Uomini aragosta

L’ectrodattilia è una malformazione genetica che risulta nell’assenza o nello sviluppo incompleto delle dita: il numero di dita può essere inferiore alla norma, oppure alcune dita risultano “saldate” assieme. La forma forse più appariscente di ectrodattilia è quella che comporta la cosiddetta schisi mediana, vale a dire che la mano è aperta in due fino al polso, per un arresto dello sviluppo in fase embrionale. Questo tipo di malformazione può interessare sia le mani che i piedi, e oggi vi si può porre rimedio tramite chirurgia plastica entro il primo anno d’età.

Questo tratto genetico è trasmissibile e, sembrerebbe, dominante. Uno dei primi accenni all’ectrodattilia risale addirittura al 1685, quando in un remoto paesino scozzese, Wigtown, due donne vennero giustiziate per dissenso religioso. Si racconta che, nonostante le richieste di pietà e le dichiarazioni di innocenza, il boia le annegò crudelmente nel fiume Bladnoch. Una delle due donne, mentre annegava, chiese ai granchi del fiume di maledire il boia, che poco tempo dopo diede alla luce un bambino “con mani da granchio”. Il tratto somatico venne trasmesso di generazione in generazione per 300 anni.

Ma l’ectrodattilia fece anche la fortuna di quanti, affetti da questa malattia, decisero di sfruttarla per assicurarsi una vita decorosa. Pare che il primo uomo ad adottare il soprannome di lobster boy (“ragazzo aragosta”) sia stato Fred Wilson, bisecato alle mani e ai piedi, nato nel 1866 a Somerville, Massachussetts. Purtroppo poche informazioni ci rimangono di lui, tranne alcune foto sbiadite.

Ma la vera e propria star, l’uomo aragosta per antonomasia, sarebbe nato soltanto molti anni dopo, nel 1937 a Pittsburgh. Si chiamava Grady Stiles Jr., e proveniva da una famiglia che aveva una lunga tradizione di ectrodattilia. William Stiles era stato il primo, nel 1805, a nascere con le mani e i piedi divisi, seguito da Jacob Stiles, Elisha Stiles e Grady Stiles Sr. Quest’ultimo era già artista in un sideshow quando sua moglie diede alla luce il piccolo Grady Jr., così decise di includere il figlioletto nel suo spettacolo già da una tenera età.

La malformazione di Grady Stiles Jr. era piuttosto drammatica: il ragazzo non poteva camminare, quindi cominciò ad utilizzare mani e ginocchia per deambulare, sviluppando così un’incredibile forza negli arti superiori. Crebbe comunque sano, si sposò due volte ed ebbe quattro figli, due dei quali (Cathy e Grady III) affetti da ectrodattilia. Il successo era enorme, soprattutto quando tutti e tre si esibivano come la “famiglia aragosta”.

Così il tempo passava, e i suoi spettacoli erano tra i più celebri d’America. Ma dentro le mura domestiche, non tutto brillava come sul palcoscenico. Grady era violento e dedito all’acol, e usava la sua incredibile forza per picchiare continuamente moglie e figli. Nel 1978 avvenne l’irreparabile. La notte prima del matrimonio della sua figlia più vecchia, Donna, con un uomo che lui non approvava, Grady uccise con una fucilata lo sposo.

Il processo fu un evento mediatico. Grady ammise pubblicamente l’assassinio, e non si mostrò granché pentito. Utilizzò la sua disabilità a proprio favore, e fece bene: la giuria reputò che non vi fossero strutture carcerarie adeguate per garantire l’assistenza per una malformazione di simile gravità, e decise di condannarlo a 15 anni di libertà vigilata. Tornato a casa, per la famiglia l’incubo ricominciò. Esultante e reso “invincibile” dalla prova giudiziaria superata, Grady Stiles scatenò la sua furia senza più freni. “Ho già ucciso, e l’ho fatta franca; posso farlo di nuovo”, era divenuta la sua minaccia preferita. Così, un giorno di novembre del 1993, la famiglia decise che ne aveva avuto abbastanza. Assoldò un sicario che sparò tre colpi di pistola in testa all’uomo aragosta, mentre stava guardando la televisione.

La mandante dell’omicidio, la moglie Maria, al momento della condanna a 12 anni di carcere dichiarò di sentirsi sollevata, perché la sua famiglia ora era al sicuro. “Grady ci avrebbe uccisi tutti”.

La figlia Cathy è oggi sposata, e ha una figlia con ectrodattilia di nome Misty. Assieme al fratello Grady III e alla figlia si esibiscono ancora saltuariamente. Cathy ha intrapreso la carriera di attrice ed è apparsa in Big Fish di Tim Burton, in Sisters di Brian DePalma e in un episodio della splendida serie HBO, Carnivale.

Anche Grady III è sposato, ma sua figlia Sara non è affetta da ectrodattilia.

La sindrome dell’ “uomo aragosta” è molto rara, e colpisce approssimativamente un bambino su 90.000. Eppure, fra i Vadoma dello Zimbabwe, questa malattia genetica colpisce 1 bambino su 4.

Considerati una leggenda fino agli anni ’50, i Vadoma sono l’esempio perfetto di una mutazione genetica perpetratasi a causa del totale isolamento in cui vivono, e del divieto di sposare qualcuno al di fuori della tribù. Ma, vista l’altissima incidenza, fra queste persone la malformazione non è vista come qualcosa di strano o meraviglioso: è semplicemente una caratteristica come un’altra, come da noi possono essere i capelli rossi o biondi.

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Nuovo record

La piccola Lei Yadi Min, che ha poco più di un anno, è nata con 12 dita delle mani e 14 dita dei piedi. Vive con la madre e la sorella nel sobborgo di South Okkalarpa a Yangon (ex Rangoon), in Myanmar (ex Birmania).

Questa bellissima bambina entrerà nel Guinnes dei primati 2012 proprio grazie a questa sua particolarità fisica. Attulmente il record è detenuto da due bimbi indiani di 5 e 15 anni di età, con 12 dita delle mani e 13 dita dei piedi.

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