Professione: camgirl

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Una sentenza della Cassazione del 2003 le ha equiparate alle prostitute, anche se il contatto fisico con il cliente non avviene. Come accade per la prostituzione, fanno parte di un’economia sommersa che le attuali normative nemmeno provano ad inquadrare correttamente dal punto di vista fiscale e lavorativo. Se anche volessero pagare le tasse e aprire un posizione contributiva, non possono. L’imbarazzo legislativo nel loro caso è aumentato dal fatto che ci sono di mezzo le nuove tecnologie, “questo internet di cui si fa un gran parlare” (per citare un ironico tormentone di Rocco Tanica).

Sono le camgirl: ragazze, studentesse, ma anche madri di famiglia o casalinghe, che decidono di arrotondare le entrate offrendo servizi erotici online. Incontrano i clienti su siti appositi, che fanno da intermediari – anche se lo sfruttamento non sussiste, perché i siti ufficialmente acquistano dalle camgirl dei “servizi completi”, per i quali esse sono interamente responsabili. I clienti caricano il loro credito, chattano un po’ prima di scegliere la ragazza preferita, poi la conversazione si sposta in privato e lì i soldi cominciano a scalare. Un fisso al minuto, per poter assistere alla performance della camgirl, che esaudisce qualsiasi recondito desiderio.

Se di prostituzione si tratta, dunque, essa avviene comunque “a distanza”, tramite il filtro di una webcam, e questo evidentemente comporta vantaggi e svantaggi. Ma quali, esattamente?

Ci ha contattato Greta, una camgirl desiderosa di raccontare la sua vita e la sua professione. È un’occasione per conoscere non soltanto le motivazioni dietro questo particolare lavoro, ma anche uno spaccato sui desideri erotici maschili più strani. Che Greta, potete immaginarvelo, ha cominciato a conoscere alla perfezione. Perché, in assenza di contatto fisico, le richieste dei clienti si fanno per forza di cose più fantasiose, più bizzarre, più mentali.

Come hai cominciato a valutare un simile lavoro?

Sono una persona solitaria e non amo uscire spesso di casa. Questo comporta il mio quasi totale disinteresse nel trovarmi un lavoro classico, come barista, commessa o quant’altro. Ho sognato fin da bambina una professione che potesse essere svolta da casa, così passata la maggior età ho cominciato a pensarci seriamente. Ho sempre saputo dell’esistenza di questo mondo, una grandissima parte di internet è legata al sesso, io stessa possiedo una quantità di porno capace di far rizzare i capelli a molti uomini. In più sono un’esibizionista, nel puro senso del termine, adoro essere guardata e apprezzata; per il mio aspetto, per le mie capacità, per il semplice fatto di essere me stessa.
Prima di buttarmi ho però avuto un problema di coscienza: il sesso e la masturbazione sono cose per me naturalissime, avevo dunque qualche remora all’idea di farmi pagare. Ne ho parlato con la mia famiglia e con il mio ragazzo, e mi sono convinta che in realtà una camgirl offre un servizio e ne ottiene un guadagno, come accade in qualsiasi altro lavoro.

Quindi la tua famiglia è al corrente.

Ovviamente la mia famiglia mi ha tartassata di domande sulla sicurezza. Avevano paura che qualche maniaco mi riconoscesse e venisse a cercarmi, a bussare alla mia porta. Con calma e tranquillità ho spiegato loro che mantengo l’anonimato, indossando anche una mascherina durante i miei show. La mia vita è un po come quella di Batman …”La maschera non è per te, è per proteggere le persone che ami“.
Non mi hanno fatto problemi sul fatto che il mio lavoro ruoti attorno al sesso, siamo molti sinceri tra noi, però chiaramente non riescono a capirlo. Mi chiedono spesso come possa non darmi fastidio essere “al servizio” di qualcuno che, dall’altra parte, si sta masturbando. Io rispondo sempre che se tutti fossero sessualmente appagati, il mondo sarebbe migliore, che quindi io rendo un servizio pubblico, migliorando il mondo… lo vedi? Sono davvero una specie di supereroe!

