ILLUSTRATI GENESIS: Giornata 6

Sette piccole lezioni per riscoprire il quotidiano.
Sette giorni per la Creazione… di una nuova prospettiva.

 

GIORNO 6 – GLI ANIMALI DELLA TERRA

Il dettaglio risaputo: Un vostro amico pubblica su Facebook una notizia allarmante: a causa del sovrappopolamento, il numero dei vivi avrebbe ormai superato quello dei morti. A voi sembra francamente un’esagerazione, però siete curiosi: quante persone sono vissute e morte, in tutta la storia dell’umanità?

Il retroscena: Questo è un calcolo empirico piuttosto controverso (1)Un ottimo studio sulla storia del computo dei morti, e sulle sue implicazioni socio-politiche, è How Many People Have Lived on Earth?, di Oded Carmeli, Haaretz, 11 ottobre 2018., dal momento che si presta a essere interpretato a fini politici (nonché distorto all’occorrenza per azzardare previsioni più o meno plausibili sul futuro dell’umanità). Inoltre vi sono intrinseci problemi metodologici: più ci si spinge indietro nel tempo, più difficile è stimare la popolazione effettiva, la crescita demografica e l’aspettativa di vita, per non parlare della preistoria più remota in cui lo stesso concetto di homo sapiens viene a sfumare. Ma se vogliamo indicare un numero di riferimento, possiamo ricordare uno studio del Population Reference Bureau pubblicato nel 2018, secondo il quale il numero di esseri umani viventi (7 miliardi e mezzo all’epoca della stima) costituirebbe circa il 6,9% delle persone nate in tutta la storia. Il totale degli esseri umani apparsi sul Pianeta sarebbe dunque di 108,6 miliardi, di cui 101 miliardi già morti. L’aldilà, è il caso di dirlo, è piuttosto affollato e le sue schiere si ingrossano ogni secondo che passa. (2)Se volete conoscere i dati aggiornati in tempo reale, fate un salto su worldometers.info.

Ma queste cifre impallidiscono se si riflette su quanti animali e quante piante ci sono al mondo.
Il nostro pianeta ha un raggio di 6371 km; la porzione che consente la vita, partendo dall’aria (gli strati bassi dell’atmosfera), passando per la superficie e arrivando al sottosuolo, è di appena 20 km.
Dunque la biosfera è solo un finissimo strato che ricopre la Terra, eppure ospita un numero inconcepibile di creature viventi.

È stato stimato che le specie viventi siano approssimativamente 8,7 milioni, di cui 370.000 sono piante, 23.000 pesci, 8700 uccelli, 6300 rettili, 4500 mammiferi, 3000 anfibi, 900.000 insetti e 500.000 appartengono ad altri gruppi tassonomici.
Di tutte queste specie, siamo riusciti a scoprire e catalogare solo una minima parte: l’86% delle creature terrestri e il 91% di quelle marine sono tuttora ignoti. E molte di queste lo saranno per sempre, perché attualmente i cambiamenti climatici accelerano i processi di estinzione: numerosissime specie stanno scomparendo in questo preciso istante, senza che noi ci siamo mai accorti della loro esistenza.


Se già il numero di specie è impressionante, le cifre diventano ancora più inconcepibili se affrontiamo il numero di esemplari per ogni specie.
Concentriamoci per esempio sugli animali: quanti sono? Ancora una volta non possiamo saperlo con certezza, ma basta dare un’occhiata agli insetti per farci un’idea approssimativa. Le formiche sono circa 10.000 milioni di miliardi. Basandosi su questa cifra, alcuni scienziati stimano che il totale degli insetti ammonti a 10 quintilioni, vale a dire 10 miliardi di miliardi. Questi sono gli insetti, a cui vanno aggiunti tutti gli altri animali – dall’aquila al calamaro, dall’uomo al rettile – tutte le piante, i funghi, i protozoi, i cromisti, i batteri…

I numeri vanno al di là della comprensione e stiamo sempre e solo parlando di creature viventi.
Ora provate a immaginare quante piante e quanti animali sono morti, dal momento in cui la vita è apparsa sulla Terra… se ci riuscite.

La Sesta Lezione: Smontare la fake news sul sovrappopolamento è facile, ma spalanca la vertigine dei numeri. La biosfera di cui siamo parte è al tempo stesso una ‘thanatosfera’: si rimane senza fiato nel contemplare la quantità incommensurabile di morte che sostiene il pullulare della vita e con essa si confonde. Per contro, nessuna delle creature che hanno abitato il Pianeta nei milioni di anni precedenti se n’è mai andata davvero, sono tutte ancora in circolo. Questa vita è già un aldilà.

