Tiny Tim, il reietto trovatore

Ricorda, è meglio essere una vecchia gloria
che non essere mai stato nessuno.
(Tiny Tim)

Il fatto che un outsider come Tiny Tim sia arrivato al successo, seppure breve, è senza dubbio da imputare all’appetito per le stranezze tipico degli anni ’60, quelli dell’etica/estetica del Freak Out!, perennemente alla ricerca di un pop non allineato e dalla follia liberatoria e sovversiva.
Eppure, rispetto a molti altri weird acts dell’epoca, questo bizzarro personaggio incarnava a suo modo un’innocenza e una purezza in cui la Love Generation si rispecchiava in pieno.

Al secolo Herbert Khaury nato a New York nel 1932, Tiny Tim era un omone grande e grosso, dall’enorme naso aquilino e dai lunghi capelli disordinati. Nonostante in realtà fosse un maniaco della pulizia e non avesse passato un giorno della sua vita senza farsi una doccia, dava sempre l’impressione di una certa untuosità. Si presentava sul palcoscenico in maniera quasi imbarazzata, il volto ricoperto di uno strato di cerone bianco, e tirava fuori da un sacchetto di carta il suo fido ukulele; i suoi occhi roteavano in maniera ambigua, caricati di un’enfasi melodrammatica fuori luogo. E quando incominciava a cantare, arrivava l’ultimo shock. Da quel volto vagamente inquietante si levava un incredibile, tremolante falsetto da bambina. Come se una Shirley Temple fosse rimasta imprigionata nel corpo di un gigante.

Ad aumentare l’effetto straniante contribuiva anche la scelta dei brani eseguiti da Tiny Tim sul suo ukulele: quasi invariabilmente oscure melodie degli anni ’20 o ’30, dal sapore già antico, reinterpretati in maniera affettata e ironica.

Facile sospettare che si trattasse di un personaggio creato a tavolino, con l’intento di perturbare e al tempo stesso di suscitare una risata. E le risate di sicuro non infastidivano Tiny Tim. Ma il vero segreto di questo eccentrico artista è che non portava alcuna maschera.
Tiny Tim era sempre rimasto un bambino.

Justin Martell, autore della biografia più completa sull’artista (Eternal Troubadour: The Improbable Life of Tiny Tim, con A. Wray Mcdonald), ha avuto occasione di decifrare alcuni diari di Tiny, compilati talvolta in scrittura bustrofedica: e qui si scopre che effettivamente per poco egli evitò l’ospedale psichiatrico.
Che i tratti peculiari della sua personalità avessero o meno a che fare con qualche disturbo nello spettro autistico, come è stato ipotizzato, l’unica cosa certa è che il suo infantilismo non era una messinscena. In grado di ricordare i nomi di chiunque incontrasse, mostrava un rispetto d’altri tempi per qualsiasi interlocutore – fino a riferirsi alle sue tre mogli chiamandole invariabilmente “signorina”: Miss Vicki, Miss Jan, Miss Sue. I primi due matrimoni fallirono anche per il suo dichiarato disgusto per il sesso, alle cui tentazioni resisteva strenuamente, da fervente cristiano. Un altro elemento che fece scalpore all’epoca era proprio il candore e la schiettezza con cui Tiny Tim parlava pubblicamente della sua vita sessuale, o dell’assenza della stessa. “Ringrazio Dio che mi ha dato la capacità di guardare tranquillamente le donne nude e avere solo pensieri puri”, diceva.
A sentire lui, era stato proprio Gesù che gli aveva rivelato l’abilità di cantare in falsetto, nonostante il suo timbro di baritono naturale (che spesso utilizzava come “seconda voce”, da alternare al registro più alto). “Stavo cercando uno stile originale che non suonasse come Tony Bennett o chiunque altro. Così pregai il Signore, e mi risvegliai con questa voce acuta e verso il 1954 partecipavo già a concorsi per principianti, e vincevo”.

Il palco era evidentemente tutta la sua vita, e che il pubblico lo trovasse buffo oppure che ne apprezzasse le qualità canore era tutto sommato indifferente: a Tiny Tim interessava portare gioia. Questa era la sua ingenua idea di show business – si trattava soltanto di essere amato, e di contraccambiare l’affetto regalando un po’ di allegria.

Tiny era un avido ricercatore d’archivio della musica americana di inizio secolo, di cui possedeva una conoscenza enciclopedica. Idolatrava i classici crooner come Rudy Vallee, Bing Crosby e Russ Columbo: e in un certo senso proprio ai suoi eroi faceva il verso, quando cantava degli standard come Livin’ In The Sunlight, Lovin’ In The Moonlight o My Way. Il suo humor cartoonesco non cessava comunque mai di essere rispettoso e reverenziale.

