Link, curiosità & meraviglie assortite – 11

Come recita un vecchio adagio, “Mai leggere Bizzarro Bazar mentre si prepara la cena”.

  • Da qualche tempo esiste una versione virtuale della Biblioteca di Babele immaginata da Borges. Farsi un giro attraverso gli esagoni e spulciare dei libri a caso è un’esperienza vertiginosa — ci sono volumi contenenti il vostro nome, ma anche tutto quello che avete fatto oggi o che farete domani; ma per cogliere appieno l’immensa portata del progetto, è indispensabile questa eccellente disamina sul blog di Virio Guido Stipa.
  • F.A.Q.: qual è una delle cose più schifose che può succedere durante la decomposizione? Se dovete chiederlo, probabilmente non conoscete l’adipocera. Rimediate con questo articolo di Atlas Obscura.
  • Occorreva proprio chiamare H. R. Giger per disegnare l’uovo di Alien? No, bastava questo simpatico funghetto chiamato Clathrus archeri.

  • Vi ricordate il mio Museo del Fallimento? Ecco una recente aggiunta: il Transaereo di G. B. Caproni. Da Wiki: “Spinto da otto motori e caratterizzato da tre cellule triplane per un totale di nove ali, era progettato per poter trasportare su distanze transatlantiche 100 passeggeri alla volta. Volò due volte, il 12 febbraio e il 4 marzo del 1921, decollando dal lago Maggiore. Precipitò in acqua al termine del secondo volo, danneggiandosi in modo molto grave e ponendo fine agli ambiziosi test.

Il sogno

La realtà

  • Proposito per l’anno nuovo: trovare un mecenate che mi assuma come eremita decorativo da giardino. La barba ce l’ho già.
  • Su Repubblica è uscito un bel video sulla tradizione napoletana dei femminielli — incredibile strategia popolare per elaborare e accettare la diversità rendendola “teatrale”. D’altronde, come diceva Orson Welles, “l’Italia conta oltre cinquanta milioni di attori. I peggiori stanno sul palcoscenico“.
  • L’olandese Arnoldus Montanus scrisse nel 1671 un libro intitolato “Il nuovo e sconosciuto mondo: ovvero la descrizione dell’America e delle Terre del Sud, contenete l’Origine degli Americani e degli abitanti delle Terre del Sud, viaggi rimarchevoli compiuti laggiù, qualità delle spiagge, isole, città, fortezze, villaggi, templi, montagne, fonti sorgive, fiumi, case, la natura delle fiere, alberi, piante e coltivazioni indigene, religione e costumi, eventi miracolosi, vecchie e nuove guerre: adornato con illustrazioni tratte dalla vita nelle Americhe, e descritte da Arnoldus Montanus“.
    Il titolo era così lungo che evidentemente non c’era più spazio per una piccola precisazione: e cioè che il buon Arnoldus non si era mai mosso dall’Europa in vita sua. E, a dire la verità, a guardare le illustrazioni un po’ si intuiva:

  • Momento di meraviglia assoluta:

  • Il multiverso, le dimensioni parallele, le realtà alternative — tutti questi concetti potranno magari suonare ancora un po’ fantascientifici, ma se ne parlava già nel Medio Evo, in seguito a una disputa teologica.
  • Se dovessi votare la mia pagina preferita IN ASSOLUTO in tutta Wikipedia, non avrei dubbi. Eccola.
  • Anni fa avevo scritto dell’incredibile storia di Phineas Gage, l’uomo che sopravvisse con il cervello trapassato da parte a parte da una sbarra di ferro. Oggi abbiamo un suo emulo contemporaneo: lo scienziato che per sbaglio ha infilato la testa in un acceleratore di particelle acceso.
  • La caverna qui sopra non è naturale. E’ stata scavata con un getto di acqua pressurizzata. Per quale motivo?
    Benvenuti nel mondo dei cercatori abusivi di mammut.