 


Questo post fa parte della serie ILLUSTRATI GENESIS:
Primo e secondo giorno
Terzo giorno
Quarto giorno
Quinto giorno
– Sesto giorno (quest oarticolo)

Note   [ + ]

1. Un ottimo studio sulla storia del computo dei morti, e sulle sue implicazioni socio-politiche, è How Many People Have Lived on Earth?, di Oded Carmeli, Haaretz, 11 ottobre 2018.
2. Se volete conoscere i dati aggiornati in tempo reale, fate un salto su worldometers.info.

Link, curiosità & meraviglie assortite – 16

La meravigliosa foto qui sopra mostra un gruppo di artiste irlandesi della Metropolitan School of Art di Dublino, tra cui Margaret Clarke ed Estella Solomons (via BiblioCuriosa).
E partiamo subito con l’abituale infornata di link e stranezze!

  • Questa qui sopra è la tuta da sommozzatore più antica del mondo. Si trova nel museo di Raahe in Finlandia, e risale al Settecento. Veniva usata per brevi camminate sott’acqua, per riparare le chiglie delle navi. Adesso, invece, “si immerge nei vostri incubi” (cit. Stefano Castelli).
  • Capolavori riscoperti: i fumetti cristiani degli anni Settanta in cui i peccatori vengono redenti dagli eroi evangelizzatori. “La Croce è più potente del coltellino a serramanico!” (Grazie, Gigio!)

  • Sulla facciata del Municipio di Colonia c’è una statua del vescovo Corrado di Hochstaden. La severità della sua figura di ecclesiastico non stupisce; è quello che sta sotto al piedestallo che lascia sbigottiti.

La figura impegnata in un’oscena auto-fellatio è da ricollegare ai classici marginalia medievali, che non di rado includevano situazioni grottesche e bizzarre poste “a margine”, appunto, dell’opera principale — che poteva essere un libro, un affresco, un dipinto o, come in questo caso, un complesso scultoreo.
Visto che simili figure compaiono su un buon numero di chiese, principalmente in Francia, Spagna e Germania, sul loro significato si è speculato molto: non si tratterebbe di retaggi pagani o di simboli di fertilità, ma di allegorie salvifiche più complesse, come sostiene questo libro (in inglese, ma ne esiste anche uno in francese esclusivamente dedicato alla Bretagna). Al di là delle congetture, risulta chiaro come la distinzione tra sacro e profano in epoca medievale non fosse così netta e univoca come saremmo portati a credere.

  • Restiamo in pieno Medio Evo. Quando nel 1004 la nipote dell’Imperatore bizantino si azzardò a usare per la prima volta una forchetta a tavola, causò un putiferio e l’atto venne condannato dal clero come blasfemo. (A riprova di quanto la nobildonna avesse offeso l’Altissimo, quest’ultimo la fece morire di peste.)
  • Morto anch’egli, da ben 3230 anni, ma con tutte le carte in regola: ecco il passaporto egiziano rilasciato nel 1974 alla mummia di Ramses II, in modo che potesse volare fino a Parigi senza intoppi al check in. [EDIT: si tratta in realtà di un divertente falso, come fatto notare da Gabriel nei commenti]

  • Detesto quando chiedo un semplice cappuccino, ma il barista deve fare il fenomeno.
  • L’artista Alex Eckman-Lawn aggiunge dei concreti e disturbanti “livelli” di lettura al volto umano. (Grazie, Anastasia!)
  • Un altro artista, Arngrímur Sigurðsson, ha illustrato diverse figure tradizionali del folklore islandese in un libro intitolato Duldýrasafnið, che tradotto significa più o meno “Il Museo degli Esseri Nascosti”. Il volume è praticamente introvabile online, ma potete vedere molti evocativi dipinti sul sito ufficiale e soprattutto in questo articolo. (Grazie, Luca!)
  • Altro che Formula Uno! Ecco la gara automobilistica definitiva!

  • Se amate i videogiochi e odiate i lunedì (pardon, il capitalismo), non perdetevi questo pezzone di Mariano Tomatis.
  • Ricordate il mio vecchio post sulle maschere mortuarie? Pia Interlandi è un’artista che le realizza ancora oggi.
  • E per finire, facciamo un salto sulla parte sommersa del porno, in particolare quella dei video di belle ragazze che rimangono invischiate — per finta — nella colla a presa rapida. Se ne trovano a dozzine, e per un buon motivo: si tratta di un peculiare feticismo di immobilizzazione (ben riassunto in questo breve articolo) che unisce la classica venerazione del piede femminile, la sensualità della colla (?) e l’eccitazione un po’ sadica di assistere agli inutili tentativi della vittima di liberarsi. Col bel vantaggio di non violare le policy di YouTube cui contenuti espliciti.

