Safety videos

StaplerfahrerCoverBluray_461_658

Nel 2001, i due registi tedeschi Stefan Prehn e Jörg Wagner firmano il cortometraggio Staplerfahrer Klaus.

Si tratta di una gustosissima e scorretta parodia dei video per la prevenzione degli incidenti sul lavoro, quelli per intenderci che dovrebbero ammonire gli operai dei rischi che corrono quando non rispettano le norme di sicurezza. Ovviamente quello che comincia come un classico filmato aziendale si trasforma ben presto in una sarabanda splatter, scatenata e cartoonesca.

Le disavventure di Klaus sul suo muletto sono divertenti, non c’è dubbio. Eppure se pensate che il corto sia un po’ troppo sopra le righe, aspettate di vedere i prossimi due video: perché qui l’effetto è pressoché simile, ma l’umorismo totalmente involontario.

Entra in scena la ERI Safety Videos, una società di produzione video che ha sede a Lexington, in South Carolina. Specializzata da 25 anni negli spot sulla sicurezza, all’epoca di internet è diventata a suo modo famosa per la qualità grandguignolesca e trash dei suoi filmati: una sequela di incidenti mortali, mutilazioni e catastrofi. Se Prehn e Wagner nel loro corto giocavano sull’idea di mostrare in dettaglio le conseguenze raccapriccianti degli incidenti (cosa che normalmente i safety video suggeriscono soltanto), i video della ERI fanno un passo oltre. Sembrano già, cioè, delle parodie: vorrebbero spaventare e scioccare lo spettatore, ma il massacro è talmente insistito e compiaciuto che l’unica reazione naturale è la risata.

https://www.youtube.com/watch?&v=BswkYHQSLrQ

Attenzione, perché le cose peggiorano ulteriormente in quest’ultimo filmato, sempre ad opera di ERI Safety Videos. Qui la consueta carneficina è sottolineata da una canzone, Think About This, appositamente composta e arrangiata per l’occasione. Dire che il brano in questione aggiunge un ulteriore livello di orrore è un eufemismo. E, meraviglia delle meraviglie, potete canticchiarla anche voi in stile karaoke, grazie al testo in sovrimpressione. Si sfiora il capolavoro.

Dopo aver visto questi video, emerge luminosa una sacrosanta morale: non bisogna mai, MAI andare a lavorare, gente.

Slow Life

Slow Life è un ipnotico e spettacolare video realizzato da Daniel Stoupin, specializzato in macrofotografia, e ci mostra le meraviglie della barriera corallina come non le abbiamo mai viste.

Il filmato si concentra proprio su quelle specie viventi (coralli e spugne) i cui movimenti sono troppo lenti per essere percepiti da un osservatore umano; con la tecnica del time lapse, però, il mondo subacqueo “prende vita” magicamente, come un pulsante panorama alieno. Nelle parole dell’autore:

Gli organismi viventi più importanti, che giocano un ruolo chiave nella biosfera, possono non sembrare particolarmente eccitanti per quanto riguarda il movimento. Piante, funghi, spugne, coralli, plankton e microorganismi rendono possibile la vita sulla Terra e svolgono tutto il lavoro biochimico fondamentale. Proprio come tutte le altre forme di vita, sono dinamici, mobili e fondamentalmente hanno le stesse proprietà motorie che abbiamo noi. Crescono, si riproducono, si moltiplicano, si muovono verso le fonti di energia, e lontano dalle condizioni sfavorevoli. Eppure, la loro velocità sembra essere fuori sincrono con la nostra limitata percezione. Il nostro cervello è equipaggiato per comprendere e seguire eventi veloci e dinamici, specialmente quei pochi che accadono a velocità simili alla nostra. In un mondo di predatori scattanti e prede in fuga, eventi in cui possono volerci minuti, ore, o giorni per notare un cambiamento sono più difficili da cogliere.

Il lavoro compiuto da Stoupin è impressionante soprattutto se si pensa che la macrofotografia ha normalmente il limite di una ristrettissima profondità di campo; è possibile, cioè, mettere a fuoco soltanto una piccola parte del soggetto ripreso. Per questo motivo ogni singolo fotogramma di Slow Life è in realtà composto da una quantità variabile fra i 3 e i 12 scatti diversi, in seguito fusi in un’unica immagine in modo da ottenere una maggiore profondità di campo. È facile comprendere l’enorme mole di lavoro che comporta l’utilizzo di questa tecnica, chiamata focus stacking, se applicata ai 25 fotogrammi necessari a completare un solo secondo di video.