  • Mentalfloss ha pubblicato un articolo che sarebbe stato perfetto nel mio ciclo di post “L’amore che non muore” (qui, qui e qui): la storia della vedova del Missouri che fece installare una finestrella sulla tomba del marito per continuare a vedere il suo volto.
  • A Varanasi il fumo delle cremazioni non si ferma mai; i turisti scattano fotografie, rapiti dalla profonda esperienza spirituale. Chi invece ha una visione differente delle cose è Gagan Chaudhary, uno degli “intoccabili” addetti alle pire funebri. Alcol e ganja, assunti da quando aveva 13 anni, gli consentono di non svenire per l’odore; le sue gambe sono massacrate di tagli e cicatrici; la sua è una vita passata tra abusi, violenze e orribili visioni. Racconta la sua esperienza in un toccante articolo su LiveMint: “Ho visto cadaveri la cui pelle era stata strappata; ho visto corpi con la lingua di fuori e il sangue che scorreva dagli orifizi. […] Ho visto corpi fatti a pezzi e ricuciti. Ho visto cadaveri senza testa; ho visto corpi ricoperti di cicatrici. E li ho bruciati tutti.

  • Balthus torna a far discutere, a causa della petizione online per far rimuovere (o per lo meno contestualizzare, come è stato detto successivamente, aggiustando il tiro) una sua opera esposta al MET di New York. Ancora una volta ricompare l’ombra della pedofilia a macchiare i suoi dipinti: occasione per riflettere sull’arte (è puro significante o deve essere valutata con il metro dell’etica?); e per rileggere l’articolo che avevo dedicato alla spinosa questione un paio d’anni fa.
  • WoodSwimmer è un video in stop motion che ha dell’incredibile. Brett Foxwell l’ha realizzato tagliando tronchi e pezzi di legno a fette sottili, e fotografando progressivamente queste sezioni. Nelle sue parole, “una tecnica semplice ma paurosamente noiosa da completare“.

  • Questa qui sotto è una pinza da testa. In epoca vittoriana serviva per tenere ferma la nuca di un soggetto durante i tempi di esposizione, piuttosto lunghi, di una fotografia.
    Forse immaginate già dove stiamo andando a parare: nelle foto postmortem serviva per fissare i cadaveri in pose naturali, come se fossero vivi, giusto?
    Be’, non proprio. Tempo di fare un po’ di debunking sulla fotografia postmortem.

Questa immagine viene da un articolo chiamato The Truth About Post Mortem Photography. Mai scrivere qualcosa che comincia con “La verità su”.

  • Negli ultimi 59 anni, Jim “Antlerman” Phillips ha continuato a battere le colline del Montana alla ricerca di corna di alce, cervo o antilope, perse dagli animali durante la loro muta annuale. La sua collezione ammonta ormai a più di 16.000 corna. (Grazie, Riccardo!)

Ed è tutto: io vi lascio con una GIF invernale fatta di ossicini e vi ricordo che, se proprio siete a corto di idee per i regali di Natale, magari un bel libriccino su Parigi, molto pop e colorato, può fare alla bisogna.

Philipp Wiechern, Boneflacke Collection, 2012.

R.I.P. HR Giger

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Si è spento ieri il grande H. R. Giger, in seguito alle ferite riportate durante una caduta nella sua casa di Zurigo. Aveva 74 anni.

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Giger aveva cominciato la sua carriera negli anni ’70, e verso la metà del decennio venne reclutato da Alejandro Jodorowsky come designer e scenografo per l’adattamento cinematografico di Dune: il progetto purtroppo non vide mai la luce, ma Giger, ormai fattosi notare ad Hollywood, fu scelto per disegnare i set e il look della creatura di Alien (1979). L’Oscar vinto grazie al film di Ridley Scott gli diede fama internazionale.

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Da quel momento, stabilitosi a Zurigo in pianta stabile, Giger continuò a dipingere, scolpire e progettare arredamenti d’interni e oggetti di design; i suoi quadri comparvero sulle copertine di diversi album musicali; nel 1998 aprì i battenti il Museum H. R. Giger, nel castello di St. Germain a Gruyères.

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I suoi inconfondibili e surreali dipinti, realizzati all’aerografo, aprono una finestra su un futuro oscuro e distopico: panorami plumbei, in cui l’organico e il meccanico si fondono e si confondono, dando vita ad enormi ed enigmatici amplessi di carne e metallo. Se l’idea dell’ibridazione fisica fra l’uomo e la macchina risulta oggi forse un po’  datata, l’elemento ancora disturbante dei dipinti di Giger è proprio questa sensualità morbosa e perversa, una sorta di sessualità post-umana e post-apocalittica.

