La discoteca ideale – III

Concludiamo qui il nostro viaggio attraverso le copertine più weird della storia.

Il “Best Of” di Wayne Newton mostra alcuni problemi di design; José Angel, invece, vi aspetta con sguardo carico di soavi promesse (e dimostra che per arredare un lounge basta una sedia di vimini e un vaso).

Chi l’ha detto che la musica leggera non ha i suoi supereroi? Ecco i Fantastici Quattro che salveranno il mondo a colpi di spartiti arrotolati!

La faccia oscura (o più semplicemente brutta) del glam rock e della disco music: i Knorkator e i Village People.

Un ritorno al classicismo ci aspetta con il best-of del postino cantante, mentre Wally Whyton si fa ricoscere con “It’s me, mum!” e Harry & Terry ci deliziano con un bel live.

Con l’orchestra di elefanti di Foster Edward viene logico domandarsi “cosa succederà dopo”.
Quello che succede dopo, sono le Frivolous Five che cantano di maliziose prelibatezze mentre sono ricoperte di panna.

Quale novello Poseidone, Kjell Kraghe emerge misteriosamente dal mare.
Quale novello Uncle Sam, Eilerts Jul vuole PROPRIO TE per la strenna di Natale.

Ecco la frizzante magia dal vivo di Mike Terry (appena scappato dalla clinica); nel frattempo i McKenthew’s non potrebbero essere più felici per le loro nuove acconciature, e il magnetico Heino si presenta puntuale con il suo bel mazzo di rose.

Ancora due copertine raffinate ed eleganti per i Birthcontrol e per gli Eulenspygel.

Ecco la straordinaria organista senza braccia, mentre per la categoria dei non vedenti si fanno avanti le Braillettes. Maddy Genets e il suo ensemble, anche loro non vedenti, ci deliziano con fascinose romanze da brivido (e non scherzo, ascoltateli su YouTube, altro che Bocelli!).

Freddie Gage si interroga sul significato della vita nel suo spumeggiante e sbarazzino “All my friends are dead”.
Battleaxe e Wolf, invece, farebbero meglio a cambiare disegnatore.

Affronta il difficile tabù del cannibalismo Gerhard Polt. E, infine, con un allegro “yeee-hah!” ci saluta Swamp Dogg, cavalcando via verso l’orizzonte sul suo topo albino.

Link agli altri due articoli:
La discoteca ideale – I
La discoteca ideale – II

20 comments to La discoteca ideale – III

  1. bonniebond says:

    Con il dovuto rispetto e sapendo che sono molto al confine con ciò che è accettato come politcally correct, vorrei precisare che l’organista senza braccia inspiegabilmente canta molto peggio di come suona.

  2. Jimmy Richter says:

    Hey Bizzarro Bazar, ti ho scoperto da poco ma mi sento già molto a mio agio fra le tue pagine!
    Fra poco farò un viaggetto a Parigi, sai consigliarmi qualche posto particolare da visitare, qualche piccola bottega delle meraviglie?
    (Sì mi rendo conto che non centra niente con le copertine di CD, sorry. XD)

    • bizzarrobazar says:

      Ciao Jimmy, benvenuto!
      Ah, Parigi… è così stracolma di meraviglie che non saprei proprio da che parte iniziare! Ci sono alcuni dei musei più belli del mondo, se ti interessano gli argomenti trattati su Bizzarro Bazar: il Fragonard, quello di storia della medicina, il Fairground Art, le catacombe… e se vuoi curiosare e acquistare, non puoi mancare la Maison Deyrolle e il mercato delle pulci. Questi sono i primi che mi vengono in mente, vista l’ora tarda, ma di sicuro ne sto dimenticando qualcuno. Bene, ora ti invidio ufficialmente! 🙂

  3. Paolo says:

    http://www.youtube.com/watch?v=Yj9hq2uZBFg

    Ma non è una meraviglia?

    E la foto di copertina (Maddy Genets) non è forse all’altezza della migliore Diane Arbus?

    “The Maddy Genets were a French accordion group from the late sixties, which wasn’t uncommon. The unique characteristic of the band was that the mother, father, and son were all blind. The music they created was just as macabre as their appearance. Warning, do not listen to the music, look at the group picture, and be alone at night in your apartment. You’ve been warned”.

    Grazie, finora è stato il mio regalo di Natale preferito!

  4. Serena says:

    io ho cercato disperatamente “All my friends are dead” ma niente da fare, non sono riuscita a godere di quello che chiaramente deve essere un capolavoro: sarà un triste Natale per me…

  5. norma says:

    Questa carrellata tra le copertine più improbabili dei dischi mi ha davvero deliziata, soprattutto per i tuoi commenti 😀 ti prego, dimmi che ci sarà una quarta parte!

    • bizzarrobazar says:

      Mi dispiace, norma, non è in programma una quarta parte, anche perché non mi piace raschiare il fondo del barile… Ti ringrazio comunque per il tuo generoso commento! 🙂

  6. Valentina says:

    Cacchio,ti manca solo il sig.r Dick Black con il suo “a taste of Dick Black” (in vendita su ebay,mica cazzi)

  7. Alessandro says:

    Penso che tutti se ne siano accorti, ma vete visto il titolo del disco infilato nella copertina di Wayne Newton?

    “Bowel and bladder training” (Addestrare intestino e vescica)

    Trovo sia magnifico!!

    Un grande post, così come tutto il sito

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