Al di là del tuo ragazzo, come vedono la tua occupazione gli amici? Hai dovuto in qualche modo vincere dei pregiudizi?

Essendo una persona molto solitaria, ho pochi amici, e nessuno tra loro sa del mio lavoro. La privacy è fondamentale. Il bigottismo non mi consente di parlare del mio lavoro con altre persone, non posso permettermi che inizino a girare voci, renderebbero la vita difficile a me e ai miei cari.
Sarebbe bello poterne parlare liberamente, anche solo per divertimento, poter chiedere consigli, sentirmi libera di vivere il mio lavoro come una cosa normale, per il semplice fatto che lo è. Invece ho sempre paura che mi scappi qualche parola di troppo; spesso prima di dormire penso alle conversazioni avute in giornata, in cui stavo per “tradirmi”…

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Quanto guadagni al mese con l’attività di camgirl?

Ci sono essenzialmente due modi di fare questo lavoro: in live chat, ovvero ti mostri su un sito con la webcam sempre aperta, in modo che tutti possono vederti e chattare con te, e in questo caso il guadagno è del 50% del prezzo degli show; oppure posso lavorare su Skype o altri software che permettono le videochiamate, e quindi fare quel che più mi va tra uno show e l’altro e arrivare all’80% di compenso.
Personalmente guadagno dagli 800 ai 1500 euro al mese, ma è un ricavo estremamente scostante. Pur lavorando quotidianamente dalle 4 alle 12 ore, a seconda degli orari e dei giorni in cui mi collego il guadagno oscilla in maniera imprevedibile. Un giorno posso fare 200 euro, quello dopo magari non trovare clienti.

Il tuo ragazzo come ha reagito? Si presta occasionalmente a intervenire in qualche situazione?

Prima di intraprendere questa carriera ne ho parlato a lungo con lui, stiamo assieme da anni. È stato estremamente disponibile, per il semplice fatto che, a detta sua, finché nessuno mi tocca fisicamente, possono anche guardarmi tutti quanti.
Mi dà spesso una mano, aiutandomi ad organizzare la contabilità, esaminando i contratti con i diversi siti, inventando nuove cose che potrebbero piacere alla clientela, ma non interviene mai negli show, né io lavoro mai mentre lui è in casa (non viviamo assieme attualmente).

È cambiata in qualche modo la tua relazione di coppia?

Dal punto di vista sessuale, per fortuna, nulla è cambiato. Per il resto, è come qualsiasi altro lavoro: spesso scherziamo sulle proposte più divertenti che mi hanno fatto durante la giornata, oppure mi sfogo raccontandogli di quanto mi abbia fatto arrabbiare quel tal cliente che non mi ha portato rispetto, ecc.

Quali sono le prestazioni più assurde che qualcuno ha richiesto?

Un giorno, per email, mi arriva un copione di diverse pagine per girare un video. Dovevo fingere di trovarmi in un giardino che conteneva delle statue con le fattezze femminili; io dovevo accarezzare e palpare queste statue, eccitandomi sempre di più per le loro forme. Guardandole, dovevo iniziare a masturbarmi, fino al raggiungimento dell’orgasmo; a questo punto dovevo fingere di rimanere io stessa pietrificata. Capire che mi stavo trasformando in pietra, secondo il dettagliatissimo copione, mi spaventava e mi eccitava al tempo stesso. Dopo l’orgasmo sarei dovuta rimanere immobile. Fine del video.
Un’altra volta ho dovuto fingermi un robot, disegnandomi sul corpo le articolazioni meccaniche, muovendomi e parlando come un robot. Secondo me il risultato era esilarante, ma il cliente si è complimentato moltissimo per la mia interpretazione!
Ti sorprenderesti nel vedere quanti show non abbiano a che fare direttamente con la masturbazione o con il nudo, ma con pratiche che a prima vista non sembrano nemmeno sessuali. Per queste persone però si tratta della loro più grande fantasia. Mi è stato chiesto, ad esempio, di indossare delle scarpe da ginnastica, e intingerle con calma nell’acqua tiepida, facendo vedere bene come si inzuppavano e come l’acqua fuoriusciva dalla scarpa.
Riassumo in poche parole qualche altra proposta più o meno bizzarra:

