La discoteca ideale – III

Concludiamo qui il nostro viaggio attraverso le copertine di album più weird della storia.

Il “Best Of” di Wayne Newton mostra alcuni problemi di design; José Angel, invece, vi aspetta con sguardo carico di soavi promesse.

Ecco quattro inarrivabili supereroi della musica leggera.

La faccia oscura del glam rock e della disco music: i Knorkator e i Village People.

Ritorniamo al classicismo del best-of del postino cantante, mentre Wally Whyton si fa ricoscere con “It’s me, mum!” e Harry & Terry ci deliziano con un bel live.

Con l’orchestra di elefanti di Foster Edward tutti si domandano “cosa succederà dopo”, mentre le Frivolous Five cantano di panna e altre maliziose prelibatezze.

Kjell Kraghe, quale novello Poseidone, spunta misteriosamente dal mare, ed Eilerts Jul vuole PROPRIO TE per la strenna di Natale.

Ecco la magia dal vivo di Mike Terry; nel frattempo Maddy Genets e il suo ensemble sono appena scappati dalla clinica.

I McKenthew’s non potrebbero essere più felici per le loro nuove acconciature, e il magnetico Heino si presenta puntuale con il suo bel mazzo di rose.

Ancora due copertine raffinate ed eleganti per i Birthcontrol e per gli Eulenspygel.

Ecco la meravigliosa organista senza braccia, mentre per rappresentare al meglio la categoria dei non-vedenti si fanno avanti le Braillettes.

Freddie Gage si interroga, di fronte a una lapide, sul significato della vita nel suo frizzante “All my friends are dead”. Battleaxe e Wolf, invece, farebbero meglio a cambiare disegnatore.

Affronta il difficile tabù del cannibalismo Gerhard Polt. E, infine, con un allegro “yeee-hah!” ci saluta Swamp Dogg, cavalcando via verso l’orizzonte sul suo topo albino.

F.A.Q. – Peggior Tassidermia

Caro Bizzarro Bazar, ho visto che nel tuo blog ti sei occupato spesso di tassidermia. A quale esemplare daresti il premio di “animale peggio impagliato al mondo”?

Caro lettore, la scelta è davvero ardua. Il sito Crappy Taxidermy raccoglie da anni i risultati delle peggiori tecniche tassidermiche. Ma se dovessimo scegliere, il nostro premio andrebbe senz’altro al famigerato leone di Federico I di Svezia, più per motivi storici che per effettiva bruttezza: c’è di peggio, certo, ma nessun esemplare ha alle spalle l’affascinante e umanissima vicenda che si narra a proposito di questo animale.

Regalato nel 1731 al Re svedese dal Governatore di Algeri, il leone fece andare Federico I in visibilio, tanto che lo volle conservare imbalsamato. E fin qui, niente di straordinario, se non che il tassidermista di corte, a quanto sembra, non aveva mai visto un leone. Pensate adesso all’ansia, alla pressione e all’angoscia di questo povero imbalsamatore, con il fiato del sovrano sul collo… immaginatelo mentre, a partire da quattro ossa e dalla pelle dell’animale, e magari prendendo spunto dalle raffigurazioni araldiche o da qualche vecchia pergamena naturalistica, cercava febbrilmente di risalire all’anatomia corretta del grande felino…  in lotta contro il tempo per soddisfare l’entusiasmo del Re.

Il risultato è scusabile, oppure no? Sta a voi decidere. Noi, intanto, gli assegniamo il nostro Grand Prix.

F.A.Q.: Il mio lavoro fa schifo

Caro Bizzarro Bazar, il mio lavoro fa schifo. Ci può essere un lavoro peggiore del mio?

C’è sempre un lavoro peggiore del tuo. La serie televisiva Dirty Jobs (canale di YouTube a questo indirizzo) può tirarti su il morale. Ecco l’episodio dedicato a chi pulisce gli scheletri degli animali per le esposizioni museali.

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