Welcome To The Dollhouse

Anatoly Moskvin, linguista e filologo nato nel 1966 a Nižnij Novgorod, si era guadagnato la stima incondizionata dei suoi colleghi accademici.
Parlava correntemente tredici lingue ed era l’autore di importanti studi e testi universitari. Grande esperto di folklore celtico e di costumi funerari russi, a 45 anni viveva ancora da solo con i genitori; non beveva né fumava, collezionava bambole e si mormorava che fosse ancora vergine. Ma si sa, i veri geni sono sempre un po’ eccentrici.

Eppure Anatoly Moskvin nascondeva un segreto. Una personale missione da compiere, dettata dalla compassione e dall’amore, ma che certamente sarebbe sembrata folle agli occhi dei suoi concittadini e della legge.
Fu quel segreto che sigillò il suo destino, dietro le mura dell’ospedale psichiatrico dove Anatoly Moskvin oggi passa le sue giornate.

Nižnij Novgorod, capoluogo del Distretto del Volga e quinta città russa per dimensioni, è un importantissimo centro culturale. Nelle aree circostanti si trovano diverse centinaia di cimiteri, e nel 2005 a Moskvin venne commissionato il censimento delle lapidi: in due anni visitò più di 750 cimiteri.
Era un lavoro duro. Anatoly era costretto a camminare in solitaria anche per 30 km al giorno, facendo fronte a condizioni spesso difficili. Dovette passare diverse notti all’addiaccio, abbeverandosi dalle pozzanghere e riparandosi nei molti fienili abbandonati dell’inospitale regione. Una notte, sorpreso dall’arrivo del buio, per non rimanere assiderato dal freddo non trovò di meglio che fare irruzione nella camera ardente del cimitero e dormire in una bara già preparata per il funerale della mattina successiva. Quando all’alba i necrofori arrivarono a scavare la fossa, lo trovarono che dormiva: Anatoly scappò a gambe levate, gridando le sue scuse – fra le risate generali dei becchini che per fortuna non lo inseguirono.

La mole di dati accumulati in questo periodo da Moskvin era senza precedenti, e lo studio si preannunciava “unico” e “inestimabile” a detta di chi aveva potuto seguirlo. Non venne mai pubblicato, ma servì da base per una lunga serie di articoli sulla storia dei cimiteri di Nižnij Novgorod pubblicati da Moskvin fra il 2006 e il 2010.
Nel 2011 però la carriera accademica dell’esperto di necropoli finì per sempre, quando la polizia decise di perquisire la sua abitazione.

Tra i 60.000 libri della sua biblioteca personale, ammassati alle pareti e sul pavimento, tra montagne di fogli sparsi e nella confusione di oggetti e documenti, gli agenti trovarono anche 26 strane, grandi bambole che emanavano un odore inconfondibile.
Erano in realtà i cadaveri mummificati di 26 bambine, di età compresa fra i tre e i quindici anni.
La missione segreta di Anatoly Moskvin, che durava ormai da vent’anni, era stata scoperta.

I druidi celti – così come gli sciamani siberiani – dormivano sulle tombe per comunicare con gli spiriti dei morti. Per molti anni Anatoly aveva fatto la stessa cosa. Si sdraiava sulla tomba di una bambina seppellita di recente, e parlava con lei. Come si sta in questa fossa, piccola? Hai freddo? Vorresti fare una passeggiata?
Alcune bambine gli rispondevano di stare bene, e in quel caso Anatoly condivideva la loro felicità.
Altre volte però piangevano, ed esprimevano il desiderio di ritornare in vita.
Chi avrebbe avuto il cuore di lasciarle là sotto, sole e spaventate nel buio di una cassa?

Anatoly aveva studiato i metodi di imbalsamazione. Dopo aver riesumato i corpi, li essiccava con una mistura di sale e bicarbonato, nascondendoli nei dintorni del cimitero. Quando si erano del tutto seccati, li portava a casa sua e li vestiva, dando spessore alle membra prosciugate con strati di panni. In alcuni casi aveva costruito delle maschere di cera, dipinte con lo smalto, per coprire i loro volti decomposti; aveva comprato parrucche, vestiti colorati nell’intento di ridare a quelle fanciulle la perduta bellezza.