– fingi che io sia minuscolo e che tu, enorme, mi ingoi.
– ti mando le foto della mia ragazza, dimmi se secondo te potrebbe tradirmi.
– puoi stampare la foto del mio pene e strofinarla su di te per masturbarti?
– straccia dei fogli di carta.
– inviami per posta un tuo campione fecale.
– fingi di essere un cane che beve dalla ciotola.
– rimani 20 minuti nella stessa, scomoda, posizione.
– fingi un orgasmo ogni volta che dico una determinata parola.
– raccontami la tua giornata, così mi distraggo!

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Ti è mai capitato di lavorare con qualche disabile?

Una volta mi sono trovata davanti ad un ragazzo molto giovane, in sedia a rotelle. Indossava un pannolino e durante la sessione ha avuto un piccolo “incidente”, io non ho detto nulla, lui con tranquillità mi ha spiegato che gli capita molto spesso. Sinceramente ero un po’ imbarazzata nel farmi pagare, ma lui ha insistito nel darmi persino la mancia.
Quella sera mi sono sentita a disagio, inadeguata. Ne ho parlato con una collega che ha avuto esperienze simili, e mi ha spiegato che trattare queste persone in modo diverso dagli altri clienti non significa certo far loro un favore.

Hai dovuto procurarti oggetti e attrezzature particolari per soddisfare le richieste dei clienti?

Fortunatamente ero già molto attrezzata di mio, possedevo diversi vibratori e giochetti, ma non bastano mai!
Ora ho un’egregia collezione di completini intimi, rinnovati ogni mese, scarpe altissime, speculum, attrezzi da clistere, kit BDSM, dildo eiaculante (nel caso te lo stessi chiedendo, ci si mette dentro il latte), palline anali, anal plug, mollette, lubrificanti, un intero armadio di costumi vari e chi più ne ha più ne metta. E pensa che non sono nemmeno una delle più attrezzate, c’è sempre qualcuno che mi chiede di usare oggetti che non possiedo… è un mestiere che ha le sue spese di aggiornamento!

Pensa per un attimo all’umanità nel suo insieme, a questo mammifero chiamato homo sapiens, che ha fatto del sesso un’attività eminentemente simbolica. Qual è la tua opinione riguardo alle persone che ti contattano? Le giudichi? Come è cambiata la tua idea riguardo al sesso umano, ora che conosci molte fantasie, maschili e non? A cosa serve il sesso, secondo te?

La mia semplice opinione è che il mondo è bello perché è vario, a parte certe rare richieste estreme per cui bisognerebbe parlare con un bravo psicologo (purtroppo mi è capitato che mi chiedessero show con animali o bambini).
Non giudico nessun cliente in malo modo, a volte un po’ li compatisco però: molti sono uomini sposati da anni, che non hanno il coraggio di confessare alla propria moglie le loro fantasie. Per altri invece è una semplice compensazione; un imprenditore molto ricco può letteralmente adorare di essere trattato alla stregua di un verme, insultato, abusato: il suo sentirsi piccolo e inutile per eccitarsi, secondo me, è il rovescio del potere che esercita sui suoi sottoposti.
Devo dire che se prima mi sentivo trasgressiva, ad esempio perché mi piace il sesso anale, dopo aver intrapreso questo lavoro mi sento un angioletto con l’aureola… non si finisce mai di imparare!
Il sesso in fondo serve a vivere meglio. Personalmente lo uso come antistress, per riscaldare le coperte d’inverno, per rendere ancora migliore una bella giornata, per dormire più rilassata, per combattere i dolori articolari di cui soffro. C’è poco che il sesso non possa sistemare, tutti dovremmo prendere la cosa il più serenamente possibile.