Tiny Tim ebbe un clamoroso e inaspettato successo nel 1968 con il singolo Tiptoe Through The Tulips, che raggiunse il diciassettesimo posto della classifica annuale; l’album di debutto da cui era tratto, God Bless Tiny Tim, godette di analoga fortuna di critica e pubblico.
Di colpo proiettato verso un’implausibile fama, accettò l’anno seguente di sposare la fidanzata Victoria Budinger in diretta TV al Tonight Show di Johnny Carson, di fronte a un’audience da record di 40 milioni di spettatori.

Nel 1970 si esibì al famoso rock festival dell’Isola di Wight, dopo Joan Baez e prima di Miles Davis; con la sua versione di There’ll Always Be An England riuscì, nelle parole della stampa, a rubare la scena “senza un singolo strumento elettrico”.

Ma il trionfo non durò a lungo: Tiny Tim ritornò poco dopo alla relativa oscurità che lo avrebbe accompagnato per il resto della sua carriera. Durante tutti gli anni ’80 e ’90 visse di alterne fortune, tra matrimoni falliti e difficoltà economiche, invitato sporadicamente a programmi televisivi o radiofonici, e incidendo album in cui i suoi amati brani del passato erano inframezzati a cover di successi pop contemporanei (dagli AC/DC ai Bee Gees, da Joan Jett ai Doors).

Secondo una delle leggende che circolano sul suo conto, ogni volta che faceva una telefonata chiedeva al suo interlocutore: “hai fatto partire il registratore?
E in effetti in ogni intervista Tiny sembrava sempre intento a costruire una sua personale mitologia, a sviluppare il suo ideale romantico di artista “maestro di confusione”, spiazzante, sfuggente a qualsiasi categoria. Secondo alcuni, rimase sempre “un reietto solitario inebriato dalla fama”; anche quando la fama l’aveva ormai abbandonato. L’uomo che un tempo si accompagnava con i Beatles o con Bob Dylan, invitato a tutti i compleanni delle star, a poco a poco venne dimenticato e finì a suonare per pochi spiccioli in locali di terz’ordine, e perfino nei circhi. “Finché la mia voce resiste, e c’è un Holiday Inn che mi aspetta, va tutto alla grande”.

Come performer non smise mai di esibirsi, instancabilmente impegnato in logoranti tour attraverso gli States che alla fine richiesero il dazio: malato di cuore, contro il parere del medico Tiny Tim decise di continuare a cantare di fronte ai suoi sempre meno numerosi fan. Il secondo, fatale infarto arrivò il 30 novembre 1996 sul palcoscenico di una serata di beneficenza, mentre cantava la sua hit più celebre, Tiptoe Through The Tulips.

E proprio così, “in punta di piedi”, come recitava la canzone, quest’essere eternamente romantico, idealista, di rara gentilezza lasciò il mondo, e la scena, senza grande clamore.
Il pubblico se n’era già andato, e la sala era ormai semivuota.

33 commenti a Tiny Tim, il reietto trovatore

  1. gery ha detto:

    Mi ricorda Jean-Claude in “Sensualità a corte” :D. Che personaggio unico e tenero!
    Sbaglio o “Tiptoe Through The Tulips”, è presente in alcune scene del film horror Insidious?

    • bizzarrobazar ha detto:

      Esatto.

    • Massimiliano de Capua ha detto:

      Stavo per commentare anch’io la stessa cosa. Se non ricordo male è il disco che suona nella scena del demone , ma è anche presente nella scena dell’apparizione del bimbo nell’appartamento dopo il trasloco. Segno che al demone piaceva legarsi a quel brano… XD

  2. Daimon ha detto:

    Che personalità affascinante!Fortunato chi lo ha conosciuto.

    A quando la super compilation di Bizzarro Bazar?
    Con Alessandro Moreschi, i Tiger Lillies, Tiny Tim, Gloomy Sunday…e magari con un pezzo di Charles Manson.

    • bizzarrobazar ha detto:

      Hai dimenticato le Shaggs!
      Dai ci penso, una Radio BB su qualche piattaforma non ci starebbe male… 😀

  3. sergente kabukiman ha detto:

    Ciao bizzarrobazar, leggo da anni i tuoi articoli ma non ho mai commentato, ma su quest’articolo devo davvero farti i complimenti, affronti temi affascinanti e lo fai con una penna di rara eleganza, il finale di questo articolo descrive perfettamente il senso di tristezza e meraviglia per un personaggio che non conoscevo ma che sembra disegnato da una mente geniale, ti rinnovo ancora i complimenti.

    • bizzarrobazar ha detto:

      Grazie per i complimenti, Sergente!