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La sua opera, al tempo stesso viscerale ed elegante, è capace di mescolare desiderio e orrore, tragicità e mistero. La sfrenata fantasia di H. R. Giger, e le sue visioni infernali e aliene, hanno influenzato l’immaginario di un’intera generazione: dallo sviluppo dell’estetica cyberpunk ai design ultramoderni, dalla musica rock ai film horror e sci-fi, dal mondo dei tattoo all’alta moda.

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Ecco il link all’ HR Giger Museum.

Vibratori horror

Le nicchie di mercato ancora vuote, si sa, sono ormai poche. Così un collettivo di artisti ha deciso di colmare una delle ultime lacune del consumismo moderno, e ha avviato una società che vende al pubblico un prodotto alquanto particolare.

Il loro negozio online è divertente già a partire dal nome: Necronomicox (da Necronomicon, il famigerato libro apocalittico inventato dalla fervida fantasia di H. P. Lovecraft, e cocks, vale a dire – scusate il termine – “cazzi”).

Ma è il prodotto venduto che è assolutamente weird: si tratta di vibratori, o meglio di dildi, che ricordano creature aliene vicine all’immaginario lovecraftiano. Questi oggetti di piacere sessuale che ricordano l’iconografia di film come Alien, o le fattezze di mostri classici come Chtulhu, sono adattabili alle diverse esigenze estetiche, e vengono proposti in tre fasce di prezzo a seconda della quantità di colori utilizzati.

Ecco la versione zombi di un comune fallo in gomma.

Cercando di diversificare e ampliare l’offerta, gli artisti di Necronomicox hanno in programma di proporre ulteriori gadget, sempre nuovi, per riempire di orrore e di mistero le vostre seratine intime. I prezzi sono un po’ altini, ma via, la novità vale la spesa. E, come idea regalo, sarebbe quantomeno originale.

Il sito ufficiale di Necronomicox.

Buon compleanno Ed Wood!

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85 anni fa, il 10 ottobre 1924, nasceva Edward D. Wood Jr., l’uomo passato alla storia come il peggior regista di tutti i tempi. In questi 85 anni, molti sono stati i candidati pronti a strappargli il poco ambito titolo. Eppure Wood ha sempre dimostrato di avere qualcosa in più dei suoi tanti, pessimi colleghi: un amore incondizionato per il cinema, e per il raccontare storie. Il fatto che non ne fosse assolutamente capace non fa che aggiungere fascino ai suoi brutti film.

Per quanto tecnicamente risibili, infatti, le sue pellicole hanno un sapore naif che è difficile trovare altrove: se di registi negati, anche peggiori di Ed Wood, si potrebbe forse riempire un elenco del telefono, nessuno avrà mai l’amalgama inimitabile riscontrabile nelle sue pellicole.

Film orrendi per palati fini e per cinefili, le sue opere tentano maldestramente di inserirsi nel filone degli shockers degli anni ’40 e ’50, quando il genere era già ormai in declino. A partire da Glen or Glenda, del 1953, con povertà di mezzi, una tecnica inesistente, e basandosi su idee e plot quantomeno infantili, Wood continuò ad inanellare una serie di film definibili soltanto dall’espressione inglese so bad it’s good (talmente brutti da essere belli).

Non staremo qui a parlare ancora di Plan 9 From Outer Space, ritenuto il suo capolavoro, con i celeberrimi dischi volanti che penzolano dai fili di nylon o con la controfigura di Bela Lugosi più improbabile della storia; ormai, anche grazie al biopic di Tim Burton del 1994, quasi tutti conoscono le peculiarità dell’opera. Lasceremo invece la parola al film stesso, in questa selezione di citazioni dalla sceneggiatura.

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Criswell: Saluti, amico mio. Siamo tutti interessati al futuro, perché è là che io e voi passeremo il resto della nostra vita.

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Criswell: Amico mio, hai visto questi fatti basati su testimonianze giurate. Puoi forse provare che non siano successi? Magari sulla strada di casa passerai di fianco a qualcuno, nel buio, e non lo saprai mai, perché verrà dallo spazio profondo.

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Lt. Harper: Una cosa è sicura: l’Ispettore Clay è morto – assassinato – e qualcuno deve esserne responsabile!

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Criswell: [voce narrante] Al funerale del vecchio, nascosta dagli sguardi dei partecipanti, la sua MOGLIE MORTA stava guardando!

