Una carogna

150 anni fa oggi, moriva Charles Baudelaire (1821-1867).

Occasione per rileggere, da I fiori del male (1857), lo straordinario Una carogna — virtuosismo di rêverie poetica sulla decomposizione e sul memento mori.

Su YouTube si trovano diverse letture della poesia, più o meno riuscite; ma tutte suonano piuttosto solenni e declamatorie.
Vi propongo invece la versione musicata e recitata da Léo Ferré, che interpreta il testo baudelairiano come una grottesca, incalzante cavalcata senza freno, un turbine di visioni e di “neri battaglioni” di insetti lanciati all’assalto dei nostri sensi.

6 commenti a Una carogna

  1. Alma Cattleya ha detto:

    Toh, non lo sapevo e pensa che dall’altro ieri avevo cominciato a vedere l’anime i fiori del male che parla di questo studente giapponese che ha come libro preferito appunto il libro omonimo. Nella sua stanza ha un ritratto dello scrittore che è lo stesso che hai riportato qui. Non dico di più per non spoilerare.
    In originale è Aku no hana (la traduzione giapponese del titolo)

  2. Portgas. D. Martin ha detto:

    AAAAAAA GRAZIE D’ESISTERE BIZZARRO BAZAR. Almeno voi ve ne ricordate. Senza dubbio il mio poeta preferito.~

  3. Livio ha detto:

    Una goduria!

  4. Alice ha detto:

    Baudelaire mi ha fulminata alle scuole medie quando ero refrattaria pressoché a qualunque tipo di poesia: è stato subito amore.
    Grazie di aver riproposto questi versi!

    E sul tema, in associazione mentale su due piedi, mi viene in mente anche Shakespeare in Amleto (parlando al cranio di Yorick):
    “Va’, va’ ora così,
    va’ nella camera della mia dama
    e dille che ha un bel mettersi sul viso
    un dito di belletto: a questo aspetto
    deve ridursi anch’ella, fatalmente.
    Che se la prenda a ridere, comunque,
    se ci riesce… ”

    E anche la ballata tradizionale “The Hearse Song”, che a me piace nella versione dei Brilling!

    Ho piacere di leggerti 🙂

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