Ti senti tuo malgrado una donna-oggetto, oppure reputi che scegliere autonomamente questo tipo di attività ti abbia emancipata come femmina?

Nessuno dei due, una donna che lavora non è emancipata, è una semplice donna che lavora.
Le donne-oggetto si fanno usare senza rendersene conto: nel mio lavoro, se vuoi insultarmi, prima mi paghi e anche profumatamente. Offro un servizio per cui vengo pagata, una modella non fa la stessa cosa? Un panettiere? Uno spazzacamino?

Il problema è che ancora oggi in Italia esiste uno stigma nei riguardi dei sex workers; non solo i bacchettoni o i moralisti, ma perfino una certa parte di femminismo non apprezza particolarmente il fatto che la libertà di scelta femminile possa concretizzarsi in un lavoro a carattere sessuale. Tu che ne pensi?

Purtroppo nell’immaginario comune, quando centra il sesso o la nudità tutto diventa subito una cosa strana, anormale, da nascondere. Eppure il sesso fa parte della vita di tutti i giorni.
Io posso scegliermi i clienti, posso mandare a quel paese chi non mi rispetta, posso persino minacciare chi tenta di fare il duro. La maggior parte dei lavoratori non ha questo privilegio.
Secondo me scegliere un lavoro che coinvolga anche il sesso non ha nulla a che fare con l’emancipazione, dovrebbe essere una cosa normale. Se una femminista si sente a disagio al solo pensiero che un’altra donna possa aver voglia di intraprendere questa carriera, dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza.

Pensi di continuare con questo lavoro?

Se dipendesse da me, non lo cambierei per nulla al mondo. Purtroppo non è un lavoro sicuro. Se mi ammalo nessuno mi paga la malattia, se vado in ferie, non sono ferie pagate; non riceverò nessuna pensione. Tempo fa sono finita in ospedale e ho perso tre mesi interi di lavoro. Chi paga l’affitto senza uno stipendio fisso?
Ogni giorno libero che mi prendo, so che sto perdendo dei possibili show, dei possibili clienti, dei possibili guadagni. Inoltre non è un lavoro che posso pensare di continuare a fare fino a sessant’anni: qualche cliente ce l’avrei ancora, ma troppo pochi per pagare ad esempio un mutuo.

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Al di là dei rischi economici, simili in fondo a quelli di qualsiasi attività in proprio, ci sono altri aspetti negativi nel lavoro di camgirl?

Bisogna apparire al meglio, mai svogliata, sempre gentile, avere cura del proprio corpo, depilarsi, truccarsi, restare stretta in corsetti di pizzo per ore di fila… perfino la mia schiena non è più la stessa.
Ma il vero problema è la concentrazione costante che il lavoro richiede. Devo prestare la massima attenzione ogni volta che scrivo qualcosa, per essere sicura di non inviarla alla persona sbagliata. Mai accettare file da nessuno, controllare costantemente quattro o più siti in simultanea. Chattare per ore con diverse persone contemporaneamente, saperle distinguere, ricordarsi sempre le loro richieste. Essere perennemente disponibile.
Dopo un po’, il computer diventa il tuo nemico. Inizi a guardarlo come una minaccia, una serpe in seno pronta a morderti alla prima distrazione. Ho la costante paura di essermi dimenticata la webcam accesa, e che quindi qualcuno mi spii nella pausa tra uno show e l’altro, o mentre faccio una telefonata privata.
E infine c’è l’ansia constante di essere riconosciuta. Se in un locale un uomo mi lancia uno sguardo un po’ più lungo del normale, comincia la danza della paranoia. Bisogna essere forti, avere una mentalità aperta, ma sopratutto bisogna essere pronte a rischiare, anche molto.