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Col. Edwards: Questa è la storia più fantastica che io abbia mai sentito.
Jeff: Ed è vera, anche, fino all’ultima parola.
Col. Edwards: Quella è la parte fantastica.

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Becchino: Hai sentito niente?
Becchino: Mi è sembrato di sì.
Becchino: Non mi piace sentire rumori, specialmente quando non dovrebbero essercene.

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Paula Trent: Non ti ho mai visto in questo stato d’animo, prima d’ora.
Jeff Trent: Immagino sia perché non sono mai stato in questo stato d’animo prima d’ora.

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Col. Tom Edwards: Perché è così importante che volete contattare i governi della nostra Terra?
Eros: Per via della morte. Perché tutti voi della Terra siete idioti.
Jeff Trent: Aspetta un attimo, amico.
Eros: No, aspetta un attimo tu. All’inizio era il fuoco d’artificio, un esplosivo innocuo. Poi la vostra granata: avete cominciato a uccidervi tra di voi, pochi alla volta. Poi la bomba. Poi una bomba più grande: molte persone venivano uccise in un solo momento. Poi i vostri scienziati capitarono sulla bomba atomica, e divisero l’atomo. Poi la bomba ad idrogeno, con cui fate esplodere l’aria stessa. Ora potete organizzare la distruzione totale dell’intero universo che ruota attorno al nostro sole: l’unica esplosione che vi rimane è la Solaranite.
Col. Tom Edwards: Macché, non esiste neanche.

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L’Alieno Imperatore: Piano 9? Ah, sì. Il Piano 9 si occupa della resurrezione dei morti. Elettrodi a lunga distanza inseriti nelle ghiandole pineali e pituitarie dei morti di recente.

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General Roberts: [il Generale sta spiegando perché la trasmissione da parte alieni è caduta] Il contatto è perso definitivamente. Le condizioni atmosferiche nello spazio profondo spesso interferiscono con le trasmissioni.

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Eros: [rivolto alla sua collega aliena] Sai, è una cosa interessante se ci pensi bene… la gente della Terra, che può pensare, è così spaventata da coloro che non possono farlo: i morti. Beh, la nostra navicella dovrebbe essersi ricaricata. È meglio se cominciamo.

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Col. Tom Edwards: Per un periodo abbiamo cercato di contattarli via radio ma nessuna risposta. Poi attaccarono una città, una piccola città, lo ammetto, ma comunque una città di persone, persone che sono morte.

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Lt John Harper: Era un disco.
Patrolman Larry: Un disco volante? E cosa glielo fa dire?
Lt John Harper: Ti ricordi il rumore che abbiamo sentito l’altra notte?
Patrolman Larry: Ci ha gettato a terra, come potrei dimenticarlo?
Lt John Harper: Esattamente, ma non ti stai ricordando il suono vero e proprio.
Patrolman Larry: Si sbaglia, Tenente. Sono d’accordo con lei che questo suono è simile, ma che mi dice della luce accecante?
Lt John Harper: Beh, non l’hai mai sentito dire? Tante volte un disco volante non brilla, e non ha nessuna luce.
Patrolman Larry: Questo prova che lei ha ragione! Cosa facciamo ora, Tenente?

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Paula Trent: Caro, non preoccuparti. I dischi volanti sono lassù. Il cimitero è là fuori. Ma io sarò chiusa a chiave qui dentro.

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Air Force Captain: Visite? Questo implica dei visitatori.

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Eros: Non vi serviranno le pistole.
Jeff Trent: Beh, forse noi pensiamo che ci servano.

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Eros: [con estremo disgusto] Vedete? Vedete?! Le vostre stupide menti! Stupide! Stupide! Stupide!

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Frasi di lancio del film:

  • Indicibili orrori dallo spazio profondo paralizzano i viventi e fanno risorgere i morti!
  • Alieni resuscitano i morti! Dischi volanti su Hollywood!

Persi per persi…

…meglio perversi. Questo devono essersi detti William Shatner (che già una volta su questo blog aveva dato sfoggio dei suoi slanci recitativi) e l’anonimo omino assurdamente mascherato da alieno, prima di recitare questa sequenza divenuta classica nell’era di Internet.

Con tutta probabilità, la peggiore scena di combattimento della Storia. Direttamente da Star Trek.