Bizzarro Bazar Contest!

Oggi è il compleanno di Bizzarro Bazar, che compie otto anni!
(Il libretto sanitario dei miei gatti mi informa che 8 anni felini corrispondono circa a 48 anni umani; chissà se esiste un calcolo analogo per i blog, le cui aspettative di vita sono molto inferiori a quelle di un micio.)

Per festeggiare il traguardo assieme a voi, ho pensato di coinvolgervi in un piccolo gioco: diamo il via al nostro primo Bizzarro Bazar Contest!

Fate volare la vostra fantasia più “strana, macabra e meravigliosa” e inventatevi qualcosa che abbia a che fare con Bizzarro Bazar.

Non voglio specificare cosa dev’essere quel qualcosa: disegni, fumetti, dipinti, fanart, caricature, fotografie, selfie, ma anche video, poesie, canzoni… in breve, qualsiasi stramberia vi suggerisca la vostra creatività.

La modalità di partecipazione è la seguente:

  1. Creare un contributo originale che faccia riferimento esplicito a Bizzarro Bazar: intendo dire che Bizzarro Bazar (il sito, il logo, una pubblicazione, al limite perfino la barba del sottoscritto!) dovrebbe essere raffigurato/menzionato all’interno del lavoro;
  2. Postare il lavoro su Facebook, Instagram o Twitter utilizzando l’hashtag #bizzarrobazarcontest — in alternativa, inviarlo via mail;
  3. Aspettare il 10 Settembre fiduciosi;
  4. Ricordare che lo chiamo contest, ma non è questione di competere — l’idea è di dare libero sfogo alla vostra creatività più “morbosetta”, festeggiare questi primi 8 anni di weirdness, e soprattutto divertirci fra amici!

Saranno assegnati 3 premi:

1° premio: Un libro della Collezione Bizzarro Bazar a scelta con dedica + BB shopper + surprise gift pack
2° premio: Un libro della Collezione Bizzarro Bazar a scelta con dedica + BB shopper
3° premio: Un libro della Collezione Bizzarro Bazar a scelta con dedica

I migliori lavori non classificati saranno comunque pubblicati su Bizzarro Bazar con link ai siti/profili degli autori.

Ok, scatenate l’inventiva e ricordate che la deadline è il 10 Settembre.
Keep The World Weird!

Le fantasiose tombe di Ischia

Arte, costruzione e riscatto

Articolo e foto a cura del nostro guestblogger Mario Trani

L’Isola d’Ischia, perla del golfo di Napoli, serba un segreto.
È come un raptus, una devianza forse dovuta allo spazio vitale così limitato dal mare o forse originatasi da un desiderio istintivo di marcare il territorio: è la piaga della frauca, ovvero “il flagello edificatorio”.

L’Isclano non è considerato tale (dalla comunità locale come da se stesso) se non edifica, non costruisce, non erige.
Basta almeno un massetto, un muro a secco, un secondo piano o un quartierino per il figlio in età da matrimonio; sempre rigorosamente abusivi, a dispetto delle rigide ed asfissianti norme in materia, che strozzano le sue velleità cementifere e spesso lo costringono a coatti abbattimenti di quanto eretto con fatica.

Non vi è famiglia che sia sprovvista di un esperto in questo mestiere, anzi, spesso anche più di un componente è mastro fraucatore o mezza cucchiara.
Ma la zona franca, il limbo legis dove le brame edificatorie dell’isclano medio trovano la maggiore libertà di espressione, è quello dell’estremo riposo.

Passeggiare tra i viali del cimitero del Comune di Ischia comporta la sorprendente scoperta di tombe realizzate (ovviamente dagli stessi eredi del defunto) con materiali prelevati dalla terra natia: pietre laviche del vulcanico Monte Epomeo, sassi levigati dai bagnasciuga e prelevati dalle numerose spiagge, o ancora conchiglie e sconcigli; pietre rotolate nel torrente Olmitello o pizzi bianchi di origine carsica.

conchiglie della mandra

tronco d'albero tagliato nella sua sede originale come verticale della croce

pietre levigate del bagnasciuga

pietre bianche dei pizzi bianchi

conchiglie e pietre levigate del bagnasciuga

pietra lavica del monte epomeo2

pietre levigate del torrente olmitello

Altre tombe sono invece adornate da residui o rimanenze di costruzioni abusive, come ad esempio mattoni o piastrelle inutilizzate.

materiali vari-- (1)

materiali vari-

spezzoni di piastrelle

porfido da giardino

materiali vari

piastrelle3

mosaici da piastrelle

mattoni

Impossibile trovare una tomba uguale a un’altra, in questa fantasia di materiali e di colori. Vi è però una speciale categoria stilistica di arte funebre, riservata a chi fu pescatore.
Infatti per i defunti che in vita, faticosamente, sfidarono il mare in cerca del pescato per la sopravvivenza e il benessere della propria famiglia, viene abitualmente edificata una tomba a forma di gozzo, l’imbarcazione tipica dei pescatori ischitani.

gozzi1

Gozzi3

Gozzi2

Gozzi4

Gozzi5

Di fronte a una simile, toccante manifestazione di estremo addio, la commozione si mescola all’apprezzamento per la spontanea creatività di questi artigiani. Ma le tombe sembrano essere un ultimo ironico riscatto, da parte del popolo di Tifeo; una rivincita di quella smania di esprimersi costruendo – con cemento e calcestruzzo – che costantemente fu repressa in vita.

modernismo (1)