Link, curiosità & meraviglie assortite – 9

Iniziamo con qualche veloce aggiornamento.

Mancano soltanto tre giorni alla fine del Bizzarro Bazar Contest. Sono arrivati moltissimi contributi fantastici, che scoprirete la settimana prossima quando saranno annunciati i vincitori. Quindi se siete fra i ritardatari dateci dentro, senza dimenticare una ripassatina alle linee guida: questo blog deve essere esplicitamente menzionato/raffigurato nel vostro lavoro.

Il 1 ottobre sarò al Teatro Bonci di Cesena nell’ambito nel CICAP Fest 2017. Visto che l’edizione di quest’anno è tutta incentrata sul tema delle bufale e della post-verità, l’amico Massimo Polidoro mi ha chiesto di portare un po’ di meraviglie dalla mia wunderkammer — nello specifico alcuni oggetti che si situano sul confine tra vero e falso, tra realtà e immaginazione. E, giusto per fare un po’ il “ribelle”, parlerò di bufale creative e di complotti fruttuosi.

Già che stiamo parlando della mia collezione, volevo condividere con i lettori il mio entusiasmo per uno degli ultimi arrivi: questa straordinaria opera d’arte.

Direte, “Be’, che avrà di così particolare?“. Si vede che non capite proprio niente di arte moderna!
Il quadro, del 2008, è stato dipinto dal celebre artista Jomo.

Ecco Jomo:

Ecco Jomo immortalato in una statua di bronzo, acquisita assieme al quadro.

Esatto, l’avrete indovinato: d’ora in poi potrò sperimentare sui miei ignari ospiti la vecchia beffa di Pierre Brassau.
Sono anche contento che i proventi della vendita del dipinto del gorilla siano andati al personale dello zoo di Toronto, che quotidianamente accudisce questi magnifici primati. Per inciso, lo Zoo di Toronto è membro attivo del North American Gorilla Species Survival Plan e lavora anche in Africa per salvare i gorilla che rischiano l’estinzione (a causa, ho scoperto, dei nostri cellulari).

E ora via con la nostra usuale selezione di link:

  • La poesia che vi favorisco qui sopra è di Igino Ugo Tarchetti, esponente della Scapigliatura, la corrente letteraria più bizzarra, gotica e maudit che l’Italia abbia conosciuto. (Il prossimo libro della Collana Bizzarro Bazar tratterà, seppure marginalmente, anche degli scapigliati.)

  • E passiamo alle averle, deliziosi uccellini dell’ordine dei Passeriformes.
    Deliziosi sì, ma carnivori: il nome della loro famiglia, Laniidae, deriva dal latino per “macellaio” e in effetti, essendo così piccoli, devono ricorrere a un’astuzia piuttosto crudele. Dopo aver attaccato le loro prede (insetti ma anche piccoli vertebrati), le averle le impalano su spine, rametti, rovi o fili spinati, al fine di immobilizzarle e poi sbranarle con comodo, spesso ancora vive, pezzetto dopo pezzetto — facendo sembrare Vlad Tepes un vero novellino.

  • Sempre in tema di animali, le balene (come molti altri mammiferi) piangono i loro morti. Ecco un articolo del National Geographic sul lutto nei cetacei.
  • Cambiamo argomento e parliamo un po’ di sex toys. L’amico sexpert Ayzad ha compilato la lista definitiva dei giocattoli erotici da NON comprare: gli accessori di pessimo gusto, completamente demenziali e perfino inquietanti sono talmente numerosi che ha dovuto dividere il tutto in tre articoli, uno, due e tre. Preparatevi per una discesa nella parte più schizofrenica e aberrante del consumismo sessuale (ovviamente alcune foto sono NSFW).
  • E arriviamo ai feticisti della cultura: le persone che si definiscono “sapiosessuali”, ovvero attratte sessualmente dall’intelligenza e dall’erudizione di un individuo, sono il miraggio di ogni nerd e di ogni introverso topo di biblioteca.
    Però, suggerisce questo articolo, scegliere un partner intelligente non è poi una gran trovata: fa già parte delle strategie evolutive da milioni di anni. Dunque chi si autodefinisce sapiosessuale sui social network fa la figura del vanitoso e finisce per sembrare stupido. Facendo così scappare a gambe levate chi ha un minimo di intelligenza. Ah, l’ironia.

Finalmente qualcuno ha pensato ad aggiustare le giraffe.