27 commenti a Professione: camgirl

  1. Viola ha detto:

    Questo è un articolo in stile “Leggo”, ve lo potevate pure risparmiare. Ma che c’è di bizzarro e affascinante in una cosa che ormai pure alcune 14enni fanno per comprarsi la borsetta firmata?

    • bizzarrobazar ha detto:

      No, non me lo potevo risparmiare. Perché questo, lo ribadisco per l’ennesima volta, è un blog personale e vi approfondisco tutto ciò che mi incuriosisce. Se la prostituzione è il mestiere più antico del mondo, questi rapporti virtuali inseriscono invece una novità nel commercio sessuale, vale a dire un’inedita dimensione fantastica e priva di concretezza. Questo per me è bizzarro, e rimanda a molte altre considerazioni fatte in questi anni sul blog a proposito delle parafilie.
      Detto questo, se un articolo non interessa è sufficiente non leggerlo. Non prendertela a male, su, avrai più fortuna con il prossimo! 🙂

      • Pinuccio ha detto:

        Anch’io, come Viola, sono rimasto deluso: ma dov’è l’elemento perturbante? E poi non capisco cosa ci sia di macabro o meraviglioso o bizzarro nel sesso tramite webcam… Non è mica una novità (ci sono da almeno 15 anni), sono la naturale evoluzione delle ormai vetuste “Hot-Line”, diffuse soprattutto negli anni ’90 fino ai primi anni del 2000.

      • Viola ha detto:

        Vabbè, se rispondi “questo è un blog personale e faccio come mi pare” uno che deve risponderti? Allora i commenti ci sono solo per scriverti che l’articolo è figo? IE’ chiaro che il blog è tuo e ci puoi fare quello che ti pare, pure se la prossima volta vuoi parlare della Lecciso e di Albano è un tuo diritto. Detto questo, secondo me questo articolo è proprio una caduta di stile. Persino la D’Urso ci poteva fare una puntata sopra! Per il resto complimenti perché è un blog bellissimo (tranne questo ultimo articolo e relativo commento).

        • bizzarrobazar ha detto:

          Non è questione di accettare solo commenti positivi, Viola. Quando dico che questo è un blog personale, significa che è uno spazio che riferisce e racconta la mia ricerca individuale, i miei studi, i miei incontri con determinati temi, autori, storie o curiosità. Quindi frasi come “te lo potevi pure risparmiare” non hanno senso – come ti ho risposto, no, non me lo potevo risparmiare perché questo è quello che faccio, annoto e segnalo tutto quello che trovo fuori dall’ordinario.

          Detto questo è chiaro che l’articolo può non piacere, e hai tutto il diritto di dirlo.
          Evidentemente non hai trovato nulla di fuori dall’ordinario in questo incontro, io sinceramente sì. Sembra che questo peculiare tipo di sesso a distanza, in cui si proiettano desideri di essere ingoiati e in cui le donne divengono statue, sia un mondo che alla maggior parte dei commentatori è familiare (grazie alla D’Urso, a Leggo, alle Iene, e così via…). Dite quello che volete, io continuo a vederci molto, moltissimo Bunuel. E, sarò ingenuo, ma la cosa mi affascina. 🙂

          • Viola ha detto:

