Head Over Heels

Timothy Reckart è un regista di animazione, a breve nelle sale con il suo primo lungometraggio per bambini, Gli eroi del Natale. Il suo cortometraggio di diploma alla National Film and Television School di Londra, intitolato Head Over Heels (2012), è stato presentato al Festival di Cannes, ha vinto oltre trenta premi e nel 2013 è stato nominato come miglior corto d’animazione agli Oscar.

A prima vista il cortometraggio, realizzato in stop motion, segue una parabola tutto sommato risaputa: parte da una premessa surreale, e ne esplora tutte le possibili implicazioni. Eppure c’è di più.
A rendere davvero coinvolgente la visione è la raffinata caratterizzazione dei personaggi, che evita sapientemente le trappole del romanticismo mainstream. La coppia di anziani protagonisti si trova ad affrontare una quotidianità fatta di reciproche insofferenze e meschini sgarbi, in un momento in cui ogni affetto sembra essere perduto; con straordinaria delicatezza, Reckart tesse una piccola allegoria sulle glaciazioni che ogni storia sentimentale inevitabilmente può subire.

Ma ogni crisi ha due facce, è al tempo stesso distruttiva e feconda, e può essere sfruttata per ripartire.
Nelle parole del regista,

quando due persone sono innamorate, non è mai quell’ingranaggio perfetto che si vede nei film di Hollywood, i momenti non si incastrano tutti perfettamente, bisogna impegnarsi e adattarsi di continuo […]. Sono persone diverse, e devono costantemente rinnovare lo sforzo per rimanere insieme. E in realtà sono proprio le differenze e le difficoltà che danno modo di mostrare l’amore che provano l’uno per l’altra.

Cadaver

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Il giorno in cui sua sorella, studentessa alla Northwestern University di Chicago, doveva eseguire la prima autopsia della sua vita, Jonah Ansell le dedicò una piccola, estemporanea poesia per rallegrarla e celebrare quel momento importante verso la sua carriera di medico.
Mia sorella riuscì con successo ad aprire il suo cadavere. Io mi dedicai con successo ad altri progetti. Un anno passò. Ma qualcosa continuava a riportarmi indietro e a farmi riesaminare quella poesia. Dietro alla rima che solleticava l’orecchio, si nascondeva un testo che affrontava una verità“, ricorda Jonah.

E così nacque Cadaver (2013), cortometraggio di animazione pluripremiato e proposto per gli Oscar, arricchito dalle voci dei due grandi attori Christopher Lloyd e Kathy Bates. Si tratta di una storia ironica, malinconica e dal fascino particolare: un uomo convinto che l’amore vinca perfino la morte, è pronto a fare un disperato tentativo per donare il proprio cuore alla persona per lui più importante. Ma diverse rivelazioni sono all’orizzonte, perché da morti si possono scoprire cose che si ignoravano in vita… e anche un happy ending potrebbe in realtà nascondere nuove illusioni e nuovo dolore.

Per questo Jonah Ansell ci tiene a condividere il suo lavoro “con chiunque si sia ritrovato con il cuore spezzato – e con chiunque abbia spezzato un cuore. È una storia per romantici pieni di speranza. È una storia per i più duri fra i cinici“.

Il cortometraggio è stato pubblicato anche sotto forma di libro d’illustrazione (Cadaver: A Bittersweet Love Story) e, se le cose vanno per il verso giusto, potrebbe perfino diventare un lungometraggio musical. Ecco il sito ufficiale del film.

R.I.P. HR Giger

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Si è spento ieri il grande H. R. Giger, in seguito alle ferite riportate durante una caduta nella sua casa di Zurigo. Aveva 74 anni.

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Giger aveva cominciato la sua carriera negli anni ’70, e verso la metà del decennio venne reclutato da Alejandro Jodorowsky come designer e scenografo per l’adattamento cinematografico di Dune: il progetto purtroppo non vide mai la luce, ma Giger, ormai fattosi notare ad Hollywood, fu scelto per disegnare i set e il look della creatura di Alien (1979). L’Oscar vinto grazie al film di Ridley Scott gli diede fama internazionale.

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Da quel momento, stabilitosi a Zurigo in pianta stabile, Giger continuò a dipingere, scolpire e progettare arredamenti d’interni e oggetti di design; i suoi quadri comparvero sulle copertine di diversi album musicali; nel 1998 aprì i battenti il Museum H. R. Giger, nel castello di St. Germain a Gruyères.

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I suoi inconfondibili e surreali dipinti, realizzati all’aerografo, aprono una finestra su un futuro oscuro e distopico: panorami plumbei, in cui l’organico e il meccanico si fondono e si confondono, dando vita ad enormi ed enigmatici amplessi di carne e metallo. Se l’idea dell’ibridazione fisica fra l’uomo e la macchina risulta oggi forse un po’  datata, l’elemento ancora disturbante dei dipinti di Giger è proprio questa sensualità morbosa e perversa, una sorta di sessualità post-umana e post-apocalittica.

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La sua opera, al tempo stesso viscerale ed elegante, è capace di mescolare desiderio e orrore, tragicità e mistero. La sfrenata fantasia di H. R. Giger, e le sue visioni infernali e aliene, hanno influenzato l’immaginario di un’intera generazione: dallo sviluppo dell’estetica cyberpunk ai design ultramoderni, dalla musica rock ai film horror e sci-fi, dal mondo dei tattoo all’alta moda.

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Ecco il link all’ HR Giger Museum.

Luminaris

Luminaris (2011) è un cortometraggio diretto dal regista, grafico e animatore argentino Juan Pablo Zaramella. Il corto, girato con la tecnica della pixilation combinando attori reali con oggetti animati e sequenze in time-lapse.

La sua squisita atmosfera poetica, surreale e ironica gli ha già fruttato 250 premi attraverso il mondo, inclusa la nomination agli Oscar come miglior cortometraggio nel 2011.

[vimeo http://vimeo.com/24051768]

Ecco il sito ufficiale di Luminaris.

Il pappagallo nudo

Oscar è un pappagallo femmina della specie Cacatoa, con un piccolo problema: è affetta da una rara e contagiosa sindrome, cosicché ogni penna che nasce sul suo corpo la irrita, e la estirpa con il suo becco.

Oscar è, quindi, completamente nuda se si eccettuano alcune penne sul capo che non riesce a raggiungere con il suo becco. I veterinari le avevano dato 6 mesi di vita, ma nonostante tutto Oscar è in piena forma da 13 anni. Sa imitare Mick Jagger alla perfezione, e assicura ai volontari dell’associazione che lo ospita un quotidiano spettacolo.

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