Amore materno

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11 comments to Amore materno

  1. almacattleya says:

    Andando avanti a leggere, mi dicevo: Ma questo è pazzo!
    Come si può pensare di togliere a un bambino la propria madre? E’ come se l’avesse fatto ad un essere umano. E sarebbe stata identica cosa anche se l’animale non fosse stato un primate ovvero vicino all’uomo.
    E mi chiedo quali perversioni animavano la sua mente. Anche solo il fatto di pensare: “I piccoli preferiscono una madre calda e soffice o fredda e dura?” Ma è chiaro che si preferisce una “cosa” calda e soffice: andrebbe lui a riposarsi in un letto freddo e duro?!
    Naturalmente queste parole non sono nei tuoi confronti e ti ringrazio sempre per queste tue informazioni.
    So perfettamente che l’uomo non è affatto l’animale più razionale come spesso viene definito e che gli esperimenti sono sempre una brutalità enorme però mi indigno sempre nello sentire queste cose.

    • bizzarrobazar says:

      Effettivamente è una storia dura e crudele. Certe idee possono sembrare un dato di fatto oggi, ma per l’epoca gli esperimenti di Howard segnarono un punto storico nel modo di comprendere le nostre intime pulsioni. La scienza apprende dal passato, e cerca di andare avanti in modo più eticamente responsabile. Oggi certi esperimenti non sarebbero più ammessi, per fortuna. 🙂

  2. Paola says:

    Eh, ho chiesto proprio alla persona giusta!
    In facoltà non erano certo arrivati a raccontarci delle mamme punitive!
    Devo dire che la cosa mi ha molto impietosita, insieme al filmato della scimmia che reagisce alla paura aggrappandosi alla “mamma”.
    Mi pare di ricordare che gli esperimenti poi proseguissero provando ad inserire queste scimmiette “disadattate” in società. Non sapevano comportarsi, e fissavano gli adulti, probabilmente costernate, e gli adulti, leggendo la cosa come una sfida, le pestavano.
    Giusto perchè la sfiga non viaggia da sola.
    Comunque, al di là delle implicazioni etiche, chiarisce tantissimi meccanismi “perversi” che ci sono anche tra le persone, come l’attaccamento alle mamme punitive.
    Credo che sia necessario tener presente che tante cose che ora noi diamo per scontate, proprio come la tutela degli animali da laboratorio, erano solo agli albori.
    Ha sicuramente aperto la strada a tante terapie psicologiche moderne.
    Grazie mille davvero! 😀

    • bizzarrobazar says:

      Grazie a te, Paola, per avermi suggerito il tema di questo articolo! Trovo che sia molto interessante, al di là dei dilemmi etici che inevitabilmente una ricerca simile provoca in noi, l’idea che dei cuccioli di primati reagiscano in modo così “intuitivo” e comprensibile dal nostro punto di vista. Questi esperimenti, se fossero stati eseguiti su bambini umani, avrebbero probabilmente portato ai medesimi risultati. Così è impossibile non commuoversi leggendo di cuccioli che corrono verso la mamma anche se questa è “crudele”. Mi affascinano i resoconti di quest’epoca oscura e aggressiva della scienza, perché sono così distanti dalle trasmissioni di Piero Angela e così vicini alle domande che ognuno di noi si pone. 🙂

      • Paola says:

        Se vuoi poi mettere una sorta di Happy Ending a questa storia ricordo che, dato il risultato di incapacità di relazione sociale con gli adulti ottenuto, un esperimento successivo permetteva a due cuccioli di incontrarsi per un’ora al giorno. Lo ricordo perchè mi è rimasta impressa una foto: due scimmiette abbracciate strette strette!
        Infatti all’inizio questa era la loro “occupazione” durante l’ora insieme. Poi, diventati un po’ più grandicelli, passavano l’ora a giocare!
        E questo permetteva loro di aveve una socializzazione pressochè normale con gli altri adulti!
        Pensa che bello! Vuol dire che se anche hai una mamma cattiva, o una mamma che non ti fa le coccole, fratelli e amici possono salvarti la vita!
        E hai ragione, è affascinante vedere come i modelli comportamentali dei nostri più vicini progenitori siano arrivati inalterati fino a noi!
        Questi esperimenti hanno affascinato molto anche me, tant’è che me li ricordo ancora dopo anni!
        Grazie ancora!! 😀

      • simone says:

        per non parlare degli esperimenti di Watson su il piccolo Albert perchè sviluppasse la paura dei topi …erano tempi strani davvero caro Bizzarrobazar…

        • bizzarrobazar says:

          Infatti cito Watson in apertura dell’articolo. Ma bisogna comprendere che all’epoca era normale farsi meno scrupoli, la sensibilità cambia e si affina con il tempo.

  3. Monica Tubi says:

    Trovo che Harlow sia una persona profondamente disturbata. La sua crudeltà è insostenibile, e per quanto questi esperimenti abbiano messo in luce aspetti importanti che allora non erano così scontati, provocano tuttora in me sgomento e riprovazione.
    Studio psicologia e amo la scienza e le sue conquiste, ma non quando ci si fa prendere la mano e si perde di vista l’etica.
    Gli stessi risultati si sarebbero ottenuti osservando bambini deprivati in situazioni reali o in orfanotrofi dell’epoca, ma forse per Harlow, questo bieco rivoltante individuo, è risultato più “comodo” e remunerativo servirsi di cuccioli innocenti di scimmia.
    Che peccato che nessuna di loro con un morso non gli abbia staccato una mano…

  4. Non c’è niente di peggio di chi ritenendo di fare del bene faccia del male. Harlow era convinto che in un ipotetico bilancio il bene derivante fosse tale da giustificare il dolore inflitto. E questo ci riporta ai classici dilemmi morali ed etici, la dove si vuole giustificare il dolore – ad esempio la tortura – in ragione di un benessere superiore…

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