            Bizzarro, il “te lo potevi pure risparmiare” era un opinione, non un ordine. Se lo vuoi tenere in considerazione bene, sennò ciccia. Ma se non te ne frega niente delle opinioni altrui, se non vuoi proprio considerarle, potevi pure scrivere un diario privato o disabilitare i commenti, perciò mi pare assurdo scrivere “il blog è il mio”. Ovviamente, dal tuo punto di vista, anche io se voglio leggere il tuo blog bene, sennò ciccia. Tuttavia io non critico il blog nel suo complesso (inclusi i tanti articoli a tema sessuale), altrimenti semplicemente eviterei di frequentarlo invece di aspettare con interesse ogni nuovo articolo. Criticavo solo questo articolo, che mi pare proprio fuori tema rispetto al blog. Il fatto che alcuni clienti facciano richieste strane non mi pare granché bizzarro, i clienti fanno richieste strane pure a me (che faccio un lavoro che col sesso non c’entra nulla), figurati in ambito sessuale che ce ne sono di ogni, era ovvio che uscisse fuori qualche mania, anche senza scomodare Bunuel. Tanti giornali e rubriche sfruttano il tema “stranezze” e “curiosità” ma voi (di solito) siete proprio su un altro piano, una sorta di “camera delle meraviglie” virtuale. Cosa c’è di meraviglioso o fuori dal comune in questa storiella? Anzi, direi che per i suoi elementi costitutivi (soldi facili, esibizionismo, acquisto dei desideri, virtualità delle relazioni, masturbazione) può essere l’archetipo della contemporaneità. E non certo questo ho trovato e che cerco in questo blog, anche se a te non te ne frega niente.

          • bizzarrobazar ha detto:

            Se non me ne fregasse nulla dei lettori, non starei qui a risponderti.
            Ti ho spiegato che “il blog è personale” era riferito al fatto che va letto come una cronistoria delle cose che mi appassionano, e non era certo un modo per dire “zitti tutti, qui decido io”. E’ sottinteso che decido io, ci mancherebbe! 🙂 Dicevo soltanto che, essendo uno spazio personale, può contenere interessi che appaiono contraddittori (e ho detto anche perché secondo me non lo sono).
            Bunuel non l’ho scomodato a sproposito, non mi affascinano le richieste strane in sé, ma l’idea che la virtualità renda possibili le fantasie più surreali. Il sesso sublimato, non fisico, non materiale, ma fatto della sostanza impalpabile del sogno. A questo puntavo. Ma basta, non voglio convincere nessuno né diventare ripetitivo. Ciao! 😉

      • Livio ha detto:

        Bella lì! Ottimo articolo, ed ottima risposta a Viola…

  2. andrea ha detto:

    Io sinceramente faccio un po’ fatica a capire chi paga cifre considerevoli(con cui si potrebbe fare sesso con una prostituta in carne ed ossa) per vedere queste ragazzette, quasi tutte scialbe, algide e svogliate, che lavorano con la stessa passionalità di una slot machine, e fanno tutte le stesse cose, cioè infilarsi sex toy in tutti gli orifizi. Mah…

    Pur non essendo gay, trovo molto più divertenti da guardare le giovani coppiette omosessuali che si esibiscono in cam, spesso anche gratis; almeno loro spesso ci mettono passione e fantasia, si vede che se la godono davvero, non sono bamboline meccaniche a gettone come la maggior parte delle cam girl!

  3. Jabba ha detto:

    Ciao, io ho invece trovato l’articolo molto stimolante!

  4. Elisa ha detto:

    Ma quanto bigottismo.
    L’articolo parla di desideri e fantasie sessuali, tra cui eccetarsi davanti ad una ragazza che recita un copione.
    Un film porno fatto su misura in cui una ragazza che hai scelto fa esattamente quello che vuoi.
    Chi non ci ha mai pensato o è bugiardo oppure ha seri problemi sessuali.
    Come non vedere stranezza e bizzarria in qualcuno che si eccita vedendo una ragazza che finge di essere un robot o una statua?
    Gli articoli vanno letti nell’interezza, se danno fastidio si passa ad altro.

    • bizzarrobazar ha detto:

      Esatto, Elisa. E, per rispondere anche ad Andrea, il punto è che proprio la distanza permette l’espressione di certi desideri; la fantasticheria erotica necessita di figure, fantasmi, proiezioni, e non di corpi. Ecco perché una donna in carne ed ossa potrebbe essere una presenza ingombrante, al di là dei soldi spesi.

