The Dangerous Kitchen – II

Continuiamo il nostro viaggio attorno al mondo alla ricerca delle prelibatezze culinarie più esotiche e raffinate. Oggi ci spostiamo nel sud est asiatico per assaggiare il “Re dei Frutti”: il durian.

Il durian è il frutto di un albero gigantesco, chiamato durio, che si può sviluppare anche fino a 50 metri di altezza. Se le api e le farfalle impollinano i fiori delle nostre piante da giardino, con questo colosso verde il compito tocca ai pipistrelli. E così, a circa tre mesi dall’impollinazione, ecco che sui rami del durio cresce quello che sarà il vostro prossimo dessert.

Aperta la scorza piena di spine, il cuore commestibile del frutto è insolitamente cremoso: il gusto di questa densa pasta giallastra ricorda le mandorle, ma con un retrogusto acidulo che ha sentori di senape o cipolla. Secondo alcuni avrebbe anche un leggero sapore di formaggio. Ma non è il gusto il problema del durian: è l’odore.

L’odore del durian è stato di volta in volta descritto in molti modi. Alla maggioranza delle persone ricorda l’odore dolciastro e nauseabondo della putrefazione della carne. C’è chi l’ha paragonato agli effluvi fognari, alle acque di scolo, alla trementina, alle cipolle marce, al vomito, al pungente lezzo di sudore, allo sterco di animale. Quello che è certo è che è decisamente spiacevole, anche quando il frutto è ancora chiuso, e per alcuni sarebbe il più terrificante odore al mondo.

La puzza del durian è così acre e appestante che a Singapore è vietato per legge introdurre il mefitico frutto sui mezzi di trasporto pubblici. Durante la crescita stagionale del durian, molte città fra la Tailandia, il Borneo e l’Indonesia vengono invase dall’inconfondibile aroma. Eppure se il durian è chiamato “il Re dei frutti”, un motivo forse c’è.

Gli appassionati di questa prelibatezza giurano che, una volta acquisito il gusto per il durian, non è possibile tornare indietro. È rimasta celebre, ad esempio, la descrizione che ne ha dato il naturalista Alfred Russel Wallace nel 1856:

Le cinque celle sono vellutate di bianco all’interno, e sono riempite con una densa polpa di color crema […]. Questa polpa è la parte commestibile, e la sua consistenza e il suo gusto sono indescrivibili. Una ricca senape aromatizzata alla mandorla dà la migliore idea generale, ma ci sono occasionali ondate di sapore che fanno pensare alla crema di formaggio, alla salsa di cipolle, allo sherry e ad altri sorprendenti abbinamenti. E infine c’è la morbidezza appiccicosa della polpa che è davvero unica, e che fa del durian una squisitezza. Non è né acido né dolce né succoso; eppure non ha bisogno di queste qualità, perché è perfetto così com’è. Non produce alcuna nausea o altri effetti negativi,  e più lo mangi e meno vorresti fermarti. In realtà, mangiare il durian è una sensazione nuova e un’esperienza che da sola vale un viaggio in Oriente“.

In Asia il durian è servito fresco, oppure come contorno, ma anche cotto in padella, o abbinato a riso cotto nel cocco; in Indonesia è usato come aroma per un gelato tradizionale, e addirittura nella preparazione di un più moderno (e originale) cappuccino. Insomma, non vi mancherà certo occasione di assaggiare questa prelibatezza – ricordatevi soltanto di mettere in valigia una molletta per il naso.

Per concludere, ecco un divertente filmato in cui i ragazzi della trasmissione Braniac cercano di “misurare” l’odore del durian, inscenando una particolare gara di resistenza.

Capre sugli alberi

In Marocco, le capre hanno imparato a scalare gli alberi.

Le capre sono ghiotte dei frutti dell’argania, una varietà di albero endemica del Marocco. Dai frutti vengono ricavati due tipi di olio, uno per uso cosmetico e uno per uso alimentare. I guardiani devono tenerle a distanza fino alla completa maturità del frutto, nel mese di luglio.

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