Hardcore Wrestling

Ormai da diversi decenni, il wrestling è uno degli sport di maggior successo a livello mondiale. Alcune icone sportive, come Rey Misterio, Hulk Hogan, Eddie Guerrero o Ultimate Warrior, sono conosciute anche a chi non è uno spettatore abituale degli incontri di wrestling.

A partire dagli anni ’90, per assicurare spettacolarità e audience, alcune società cominciarono a dedicarsi ad un genere di lotta che privilegiasse lo scontro cruento e un tipo di show sopra le righe. Comprendendo che il sangue, e il pericolo della sfida senza esclusione di colpi, facevano grande presa sul pubblico, alcune league si specializzarono in spettacoli ultraviolenti e dal forte impatto visivo.

Questo tipo di incontri, estremamente fisici e sanguinosi, continua tutt’oggi, grazie a leghe quali la nipponica Big Japan Pro Wrestling, o l’americana Combat Zone Wrestling. I wrestler molto raramente combattono a mani nude. È infatti permesso l’utilizzo di  elaborate e fantasiose armi improprie (spesso preparate a bordo ring) quali lampade al neon, croci ricoperte di filo spinato, assi, sedie, lastre di vetro, cactus, e chi più ne ha più ne metta.

L’abilità del wrestler, a questo punto, non risiede più tanto nella tecnica di lotta, quanto nella sua resistenza al dolore, nella teatralità delle sue reazioni, e nelle abilità di stuntman che dispiega.

Sarà vero? Sarà falso? Il filo spinato sarà di autentico ferro? I vetri non saranno magari fatti di quella pasta di zucchero utilizzata sui set cinematografici, quando Bruce Willis deve sfondare una vetrina? In fin dei conti, che importa? Ciò che rimane è lo spettacolo, sempre più grandguignolesco, dei lottatori – novelli gladiatori alla ricerca dello shock e delle potenti emozioni del sangue, che intrattengono una folla in visibilio. La nostra società ha sempre progettato valvole di sfogo per la violenza. Da un certo punto di vista, it’s only show-biz… o forse la violenza tocca le nostre corde più profonde?

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