Il time lapse rivela un mondo interamente differente, pieno di movimenti ipnotici, e la mia idea era di rendere la vita della barriera corallina più spettacolare e quindi più vicina alla nostra consapevolezza. Avevo un progetto molto più ambizioso in mente. Ma dopo molti mesi passati ad elaborare centinaia di migliaia di foto e a cercare di catturare vari elementi del comportamento delle spugne e dei coralli, ho compreso che devo fare un passo alla volta. Per ora, la clip si concentra soltanto sulla bellezza dei “paesaggi” microscopici sulla barriera. I pattern e i colori di questo tipo di fauna, sotto la lente, non assomigliano in nulla agli ambienti terrestri.

Ecco lo straordinario blog fotografico di Daniel Stoupin.

Quando muore una balena

Quando una balena morta si adagia sul fondo dell’oceano l’enorme mole della sua carcassa procura cibo a una moltitudine variegata e impressionante di animali. Il cortometraggio che vi proponiamo, diretto da Sharon Shattuck e Flora Lichtman, e animato con semplici ritagli di cartone, mostra questa straordinaria “vita dopo la morte” di un cetaceo. Come spiega il cartello finale del filmato: “Una balena può vivere dai 50 ai 75 anni. Una balena può sostentare una comunità di organismi per 50-75 anni dopo la morte“.

[vimeo http://vimeo.com/29987934]

Ed ecco un filmato in time-lapse che mostra la decomposizione di una foca: più piccola di una balena, certamente, ma altrettanto preziosa per chi potrà sopravvivere grazie alle sue carni.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HG17TsgV_qI]

Giochi pericolosi

Kids, don’t try this at home. “Bambini, non provate a rifarlo a casa vostra”, questo è il classico ammonimento che veniva lanciato dagli show televisivi in cui alcuni stuntman professionisti eseguivano pericolose acrobazie. Oggi potrebbero essere i ragazzini ad insegnare qualcosa agli stuntman…

Tutti noi da giovani abbiamo fatto le nostre “bravate”, come le chiamavano i genitori, per metterci in mostra con le ragazze o con gli amici; si tratta in egual misura di atti di ribellione, di auto-affermazione, e in alcuni casi di veri e propri rituali moderni di iniziazione per dar prova di coraggio e dimostrare di essere entrati nell’età adulta. Ma con la smania odierna di “apparire” e ottenere quei famosi 15 minuti di celebrità preconizzati da Warhol, e con la facilità di documentare le proprie imprese eroiche e condividerle, si assiste oggi a un’escalation di video che in molti definiscono preoccupante. Questi filmati fanno il giro del mondo in poche ore e diventano immediatamente fra i più visti sulla rete.

Non ci interessa disquisire di etica, educazione o altro – ognuno è libero di giudicare queste cose con la severità o la permissività che preferisce. Come sempre, su Bizzarro Bazar, cerchiamo argomenti e immagini che possano provocare un’emozione, stupire e magari far riflettere. Per questo vi proponiamo una minima selezione dei più spettacolari ed estremi video in circolazione.

Se non altro, potreste mostrarli ai vostri genitori: serviranno a mettere nella giusta prospettiva quella vostra vecchia “bravata” che ancora oggi vi rinfacciano…

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=NxIzLgN6rGs]

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=57pxHRAeztE]

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=IIFZcsVcRH8]

Primati che volano

Siamo abituati a vedere sulla rete dozzine di video adrenalinici degli sport più estremi (base jumping, bunjee, ecc.), con le loro evoluzioni da capogiro, accompagnate da brani musicali epici ed elettrizzanti. Ma in questo filmato promozionale per il Melbourne Skydive Center, il regista ha deciso di puntare tutto su un’atmosfera completamente diversa. E il risultato toglie il fiato.

[vimeo http://vimeo.com/22428395]

(Scoperto via The Imaginary Foundation)

Distruzione in slow-motion

Abbiamo già mostrato l’effetto di un pugno su un volto umano in slow-motion. Guardate ora questo video che mostra diversi materiali distrutti al rallentatore. Particolarmente interessante è la mano del karateka che spezza un blocco di cemento: le dita mostrano un’inaspettata elasticità all’impatto.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=XAwS6dR9Hto]