Primo giorno

L’11 aprile 1977 si spegneva il grande scrittore francese Jacques Prévert.

Vi propongo una sua poesia, Premier jour.
Guardate come riesce, con pochi brevi tocchi e con un uso magistrale dei colori, a farci precipitare nel dramma di una morte per parto.

E poi quel dans (dentro), reiterato in ogni verso, che suggerisce uno strano effetto cannocchiale. Ogni cosa è dentro un’altra, tutto è collegato; l’evento è iscritto in qualcosa di più ampio – la casa, la città, la notte.

Ecco perché non bisogna lasciarsi ingannare dall’apparente semplicità formale. Qui c’è tutto: gioia e tragedia, il mistero di vita e morte; e un cosmo buio (la notte), che non sapremo mai se è partecipe, o indifferente, nei confronti della condizione umana.