      • Andrea ha detto:

        Sono d’accordo, ma proprio per questo la fantasia erotica si può esprimere anche in perfetta solitudine, soltanto con lo stimolo di immagini o racconti erotici, senza bisogno di un’altra persona reale in webcam

        • bizzarrobazar ha detto:

          Evidentemente lo stimolo di racconti e immagini non è abbastanza per tutti, altrimenti questi mestieri non esisterebbero. 🙂

          • Andrea ha detto:

            Certamente, solo non credo che la maggior parte dei clienti di cam-girl abbiano fantasie originali e stravaganti come quelle descritte nell’intervista, credo che molti utilizzano questi servizi come semplice surrogato di un sesso reale, o per colmare momenti di vuoto e di solitudine!

          • bizzarrobazar ha detto:

            Su questo hai certamente ragione. La maggior parte delle fantasie immagino saranno molto più banali. Ė l’aspetto meno curioso, seppure umanamente rilevante, dell’argomento.

    • Livio ha detto:

      Altro che bigotti, dalle mie parti si chiamano paolotti, la peggior specie… Fanno tanto gli emancipati, i trasgressivi, poi li tocchi nei punti giusti e… tac, vengono fuori le incrostazioni “clericali”.

  5. Danny ha detto:

    La prossima volta fate un articolo sulla lunghezza del pene di Rocco Siffredi.

  6. marco ha detto:

    Mi dispiace caro il mio Bizzarro Bazar ma questo è l’articolo più inutile ma sopratutto più inventato che abbia mai letto. E mi dispiace leggerlo su questo blog a cui tengo molto

  7. Aline ha detto:

    Concordo con gli altri: sembra più uno di quelli squallidissimi servizi de “le iene”. Di solito i vostri articoli sono estremamente interessanti soprattutto eprchè corredati di approfondimenti (antropologici, archeologici, psicologici ecc )o comunque con un sfondo decisamente più culturale nel sesno stretto del termine. Forse non era questo ilt ema più adatto da affrontare o amgari non andava trattato come una banallisima intervista (nessun problema infatti con gli atri articoli inerenti al sessualità prestni sul sito)

    • bizzarrobazar ha detto:

      Ciao Aline. Per me quest’intervista è stata fonte di riflessioni, e mi ha interrogato su alcuni aspetti che davo per scontati, come ogni buona intervista dovrebbe fare.
      Leggere delle scarpe da ginnastica bagnate mi ha dato lo stesso brivido di quando ho scoperto che esiste una serie infinita di dvd feticisti composti da soli primi piani di donne sott’acqua. Scoprire i pro e i contro di un simile lavoro mi ha incuriosito, soprattutto mi sono chiesto se possa cambiare o compromettere la propria autoimmagine. Mi sono chiesto quale sia la vera natura del desiderio, a cosa agognamo, e cosa sta succedendo, quale strana messinscena psicologica sta avendo luogo quando un uomo “ordina”, come fosse per posta, la realizzazione di una sua fantasia.

      Pensavo anche gli altri potessero intravedere in questa intervista, se non esattamente gli stimoli che vi ho scoperto io, almeno altri spunti per iniziare una discussione.