I suoi anziani genitori, che erano quasi sempre fuori casa, non avevano compreso cosa stesse facendo. Se il figlio aveva come hobby quello di costruire dei grossi pupazzi, che c’era di male? Anatoly aveva perfino travestito uno dei corpi da orsacchiotto di peluche.

A questi corpicini trasformati in bambole Moskvin parlava, comprava dei regali. Assieme guardavano i cartoni animati, cantavano canzoni, festeggiavano compleanni.

Ma sapeva che quella era una soluzione temporanea. La sua speranza era che la scienza trovasse il modo di riportare in vita le “sue” bambine – o magari lui stesso sarebbe riuscito a scoprire, nelle sue ricerche accademiche, un antico incantesimo di magia nera che sortisse lo stesso effetto. Ad ogni modo, nell’attesa, le ragazzine andavano confortate e coccolate.

Non si può nemmeno immaginare”. Queste, durante il processo, furono le parole della madre di una delle bambine che Moskvin aveva sottratto dal cimitero e mummificato. “Non si può immaginare che qualcuno tocchi la tomba di tua figlia, il posto più sacro del mondo per te. Siamo andati a visitare la tomba di nostra figlia per nove anni e non avevamo idea che fosse vuota. Invece, lei era nell’appartamento di questa bestia. […] Per nove anni ha vissuto con la mia bambina mummificata nella sua camera da letto. Io l’ho avuta per dieci anni, lui per nove”.

Anatoly le rispose dal banco degli imputati: “Avete abbandonato le vostre bambine al freddo – e io le ho portate a casa e le ho riscaldate”.

Accusato di profanazione di tombe e di cadavere, Moskvin rischiava fino a cinque anni di carcere. Nel 2012 però venne dichiarato affetto da schizofrenia paranoide, e vista l’infermità mentale si dispose per lui il trattamento sanitario coercitivo. Con ogni probabilità non uscirà mai più dall’istituto psichiatrico in cui è rinchiuso.

Le bambine non si risvegliarono mai.

La storia di Moskvin può ricordare per certi versi quelle raccontate in questa serie di post:
L’amore che non muore – I
L’amore che non muore – II
L’amore che non muore – III

14 commenti a Welcome To The Dollhouse

  1. Pina Fantozzi ha detto:

    Che storia macabre e triste.
    Capisco il dolore e la rabbia dei genitori, per quanto magari, nella loro folilia, le intenzioni di questo disgraziato non fossero cattive.

    • bizzarrobazar ha detto:

      Sì, è esattamente quello che trovo eccezionale in questa vicenda. Il dolore che la malattia mentale può causare, senza che talvolta vi sia un vero colpevole ma soltanto vittime.

    • Livio ha detto:

      Sono d’accordo. Non vi trovo nulla di negativo nella vicenda…

  2. Paolo ha detto:

    Chiedo scusa se uso questo fastidiosissimi sistema da spammer, ma veramente ho “problemi tecnici ” che mi rendono troppo difficile fare diversamente. È per invitare l’ esimiocreatore di questo blog a visitare questa umile pagina appena nata che potrebbe sparire da un momento all’altro, assieme al mondo conosciuto. Non sono un allarmista, ma credo sia giusto che le persone sappiano e prendano provvedimenti, come dice il ragazzo nell’ intervista. Mentre il prof. Moretti in un altra intervista spiega con una bonaria rassegnazione pelo per pelo quel che sarà l’Apocalisse, c’è possibilità di salvezza? Si.
    Meglio sapere. L’invito è esteso a chiunque voglia rendersi conto di un incubo tale da “tagliare il cielo a metà” il più grande super vulcano al mondo, dopo lo Yellowstone sta per deflagrare, entro un arco di appena cinque anni ogni momento è quello buono, se per miracolo non succede, ci sarà un altro ciclo di diecimila anni di carica e scarica della caldera dei Campi Flegrei.
    Signori solo in questo blog, il grande mostro può trovare spazio, chi è sensibile, qui sul posto vedrebbe cose incredibili, soprattutto il deragliamento cognitivo ed emotivo legato alla potenza che distava prima del silenzio stampa, appena 3km dal suolo.
    Se non altro, ascoltate il Prof. Moretti, l’intervista parte male, alla lontana, l’intervistatore vorrebbe buttarla sul ridere, ma quando fa silenzio si sente che è perché il peso della consapevole gli ricaccia la cretinagine fine da dove vorrebbe uscire.
    Che figuraccia, l’intervista col Prof. Moretti me l’ha segnalata un americano da Yellowstone (che sta dando da star male a chi segue) ero andato a vedere che si diceva lì spinto dal silenzio di qui. È intervenuta la NASA ma non mi interessa molto, mi interessa che lì c’è molta meno lobotomia che qui.
    Grazie
    Grazie
    https://www.facebook.com/Bisogna-Usarne-Molta-Pagina-Sui-Campi-Flegrei-Botta-O-Fetecchia-105749613430914/

  3. Simone ha detto:

    Incredibile, questa storia ha tutto, mummie, antiche civiltà, lo studioso un po’ matto (e russo), cimiteri…Se non fosse stato per le mummie, comunque, credo che sarebbe stato considerato solo un po’ eccentrico, e non “matto”.

    Se posso suggerirti due o tre argomenti: trapianti di testa tra gli insetti decenni prima di quelli in Russia e negli Usa (http://io9.gizmodo.com/the-bizarre-history-of-insect-head-transplants-456738894 https://link.springer.com/article/10.1007/BF02108510 http://www.nature.com/nature/journal/v114/n2862/abs/114347a0.html?foxtrotcallback=true) e Jemmy Hirst, che secondo me è l’eccentrico più simpatico della storia (http://io9.gizmodo.com/5767995/the-weirdest-animal-expert-who-ever-lived).

    • Medardo G. ha detto:

      Hai detto bene, questa storia ha tutto quello che rende questo blog così speciale: una vicenda allucinante, una narrazione piana tesa a evitare ogni sensazionalismo o giudizio morale, e via andare. Se volessi riassumere Bizzarrobazar in un solo post, sceglierei questo.
      Complimenti ovvi e scontati, ma se sono meritati perché non darli?

    • bizzarrobazar ha detto:

      Grazie Simone per i suggerimenti, tutti debitamente segnati. 😉

  4. Marianna ha detto:

    Ciao!Ti seguo sempre con molto affetto ma non ho mai commentato.
    Oggi però ho notato una cosa strana sul tuo sito che non posso esimermi dal comunicarti. Dopo aver guardato il video annesso al tuo articolo,tornando indietro dopo aver letto i commenti, mi è apparsa la scritta “Trasferimento dati da paypal.com”. Sono corsa subito a controllare e pare che per il momento i miei soldi siano ancora lì. Non so se qualche hacker si sia intrufolato sul tuo sito e aspetti la chiusura delle banche nel week end per fare il colpaccio o se sia stata una mera coincidenza. io nel dubbio controllerei.
    Grazie e continua così!
    Un bacione,

    Marianna

    • bizzarrobazar ha detto:

      Sei sicura di non aver cliccato per sbaglio da qualche parte – ad esempio sulla donazione PayPal? Ho il firewall di protezione attivo e non ha rilevato intrusioni di nessun tipo.

  5. Fabio Pilade Paolo Milani ha detto:

    Comunque sia è una storia delicata e persino commovente e ricorda molto da vicino la vicenda di Carl Tanzler.
    Che dire? Mania? Follia? Perversione? Senz’altro tutti e tre gli elementi per formare uno psicodramma. Certo che il buon Movskin non ha comunque fatto del male a nessuno… se non a se stesso.

  6. Sabrina ha detto:

    Ce n’è di gente con strane manie al mondo….certo questa è inquietante oltremodo….

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