarebbe inventato, se non avesse saputo che la donna che aveva davanti era la milionaria signora Winchester.

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