  8. Andrea ha detto:

    Abbiamo già avuto contatto via mail non tanto tempo fa, stavo curando proprio in questi giorni un articolo che riguarda le cam live, trovo quasi grottesca la coincidenza e oltre il futile proseguire con la mia scrittura, dato che non riuscirei ad aggiungere nulla di utile (nonostante tratti comunque l’argomento sotto un punto di vista differente).
    Per chi accusa BB di un articolo banale, non ha compreso l’essenza del lavoro svolto in questi anni.
    L’approfondimento dato dall’intervista può sembrare sciocco ma non lo è affatto, in alcune righe fa comprendere un aspetto fondamentale su cui anche nel mio articolo stavo lavorando cioè che in questo paese storcono il naso di fronte a questa sorta di esibizionismo anche i più anticlericali.
    Le ragazze che ho avuto modo di intervistare a differenza di Greta mi hanno tutte confidato che i familiari e gli amici non sapevano nulla di questo loro lavoro.
    Dai commenti negativi, secondo il mio parere, emerge solamente quanto stessi analizzando, cioè che noi tutti – purtroppo – culturalmente, abbiamo core beliefs ben radicati e che per quanto fingiamo di ribellarci ad essi, un po’ li accettiamo ed è l’aspetto – ancor più della perversione delle cam live – che più mi affascina.
    Siamo un paradosso dentro il paradosso, ci riveliamo noi stessi, per l’ennesima volta, la perversione.
    Confido nell’apertura mentale, nell’analisi di quanto ho scritto e nella speranza che le critiche a BB non siano protratte per quel senso di bigottismo intrinseco che proprio non riusciamo a levarci di dosso.

    • bizzarrobazar ha detto:

      Grazie Andrea. Come sottolinei, ho sempre dato spazio sul blog a storie di vita non allineate e “diverse”, e in questo senso l’esperienza di Greta mi sembra perfettamente in linea con il discorso sull’esotico (etimologicamente, ciò che sta “fuori” dalla realtà comune) che cerco di sviluppare fin dall’inizio. A qualcuno, come me, può affascinare maggiormente la dimensione della fantasia erotica, ad altri quella sociale – in cui tu ad esempio vedi una certa ipocrisia… comunque, ribadisco, chiunque ha il diritto di trovare un articolo meno interessante di un altro. Chi segue il blog, anche se magari non gradisce questo o quell’argomento, sa che ogni post è redatto con entusiasmo, severità e scrupolo da parte mia. Spero che almeno questo non sia in dubbio, nonostante i toni accesi della discussione. D’altronde l’unica maniera onesta di procedere è parlare di ciò che mi affascina, no? 😉

      Tra l’altro, se devo dirla tutta, mi fa un po’ specie che i commenti siano quasi tutti incentrati sul dilemma amletico “è in linea o non è in linea con il blog”, dimenticando che l’articolo contiene il racconto di una persona reale che ha deciso di condividere una fetta della sua vita, certamente particolare, con i lettori.

      • Andrea ha detto:

        Oltretutto per interessanti e ben scritti che possano essere gli articoli, non potranno interessare sempre a tutti e sempre nello stesso modo. Io quando un articolo non desta il mio interesse passo oltre, cosa che credo facciano in realtà anche gli altri, ma non stavolta e dal mio punto di vista è per le ragioni sopra citate.

  9. Dario ha detto:

    e sempre così…..tutti felici e contenti finchè gli dai quello che vogliono
    ma quando poi c’è qualcosa che non gli piace tutti a darti contro, certo diranno che è un proprio punto di vista personale ma a mio parere potrebbero anche risparmiarselo, ma poi mica stanno pagando per leggere il tuo blog! allora che cacchio si lamentano a fare?
    continua così B.B. che il tuo è un blog unico nel suo genere!

    • bizzarrobazar ha detto:

      Grazie, Dario!
      Come diceva Viola, se non volessi il confronto con i lettori avrei disattivato i commenti già da tempo… ma dove starebbe il bello poi? 😉

  10. nicholaswolfwood ha detto:

    Perchè la gente pensa sempre che la sua opinione debba valere qualcosa?
    Se un articolo non piace c’è una rotellina tra i due tasti del mouse.
    È utilissima!
    I commenti servono a fare domande, ad approfondire, a criticare in maniera ragionata o, perchè no, a fare i complimenti.
    Il mi piace/non mi piace, va bene su FB.

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