25 comments to The Shaggs: la band che non voleva suonare

  1. Silvio says:

    Veramente interessante come ogni articolo di Bizzarro Bazar,per me appassionato di musica e collezionista di vinili,risulta veramente strano ascoltare un album del genere….ma in effetti, ha il suo fascino forse è veramente il frutto delle loro idee e stati d’animo,e comunque mi fa riflettere che le “shaggs” magari al giorno d’oggi avrebbero potuto partecipare a chissà quale reality che pur di guadagnare su di loro…le avrebbe fatte diventare delle vere dive 😀 come succede ed successo nel recente passato…con teen band che sono durate appena un album,un paio di tormentoni pubblicitari….e poi Puff….ricordati Meno che le Shaggs 😀 😀

  2. Daniele says:

    Iniziamo col dire che mi ha stupito, che il padre non sia stato ucciso: con tutte le sue buone intenzioni, costringere le figlie a una vita tanto monastica e dedicata a qualcosa che non amavano così tanto – e che ovviamente avranno odiato alla follia, a un certo punto – ecco, non so se avrei aspettato l’intervento della natura, al posto loro…
    Poi: dal basso della mia sensibilità musicale, direi che alla cantante avrebbero giovato degli anni di studio con un insegnante molto capace – credo che cantare in quel modo tutto il giorno rovini la voce, non per altro – e in generale, sembra che chi canta, canti un’altra canzone rispetto a quella che viene suonata. In certi momenti sembra prendere una piega convenzionale, ma dura solo due secondi, poi la musica impazzisce. Ascoltarla è sicuramente un’esperienza!
    Il risultato finale è davvero strano: è sicuramente originale, ma non so se sia un bene. Io, di sicuro, non riesco a capire questa musica, è davvero… aliena! 😛

  3. cisteshow says:

    bellissimo, mi ricorda tantissimo john bertain https://www.youtube.com/watch?v=EpTRjjADmwU

  4. Theodore says:

    Che mal di testa. Mi piacciono molto, e la cosa più bizzarra è come sia arrivato un disco di questo genere sul giradischi di così tanti feticisti di weirdnesses varie… Anche Lester Bangs ha scritto di loro, in quanto unica speranza per il rock’n’roll.

  5. Chiara says:

    Mi sono spesso occupata di attività ludiche in percorsi riabilitativi e non facendo volontariato in ospedale pediatrico.
    Questo disco mi fa venire in mente le ore di musicoterapia in cui i bambini urlavano e strimpellavano con gli strumenti.Ora ho capito tutto, i bambini non si stavano sfogando, stavano suonando proprio le Shaggs! Tutto torna! 😀

  6. Ricordano, non poco, Cap. Beefheart di “Trout mask replica” 🙂

  7. Certo è un’altra cosa, ma la prima volta che lo si ascolta l’effetto secondo me è molto simile.

    • bizzarrobazar says:

      Può essere. A me Beefheart è da subito sembrato più “programmatico”, uno che di base sapeva suonare. 🙂

      • fagottokorovev says:

        Devo ammettere che anche a me e’ venuto in mente Beefheart, o alcune composizioni piu’ “ricercate” di Frank Zappa; ma qui credo stia un lato interessante della faccenda. Da un punto di vista musicale entrambi erano dei fanatici del controllo totale, e anche dove l’ascoltatore percepisce “caos” o cacofonie varie, c’era sempre un disegno ben preciso, e guai a sgarrare (la severita’ di Zappa come compositore e’ ben nota).
        Le Shaggs sembrano non avere la minima impostazione, sembrano libere da qualsiasi influenza (a parte quella del padre!), ma probabilmente inconsapevoli di quel che stavano facendo.
        Molto interessante comunque, sto seriamente considerando di tenere il loro disco in macchina, a portata di mano!

        E per chi sentisse il bisogno di rilassarsi dopo “Phylosophy of the World”
        https://www.youtube.com/watch?v=vugqRAX7xQE

        • bizzarrobazar says:

          Certo, sia Zappa che (in misura evidentemente minore) Beefheart avevano il controllo sull’idea.
          La cosa che mi lascia più incredulo è il fatto che avessero degli spartiti e che suonassero esattamente quello che volevano suonare. Più le si ascolta e più si comprende che dietro c’è una chiara idea compositiva, seppure totalmente avulsa dai canoni normali. Qui Mike Fornatale parla del suo lavoro assieme a Dot delle Shaggs, e fa delle considerazioni interessanti sulla loro musica:

          https://www.youtube.com/watch?v=LoRE6TjfVBk

          Qui la difficoltà di ricreare esattamente il sound delle Shaggs, anche quando si è musicisti professionisti:

          https://www.youtube.com/watch?v=RIAiAPYyY40

  8. Eros says:

    Ciao Bizzarro,
    leggendo l’articolo pensavo a quali aberrazioni musicali sarei andato ad ascoltare… Ma al terzo ascolto la prima canzone mi sta addirittura piacendo… ? Perché ha la sua melodia in fondo

    Me ne rendo conto che ad un primo impatto questa non può essere considerata musica ma solo un accozzaglia di suoni e strimpelli… Però sono altrettanto certo che quasi la totalità delle persone non considererà questa una canzone

    http://youtu.be/ybGOT4d2Hs8

    Eppure c’ero alcuni giorni fa quando le persone chiedevano in coro il bis.

    Ogni cosa al mondo ha il suo fascino, bisogna solo saper trovale l’angolazione giusta per vederlo

    Saluti Eros

  9. Veyminsk says:

    Ad un ascolto attento, diventa evidente fin dalle prime note del primo brano, il “problema” di questa band:il ritmo. Dopo la prima battuta, suonata a tempo, la chitarra accellera, la batteria non la segue e si crea un caos dovuto ad un sovrapporsi di linee musicali che vanno per conto proprio, la voce sulla chitarra va avanti nel tempo, mentre la battieria rimane indietro. Se la ritmica fosse a posto, direi che ne uscirebbe una canzoncina country con venature psichedeliche, infatti, di affascinante c’e’ un sentore di syd barret nel primo disco dei pink floyd.

    • bizzarrobazar says:

      Ad analizzare per bene, c’è anche a mio parere una confusa concezione della melodia, una progressione di accordi in cui non si capisce bene quale sia la dominante e quale la tonica, che aumenta lo spaesamento. Il primo brano è forse tutto sommato il più orecchiabile, poi si scatena una baraonda più complessa. 🙂

  10. Tecno Gatto says:

    Piccola specificazione : il secomdo album, Shaggs’ Own Thing, non è una ristampa del primo album ma un album di inediti (decisamente più convenzionale del primo)
    Si puo verificare le tracklist su discogs

  11. Tecno Gatto says:

    grazie a te, semmai, di aver creato questo sito incredibile!
    le pagine sulla musica mi hanno fatto conoscere autori che, nonostante io sia un musicomane, mi ero perso
    (scusa se rispondo solo ora)

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