R.I.P. Etta James

Giovedì scorso si era spento Johnny Otis, geniale padrino del rhythm’n’blues negli anni ’50. Ieri, all’età di 73 anni, lo ha seguito una delle più grandi artiste che lui avesse mai scoperto, la spettacolare Etta James.

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Rock’n’roll con Andy Kaufman!

Il compianto genio comico americano Andy Kaufman era celebre per annullare i confini tra lo sketch di commedia e la performance artistico-teatrale. Raramente i suoi numeri facevano effettivamente ridere nel senso classico: erano una sorta di sfida con il pubblico più smaliziato, un gioco meta-teatrale che mirava a destabilizzare e a deludere ogni possibile aspettativa, per affermare la libertà assoluta dell’artista. Gli spettatori venivano beffati, sbeffeggiati, insultati e continuamente sorpresi; ogni sua esibizione era un vero e proprio esperimento sui limiti del teatro e della sua rappresentazione. Finte vecchiette che salivano sul palco simulando infarti, monologhi teatrali che continuavano, dopo l’orario di chiusura del locale, sul traghetto per Staten Island, personaggi assurdi che cantavano stonati e inascoltabili, incontri di wrestling contro femministe incattivite, finte liti e risse con altri attori, letture integrali  di testi letterari serissimi della durata di diverse ore – Kaufman metteva a dura prova i nervi dei suoi spettatori, per cercare di “risvegliarli” dal torpore del già visto.

Nel filmato che vi proponiamo, Andy Kaufman sigla forse la canzone definitiva del rock’n’roll. Un unico verso ripetuto all’infinito, nonsense eppure vagamente accusatorio: “I trusted you” – “Mi fidavo di te”.

Cosa sta facendo, qui, Kaufman? Interpreta un rockettaro sfigato, frustrato e megalomane che non sa nemmeno scrivere il testo di una canzone? Ci sta dicendo che qualsiasi messaggio si voglia inserire in un pezzo rock, diviene totalmente ininfluente, privato di ogni significato dalla continua reiterazione del mercato? Sta veramente accusando il pubblico di non avergli dato fiducia? O forse ci sta per l’ennesima volta prendendo per i proverbiali fondelli…?

E quanti, fra il pubblico, avranno intuito che erano proprio loro i protagonisti di questo sketch demenziale, e che le loro reazioni erano il vero fulcro della performance?

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