    • Giorgio ha detto:

      Ciao,
      stavo per scrivere un commento quasi identico.
      Frequento il più noto sito web di filmati anche per cercare interpreti strani, ma non conoscevo Tiny Tin; amo la buona musica di qualsiasi genere e in lui riscontro delle buone qualità sia canore che istrioniche. Ho guardato un pò di suoi filmati e ascoltato alcuni brani, soprattutto le sue versioni di brani famosi sono da ascoltare con cura. Grazie a Ivan per i suoi sempre garbati articoli.
      Giorgio

      • bizzarrobazar ha detto:

        Non tutta la sua produzione è costante, e alcune cover sono forse un po’ troppo ‘semplici’, ma in ogni album c’è a mio avviso qualche perla.

  4. Livio ha detto:

    Inquietante, stupendo!

  5. Giuseppe ha detto:

    Forse a qualcuno della mia generazione “Tiptoe Through The Tulips” è suonata familiare ma non riesce a ricordare il perché. È stata usata in uno spot della Nike ormai parecchi anni fa:

    https://www.youtube.com/watch?v=BIKWb939gCE

  6. Skizzo ha detto:

    E’ difficile trovare delle persone creative che non cadano ad accettare i compromessi volgari di questo mondo. Grazie Bizzarro! L’articolo è superbo, come tutti quelli che scrivi!

  7. ZIO BARBOCCHIA ha detto:

    Ho sempre pensato che Tiptoe Through The Tulips sarebbe la canzone perfetta per una scena di tortura in un film. Non sapevo che Tim potesse essere autistico, di sicuro è un musicista tra i più sottovaluti.

  8. Giacomo Miglio ha detto:

    Anche questa volta sei riuscito a commuovermi Ivan, complimenti.
    Mi accodo anche io all’idea di una raccolta musicale di BB, con Shaggs, Captain Beefheart etc.

    Se posso permettermi, per il futuro considereresti un articolo su Zappa o sugli italianissimi (e a mio modestissimo parere unici!) Squallor??

    • bizzarrobazar ha detto:

      Per un buon periodo della mia vita ho scandagliato la sterminata discografia di Zappa come un palombaro, e ancora oggi ho una vasta parte delle sue composizioni fissate nella mente. Gli Squallor confesso che li conosco meno – li ho recuperati in ritardo e in età sbagliata, suppongo. Comunque un articolo zappiano, magari su un lato meno noto del suo personaggio o della sua produzione (ad esempio il suo rapporto con il cinema) sarebbe interessante. Vedremo! 😉

  9. Natasha ha detto:

    Grazie infinite per questo magnifico articolo su un grandissimo musicista e uomo, ancora troppo sconosciuto, che fu Tiny Tim. Quando mia nipotina di pochi mesi piangeva le suonavo e cantavo sempre la sua versione di “Tip Toe through the tulips” e lei si calmava. Bizzarro Bazar non sbagli mai un colpo!

  10. GianoDB ha detto:

    Il piccolo Tim mi mancava! Amo quando estrai dal cilindro queste perle rarissime vecchio mio!

  11. Komakino ha detto:

    Conoscevo Tiny Tim come personaggio ma il ritratto che ne hai tracciato, così malinconicamente affascinante, me l’ha fatto riscoprire. Complimenti (ennesimi).

  12. Connie81 ha detto:

    Ciao BB! Leggo e rileggo continuamente i tuoi articoli,dal più datato al più recente..uno più affascinante dell’altro,scritti in maniera magistrale direi.
    Ma questo è uno di quelli su cui passo e ripasso più volte.Questa è la 25-26esima probabilmente.
    Ho una morbosa attrazione per il personaggio,la sua personalità;e quando vedo le due foto in bianco e nero affiancate sento come una strana inquietudine insinuarsi sotto pelle.
    Non è tanto la seconda espressione che mi “turba”,bensì la prima affiancata all’altra.
    Molto difficile turbarmi..sarà la posa,sarà il sapere che dietro a quella voce si nasconde in realtà un omone e viceversa..il viso ingenuo ed infantile che si atteggia a grande diva del cinema muto..quando ho visto (e ascoltato) il primo video sono rimasta attonita..e lo riguardo una,due,tre volte.
    Ipnotico,inquietante,quasi sconvolgente,terribilmente affascinante.
    Grazie!

  13. precious ha detto:

    Hello this article is very interesting, i maked a research on the web and i found only the biography in english about Tiny Tim, i’d like to ask if you know the existence of an edition in italian.
    Thank you.

    • bizzarrobazar ha detto:

      Ciao precious, questo è un blog italiano (per cambiare lingua, c’è la bandierina proprio sopra il teschietto). 🙂
      Purtroppo non esistono biografie di Tiny Tim in italiano, che io sappia.

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