Piogge di animali



Igor: “Potrebbe esser peggio.”

Dr. Frankenstein: “E come?”

Igor: “Potrebbe piovere.”

(Frankenstein Junior, 1974)

Nel film di Mel Brooks, appena pronunciate queste battute si scatenava un temporale spaventoso. Eppure, nel mondo reale, potrebbe essere ancora peggio… potrebbero piovere animali.

Il mondo scientifico è stato a lungo scettico riguardo alle precipitazioni meteorologiche che riguardavano animali in caduta libera dal cielo, e vi ha letto per secoli un retaggio di superstizioni magico-religiose: dopotutto le storie che raccontavano di incredibili piogge di migliaia di pesci o rane o altri animali avevano il sapore apocalittico delle piaghe descritte nella Bibbia (in particolare nel libro dell’Esodo).

Con l’avvento della stampa moderna, però, le testimonianze di questi eventi straordinari sono divenute sempre più certe e affidabili, la scienza ha dovuto ammettere di fronte alla mole sempre crescente di dati che il fenomeno è quantomai reale e ha dunque rivisto con occhio più attento anche tutti i resoconti di piogge anomale che ci sono arrivati fin dal dall’antichità e dal Medioevo.

In cerca di una spiegazione per questo strano comportamento meteorologico, si sono analizzate con più cura le informazioni a nostra disposizione. Innanzitutto, le piogge di animali coinvolgono per una grossa percentuale pesci; al secondo posto, statisticamente, si piazzano le rane e i rospi; poi vengono le piogge di uccelli morti. Meno frequenti le piogge di altri tipi di animali: serpenti, gamberetti, topi, girini, e via dicendo; ancora meno frequenti le piogge di materiale organico, ossia sangue e carne fatta a pezzi.

La teoria prevalente oggi è che le piogge possano essere il risultato di un tornado. Sappiamo che alcuni di questi vortici possono generare venti di 500 km/h, capaci di risucchiare un piccolo lago, e tutto quello che contiene, in pochi minuti. Una tromba d’aria simile solleverebbe tutti i pesci e gli altri animali che vivono nelle acque tranquille di questo ipotetico specchio d’acqua,  li trasporterebbe oltre le nubi, dove gli animali verrebbero a raggrupparsi, per poi spostarsi – grazie anche alle correnti orizzontali – a decine o centinaia di chilometri di distanza dal punto di “prelievo”, e infine ricadere in massa in un’area circoscritta. Questo spiegherebbe perché gli animali che piovono dal cielo sono tutti di piccola taglia, abbastanza leggeri da subire questo crudele trattamento atmosferico.

La teoria del tornado però, nonostante sia proposta dai vari documentari naturalistici come la spiegazione ultima e certa del fenomeno, è in realtà molto dibattuta in quanto non riesce ancora a spiegare appieno alcuni dettagli. Il primo dilemma è che normalmente gli animali che cadono durante una pioggia sono tutti della stessa specie. Come farebbe il tornado a separare, per esempio, i pesci dai ciottoli, dalle alghe e dagli altri esseri viventi che ha sollevato dall’acqua? E ancora, perché quegli stessi ciottoli, alghe, fango e detriti vari non ci risulta che piovano mai dal cielo? Secondo alcuni, il vento riuscirebbe a “distinguere” e riunire i corpi di massa affine; ma come? Molte cose in un lago potrebbero avere le stesse dimensioni: i piccoli pesci potrebbero avere una massa simile ad alcuni sassi oppure alle raganelle; come mai non cadono mai assieme?

Un altro problema è costituito dal fatto che le piogge non sono tutte identiche: talvolta si verificano in concomitanza con un temporale, altre volte con tempo perfettamente sereno; non soltanto, in alcuni casi gli animali sono arrivati a terra ancora vivi e in salute, in altri decisamente morti, in altri ancora fatti a pezzi o addirittura congelati (dettaglio che farebbe sospettare una permanenza prolungata ad alte quote).

Per quanto riguarda le piogge di uccelli (piccioni, storni, merli, tortore, anatre, ecc.), avvenute anche di recente nel Gennaio 2011 in varie parti del mondo, fra cui in Italia a Faenza, gli esperti che hanno esaminato i corpi dei poveri pennuti hanno determinato che la morte è avvenuta in seguito a emorragie interne dovute a choc fisici. Secondo gli ornitologi, quando gli uccelli si muovono in stormi non è raro che un momento di panico nel gruppo possa portare a immediate e numerose collisioni mortali in aria.

Come potete immaginare, eventi simili hanno dato origine a una ridda di speculazioni pseudo-scientifiche, esoteriche o paranormali, che spaziano dai wormhole agli esperimenti alieni. Soluzioni fantasiose e divertenti che, come sempre, invece di provare a spiegare l’enigma ne aggiungono altri cento.

Le piogge di animali non hanno ancora trovato un’esauriente spiegazione scientifica, anche a causa della difficoltà di studio e verifica, vista l’impossibilità di prevedere dove e quando si manifesteranno. Rimangono quindi uno dei più affascinanti misteri meteorologici, e ci ricordano che conosciamo ancora soltanto una minima parte del nostro incredibile pianeta.

(Grazie, Repapuci!)

Il vostro prossimo cucciolo – X

Ed eccoci nuovamente qui, con una nuova puntata dell’esclusiva rubrica che vi guida e vi consiglia nella scelta dell’animale da compagnia che fa per voi.

Siete stanchi del vostro acquario? I vostri amici non lo degnano più di uno sguardo? Persino i pesci rossi hanno un’aria annoiata? Regalatevi un rospo del Suriname!

(Foto: Arthur Chapman)

A prima vista non farà proprio un figurone, e qualcuno potrebbe pensare che l’avete raccolto spiaccicato su un’autostrada: questo rospo (Pipa pipa), infatti, è estremamente piatto e dal colorito marroncino-grigiastro, e certamente sfigura al confronto con alcune coloratissime rane tropicali. Vive nelle paludi  nelle foreste del Sudamerica, e al contrario degli altri anfibi non lascia quasi mai l’acqua.

Ma, se avrete pazienza, scoprirete in che cosa il rospo del Suriname è assolutamente unico: il metodo di riproduzione. Il maschio attira la femmina schioccando l’osso ioide che ha in gola (e non con i consueti gracidii), e la femmina si solleva dal fondo per cominciare una strana danza. Durante la fecondazione la femmina si mette a fare delle piroette, e ad ogni piroetta rilascia da 3 a 10 uova, poi si gira di schiena e il maschio, premendo, gliele conficca nella pelle.

Le uova sprofondano nello strato esterno della schiena della madre, e lì creano ognuna una piccola sacca, come una cella di alveare. Lì, dentro quella bolla, protetti dall’epidermide materna, i girini lasciano lo stadio larvale, escono dalle uova, crescono… e soltanto quando sono pienamente formati, spuntano dalla pelle e se ne vanno via.

Garantito: lo spettacolo di questo parto, degno di Alien, lascerà i vostri ospiti senza fiato.

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Ecco la pagina inglese di Wikipedia sul rospo del Suriname. Ed ecco un altro video su YouTube (piuttosto lungo) che mostra l’accoppiamento.

(Grazie, Shade!)