Quando muore una balena

Quando una balena morta si adagia sul fondo dell’oceano l’enorme mole della sua carcassa procura cibo a una moltitudine variegata e impressionante di animali. Il cortometraggio che vi proponiamo, diretto da Sharon Shattuck e Flora Lichtman, e animato con semplici ritagli di cartone, mostra questa straordinaria “vita dopo la morte” di un cetaceo. Come spiega il cartello finale del filmato: “Una balena può vivere dai 50 ai 75 anni. Una balena può sostentare una comunità di organismi per 50-75 anni dopo la morte“.

Ed ecco un filmato in time-lapse che mostra la decomposizione di una foca: più piccola di una balena, certamente, ma altrettanto preziosa per chi potrà sopravvivere grazie alle sue carni.

Il Teatro-Balena

Ogni bambino adora pensare a Giona nel ventre del grande pesce. Così come il Barone di Münchhausen nella balena, o Pinocchio nel pescecane, dimorare per qualche tempo all’interno di uno di questi enormi animali marini è un’idea fantastica che ha ispirato artisti e scrittori di ogni epoca.

Bene, potete immaginare cosa stiamo per raccontarvi. Sì, qualcuno ha davvero vissuto all’interno di un pesce. Anzi, ci ha costruito un teatro.

Quest’uomo è Simon-Max, un tenore francese di opera buffa che visse a cavallo tra ‘800 e ‘900. Si esibiva principalmente a Parigi, ma con il successo i suoi affari si diversificarono e nel 1893 era già proprietario di un casinò a Villerville, una cittadina costiera della Bassa Normandia.

Proprio nel 1893, giunse la notizia che una balena si era spiaggiata nei dintorni della cittadina. Non era un fatto poco comune che le balene si spiaggiassero sulla costa della Normandia a causa delle basse maree, come testimonia questa cartolina dello stesso anno.

Simon-Max acquistò la balena dai pescatori, e rivendette l’olio e la carne ricavati dall’animale. Poi decise che con la pelle avrebbe fatto qualcosa di completamente inedito. Costruì un teatro-museo all’interno della pelle del cetaceo.

Le dimensioni esibite nei manifesti pubblicitari dell’epoca sono ovviamente esagerate, ma danno l’idea di cosa potessere essere il teatro. Il pubblico entrava dalla bocca della balena, assisteva allo spettacolo nella sala interna che poteva contenere quasi cento persone, e poi usciva da una porticina praticata nella coda. Questa attrazione, chiamata da tutti Théatre-Baleine, fruttò parecchio a Simon-Max e per un anno rese celebre la cittadina di Villerville. Il tenore si esibiva all’interno della balena in uno spettacolo intitolato Jonas Revue (“Giona rivisitato”), che ottenne un grosso successo.

Il Teatro-Balena fu poi trasferito al Casino di Parigi, e l’inverno seguente venne completamente distrutto in un incendio.

Münchhausen

La balena esplosa

Oggi celebriamo un bizzarro anniversario.

Il 12 novembre del 1970, infatti, un’enorme balena morì dopo essersi spiaggiata a Florence, Oregon. La carcassa, di notevoli proporzioni (14 metri di lunghezza per 8 tonnellate di peso) pose da subito un gravoso problema: come sbarazzarsene?

La Oregon Highway Division, responsabile dello smaltimento dell’animale, pensò che seppellirla in loco non fosse attuabile, per motivi sanitari (la carcassa emanava già un odore insopportabile), e di spostarla non se ne parlava neanche. Si pensò quindi di sbarazzarsene proprio come si farebbe con un enorme macigno.

Mezza tonnellata di dinamite fu applicata al cadavere della balena. L’idea era di ridurla in piccoli pezzi, che sarebbero poi stati mangiati da gabbiani e dagli altri animali che si nutrono di carogne. Non andò proprio come ci si aspettava.

L’esplosione riempì il cielo di grossi pezzi di grasso (presente a livello sottocutaneo nei cetacei, vedi blubber) che si riversarono a pioggia sugli attoniti astanti, atterrarono vicino alle case e nei parcheggi, anche a una certa distanza dalla spiaggia. Uno di questi pezzi di balena sfondò una macchina. Soltanto una minima parte della carcassa risultò poi disintegrata, e gli uomini della Oregon Highway Division dovettero assumersi l’ingrato compito di eliminare a mano (e con molta pazienza) l’enorme e puzzolente carogna.

L’esplosione fu filmata, e come prevedibile le immagini dell’incidente hanno goduto di una nuova vita nell’era di internet. Ecco il servizio originale del 1970.

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Wikipedia dedica una pagina (in inglese) all’episodio, in cui vengono descritte anche le circostanze in cui il filmato è stato recuperato: eccola qui.